Rivalutazione ISTAT: calcolo con l'indice FOI
Ultimo indice ISTAT disponibile: agosto 2026 · prossimo: 16 ottobre 2026
| Indice FOI agosto 2025base 2015=100 | 121,8 |
|---|---|
| Indice FOI agosto 2026base 2025=100 | 103,7 |
| Raccordo base 2015 → 2025coefficiente di raccordo ISTAT tra basi diverse | × 1,214 |
| Coefficiente di rivalutazionearrotondato alla terza cifra decimale | 1,034 |
| Variazione ISTAT | +3,4% |
| Importo iniziale | 1.000,00 € |
| Importo rivalutato | 1.034,00 € |
1.000,00 € × 1,034 = 1.034,00 €
Potere d'acquisto: con 1.000,00 € di agosto 2026 compri ciò che ad agosto 2025 costava 967,12 €. È lo stesso coefficiente letto al contrario (1.000,00 € ÷ 1,034): una nostra elaborazione, non un dato ISTAT.
Calcola la rivalutazione ISTAT di affitti, assegni di mantenimento e qualsiasi somma con l'indice FOI e il metodo ufficiale: coefficiente, variazione e importo aggiornato, anche al 75% e in lire.
Il FOI dice +3,4% in un anno. E le tue spese?
L'indice ISTAT misura il paniere medio delle famiglie di operai e impiegati, non il tuo. Martia legge i movimenti reali dei conti che colleghi e ti risponde in chat: confronta quanto hai speso negli ultimi 12 mesi con i 12 precedenti, categoria per categoria.
«Quanto spendo in più rispetto a un anno fa per spesa, bollette e affitto?»
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- Scegli cosa rivalutare. «Affitto» applica il 75% della variazione ISTAT, «Mantenimento» il 100%, «Inflazione» confronta le medie annue. La percentuale si può sempre cambiare a mano.
- Inserisci importo e date. L'importo di partenza, il mese da cui parte la rivalutazione (la firma del contratto, l'ultimo adeguamento o il provvedimento del giudice) e il mese di arrivo, di solito l'ultimo indice pubblicato: agosto 2026.
- Leggi il risultato. Trovi l'importo aggiornato, l'aumento, la variazione ISTAT, il coefficiente e gli indici usati. Da due anni in su compare anche la tabella con gli adeguamenti anno per anno.
Come si calcola la rivalutazione ISTAT?
La rivalutazione ISTAT, o rivalutazione monetaria, aggiorna una somma di denaro all'aumento dei prezzi misurato dall'indice FOI, l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi. È l'indice che l'ISTAT pubblica appositamente per le rivalutazioni monetarie: canoni di locazione, assegni di mantenimento, crediti, TFR.
Il calcolo della rivalutazione ISTAT segue tre passaggi:
- si divide l'indice del mese di arrivo per quello del mese di partenza;
- se i due mesi hanno basi diverse, si moltiplica per i coefficienti di raccordo tra le basi (per esempio 1,214 tra la base 2015 e la base 2025);
- si arrotonda il risultato alla terza cifra decimale: è il coefficiente di rivalutazione, che si moltiplica per l'importo. La variazione percentuale è (coefficiente − 1) × 100.
Importo rivalutato = importo × coefficiente
Coefficiente = 100,4 ÷ 134,2 × 1,373 × 1,071 × 1,214 = 1,336, cioè +33,6%. 1.000 € di gennaio 2009 diventano 1.336,00 € a gennaio 2026.
L'ISTAT precisa che il coefficiente va calcolato «in un unico passaggio, senza l'uso di termini arrotondati». Il calcolatore fa proprio questo, senza arrotondamenti intermedi: riproduce tutte le variazioni sui 12 e sui 24 mesi e tutte le variazioni medie annue pubblicate dall'ISTAT dal 1948 a oggi.
Rivalutazione ISTAT dell'affitto: 75% o 100%?
Dipende dal contratto. La rivalutazione ISTAT del canone di locazione non scatta da sola: serve una clausola che la preveda e, di regola, la richiesta del locatore. I limiti di legge sono questi:
- Locazioni commerciali (negozi, uffici, laboratori) con la durata minima di legge, cioè 6+6 anni (9+9 per alberghi): l'aumento non può superare il 75% della variazione ISTAT (art. 32 della legge 392/1978); con una durata più lunga le parti possono pattuire fino al 100%.
- Canone concordato (contratti 3+2): aggiornamento, se previsto, al massimo del 75% della variazione ISTAT dell'anno precedente (DM 16 gennaio 2017, art. 1, comma 9).
- Canone libero (contratti 4+4): conta la clausola. La percentuale la decidono le parti, spesso il 75% o il 100%.
- Cedolare secca: per tutta la durata dell'opzione è sospesa la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone, ISTAT compreso (art. 3, comma 11, D.Lgs. 23/2011; dal 1° gennaio 2027 art. 206, comma 3, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 117/2026).
Più anni di aggiornamenti al 75%
Ogni anno l'aggiornamento si applica al canone già aggiornato, con la variazione dei 12 mesi precedenti. Il calcolatore lo fa da solo quando scegli il 75% e un intervallo di più anni.
Aumento ISTAT affitti 2026: la variazione mese per mese
Per l'adeguamento ISTAT di un affitto si usa la variazione dell'indice FOI sui 12 mesi, nel mese indicato dalla clausola del contratto. Ecco le variazioni ISTAT del 2026 mese per mese, piene e al 75%:
| Mese | Indice FOI (base 2025) | Variazione sui 12 mesi | Al 75% |
|---|---|---|---|
| gennaio 2026 | 100,4 | +0,8% | +0,6% |
| febbraio 2026 | 100,9 | +1,1% | +0,825% |
| marzo 2026 | 101,5 | +1,5% | +1,125% |
| aprile 2026 | 102,5 | +2,6% | +1,95% |
| maggio 2026 | 102,8 | +3,0% | +2,25% |
| giugno 2026 | 102,8 | +2,9% | +2,175% |
| luglio 2026 | 103,1 | +2,8% | +2,1% |
| agosto 2026 | 103,7 | +3,4% | +2,55% |
Previsioni ufficiali dell'adeguamento ISTAT per i mesi futuri non esistono: l'aumento si conosce solo quando l'ISTAT pubblica l'indice del mese. Il calcolatore arriva all'ultimo indice disponibile, agosto 2026.
Come si rivaluta l'assegno di mantenimento?
Per i figli il codice civile prevede che l'assegno sia «automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice» (art. 337-ter). Per l'assegno di divorzio la sentenza deve stabilire un criterio di adeguamento automatico, «almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria» (art. 5, comma 7, legge 898/1970). Per l'assegno al coniuge separato, invece, il codice civile non prevede un adeguamento automatico (art. 156): vale quanto stabilito nel provvedimento di separazione o nell'accordo, che spesso dispone l'aggiornamento annuale secondo gli indici ISTAT. Quando l'adeguamento ISTAT è previsto, salvo indicazioni diverse si applica il 100% della variazione FOI.
Il calcolo corretto usa un coefficiente unico, dal mese del provvedimento (o dell'ultimo adeguamento) al mese per cui si vuole l'importo dovuto. Applicare di anno in anno i coefficienti annuali arrotondati porta a un risultato leggermente diverso.
Tabella di rivalutazione dell'assegno di mantenimento
Le somme da pagare periodicamente si prescrivono in cinque anni (art. 2948 del codice civile). Per ricostruire gli arretrati usa la tabella anno per anno del calcolatore: ogni riga indica l'importo dovuto da quel mese in poi. Conta comunque quanto scritto nel provvedimento o nell'accordo tra le parti.
Calcolatore inflazione: quanto valgono gli euro e le lire del passato?
Per il calcolo dell'inflazione tra anni diversi si usano le medie annue dell'indice FOI: scegli «Inflazione», oppure attiva «Usa le medie annue» nelle opzioni avanzate. Per le somme di prima del 2002 il calcolatore accetta l'importo in lire e dà il risultato in lire e in euro, al cambio fisso di 1.936,27 lire per euro. Nella tabella, alcune somme di allora espresse in euro del 2025:
| Somma di allora | Coefficiente al 2025 | Valore nel 2025 |
|---|---|---|
| 100.000 lire del 1970 | 21,338 | 1.102,02 € |
| 1.000.000 di lire del 1980 | 5,741 | 2.964,98 € |
| 1.000.000 di lire del 1990 | 2,285 | 1.180,10 € |
| 1.000 € del 2001 | 1,551 | 1.551,00 € |
| 1.000 € del 2015 | 1,214 | 1.214,00 € |
Le medie annue arrivano fino al 2025: quella del 2026 arriverà con l'indice di dicembre, che l'ISTAT pubblica a metà gennaio. Per capire quanto deve rendere un investimento per battere l'inflazione, prova il calcolatore dell'interesse composto.
Indici ISTAT FOI: basi, coefficienti di raccordo e tabacchi
L'ISTAT pubblica tre indici dei prezzi al consumo: NIC (intera collettività), IPCA (armonizzato europeo) e FOI (famiglie di operai e impiegati). Per le rivalutazioni monetarie si usa l'indice FOI al netto dei tabacchi.
Periodicamente l'ISTAT cambia la base, cioè l'anno in cui l'indice vale 100. Da gennaio 2026 la base è il 2025; prima era il 2015. Per confrontare mesi su basi diverse si moltiplica per il coefficiente di raccordo:
| Periodo | Base | Raccordo con la base successiva |
|---|---|---|
| 1947–1966 | 1961=100 | 1,274 |
| 1967–1970 | 1966=100 | 1,116 |
| 1971–1976 | 1970=100 | 1,996 |
| 1977–1980 | 1976=100 | 1,862 |
| 1981–1985 | 1980=100 | 1,907 |
| 1986–1989 | 1985=100 | 1,242 |
| 1990–1992 | 1989=100 | 1,189 |
| 1993–1995 | 1992=100 | 1,141 |
| 1996–2010 | 1995=100 | 1,373 |
| 2011–2015 | 2010=100 | 1,071 |
| 2016–2025 | 2015=100 | 1,214 |
| dal 2026 | 2025=100 | – |
Da febbraio 1992 l'indice esclude i tabacchi: quando l'intervallo scavalca quel mese si moltiplica anche per il coefficiente 1,0009. Il calcolatore applica da solo raccordi e coefficiente tabacchi e li mostra nel dettaglio del calcolo. Attenzione ai calcolatori che per i mesi del 2026 usano ancora la base 2015, o un raccordo diverso da 1,214: il risultato è sbagliato.
Quando esce il nuovo indice ISTAT?
L'ISTAT pubblica l'indice FOI di un mese verso la metà del mese successivo. L'indice di agosto 2026 è uscito il 16 settembre 2026; il prossimo è atteso per il 16 ottobre 2026. Le variazioni sono pubblicate anche in Gazzetta Ufficiale (art. 81 della legge 392/1978).
Previsioni ufficiali sull'adeguamento ISTAT non esistono. Il calcolatore usa l'ultimo indice pubblicato alla data di aggiornamento della pagina, indicata in alto.
Cosa non calcola questo strumento?
- Usa solo l'indice FOI nazionale al netto dei tabacchi: niente NIC, IPCA o indici provinciali, che alcuni contratti richiamano.
- Al 75% simula un aggiornamento ogni 12 mesi a partire dal mese iniziale. Con clausole che usano un altro mese di riferimento, aggiornamenti biennali o tetti diversi il calcolo va fatto a parte.
- Non dice quali aggiornamenti si possono ancora chiedere. Nelle locazioni commerciali l'art. 32 lega l'aggiornamento alla richiesta del locatore e, per la Cassazione, il canone aggiornato è dovuto solo da quella richiesta: gli aggiornamenti mai chiesti non si recuperano per gli anni passati. Negli altri contratti conta la clausola.
- Non calcola gli interessi legali sugli arretrati, solo la rivalutazione.
- Non fa previsioni: l'intervallo finisce all'ultimo indice pubblicato.
- Se l'indice scende, l'importo diminuisce; se un canone o un assegno debba davvero calare lo stabiliscono la clausola o il provvedimento.
- Arrotonda come prescrive la nota metodologica ISTAT. In dodici casi limite, tutti a cavallo di un cambio di base, Rivaluta (lo strumento online dell'ISTAT) dà un coefficiente più basso di un millesimo; per la media 1992 questo calcolatore segue Rivaluta (2,037) e non la tabella ISTAT dei coefficienti annuali (2,039).
- Le lire sono convertite al cambio fisso di 1.936,27 lire per euro; i valori di prima del 1947 non sono inclusi.
- La rivalutazione del TFR e la perequazione delle pensioni seguono regole diverse: per il TFR usa il calcolatore del TFR.
Domande frequenti
Come si fa a calcolare la rivalutazione ISTAT?
Si divide l'indice FOI del mese di arrivo per quello del mese di partenza, si moltiplica per gli eventuali coefficienti di raccordo tra basi diverse, si arrotonda alla terza cifra decimale e si moltiplica l'importo per il coefficiente. Esempio ufficiale ISTAT: da gennaio 2009 a gennaio 2026 il coefficiente è 1,336, quindi 1.000 € diventano 1.336,00 € (+33,6%).
Quanto è l'aumento ISTAT per gli affitti nel 2026?
Dipende dal mese di riferimento del contratto. Con l'ultimo indice disponibile, agosto 2026, la variazione sui 12 mesi è +3,4%: un canone aggiornato al 100% sale del 3,4%, uno aggiornato al 75% del 2,55%. Su un affitto di 1.000 € sono 34,00 € o 25,50 € in più al mese. Previsioni ufficiali per i mesi successivi non esistono: il dato si conosce quando l'ISTAT lo pubblica, il prossimo il 16 ottobre 2026.
Rivalutazione ISTAT al 75% o al 100%: quale si applica?
Nelle locazioni commerciali con la durata minima di legge, cioè 6+6 anni (9+9 per alberghi), e nei contratti a canone concordato l'aumento non può superare il 75% della variazione ISTAT; nelle locazioni commerciali più lunghe le parti possono pattuire fino al 100%. Nei contratti a canone libero conta la clausola. Assegni di mantenimento e altre somme di denaro si rivalutano al 100%, salvo diversa indicazione del provvedimento o dell'accordo.
Con la cedolare secca si può chiedere l'aggiornamento ISTAT?
No. Finché si applica la cedolare secca è sospesa la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone, compreso quello ISTAT: lo prevede l'art. 3, comma 11, del D.Lgs. 23/2011 e, dal 1° gennaio 2027, con lo stesso contenuto, l'art. 206, comma 3, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117).
L'assegno di mantenimento si rivaluta automaticamente?
Per i figli sì: l'art. 337-ter del codice civile prevede l'adeguamento automatico agli indici ISTAT se le parti o il giudice non hanno indicato un altro parametro. Per l'assegno di divorzio la sentenza deve fissare un criterio di adeguamento automatico (art. 5 della legge 898/1970). Per il coniuge separato il codice civile non prevede un adeguamento automatico (art. 156): conta quanto stabilito nel provvedimento di separazione o nell'accordo, che spesso lo prevede ogni anno secondo gli indici ISTAT. Si usa un coefficiente unico dal mese del provvedimento: 500 € di giugno 2019 diventano 607,50 € da giugno 2026. Conta sempre quanto scritto nel provvedimento o nell'accordo.
Quale indice si usa: FOI, NIC o IPCA?
Per le rivalutazioni monetarie, cioè affitti, assegni di mantenimento, crediti e TFR, si usa l'indice FOI al netto dei tabacchi, che l'ISTAT pubblica proprio per questo uso. NIC e IPCA misurano l'inflazione di tutta la popolazione e servono ad altri scopi, a meno che un contratto non li richiami espressamente.
Perché il risultato è diverso da quello di altri calcolatori?
Le cause più comuni sono tre: le medie annue usate al posto degli indici mensili, i mesi del 2026 calcolati ancora sulla base 2015 o con un raccordo diverso da 1,214, e il prodotto dei coefficienti annuali arrotondati (o la somma delle variazioni annuali) invece di un coefficiente unico. Questo calcolatore segue le regole scritte dall'ISTAT nella nota del 2026 su variazioni e coefficienti, e riproduce le variazioni che l'ISTAT pubblica.
Qual è l'aumento delle pensioni nel 2026 secondo l'ISTAT?
Dal 1° gennaio 2026 le pensioni sono rivalutate in via provvisoria dell'1,4% (decreto MEF del 19 novembre 2025, Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2025), pari alla variazione della media annua FOI senza tabacchi del 2025 sul 2024. Il calcolatore la riproduce con le medie annue, ma la perequazione delle pensioni segue regole proprie e la applica l'INPS: l'aumento spetta in misura piena agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo e in misura ridotta per gli importi superiori, e le pensioni minime salgono a 611,85 € al mese.
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Chiedi a Martia→Fonti
- ISTAT — Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie
- ISTAT — Nota metodologica: variazioni percentuali e coefficienti di rivalutazione (2026)
- ISTAT Rivaluta — Indici FOI e coefficienti di raccordo (tavola 7)
- ISTAT — Coefficienti annuali di rivalutazione 1861–2025
- ISTAT — Domande frequenti sui prezzi al consumo
- Legge 392/1978, art. 32 (aggiornamento del canone)
- Legge 392/1978, art. 81 (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale)
- DM 16 gennaio 2017, canone concordato (GU n. 62 del 15/03/2017)
- D.Lgs. 23/2011, art. 3 (cedolare secca)
- D.Lgs. 117/2026, art. 206 (Testo unico imposte sui redditi)
- Codice civile, art. 337-ter (assegno per i figli)
- Codice civile, art. 156 (assegno al coniuge separato)
- Legge 898/1970, art. 5 (assegno di divorzio)
- Codice civile, art. 2948 (prescrizione quinquennale)
- DM MEF 19 novembre 2025, perequazione delle pensioni (GU n. 277 del 28/11/2025)
- INPS — Pensioni 2026: i nuovi importi e le date di pagamento (22/12/2025)
- Regolamento (CE) 2866/98, tasso di conversione della lira
Risultati indicativi basati sugli indici ufficiali ISTAT: non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per assegni e canoni conta quanto stabilito nel provvedimento o nel contratto.