Tenere conti separati non è diffidenza. È la situazione normale delle seconde unioni, di chi ha la partita IVA, di chi è andato a convivere un anno fa e non ha voluto toccare niente. Un bilancio di coppia senza conto cointestato sta in piedi con tre cose: un elenco di cosa è comune, un criterio di divisione e una vista in cui vedete tutti e due i conti insieme. Il problema non sono mai i soldi: è che ognuno vede metà delle spese di casa. Questa guida risolve l'altra metà senza toccare il conto di nessuno.
I punti chiave
- Il conto cointestato non serve — servono un elenco di cosa è comune, un criterio di divisione e una vista che vedete tutti e due
- Divisione proporzionale al reddito — con 1.600 € e 1.100 € netti la divisione equa è 59/41, non metà per uno
- Metodo delle 3 Categorie Comuni di Martia — casa, quotidiano, futuro. Il resto è privato e non si discute
- Un conguaglio a trimestre, non quaranta al mese — distribuite spese fisse invece di saldare ogni scontrino
- Dieci minuti alla settimana bastano, a patto che i movimenti finiscano in categoria da soli
Che cos'è un bilancio di coppia senza conto cointestato?
Un bilancio di coppia senza conto cointestato è un modello in cui ogni persona mantiene il proprio conto corrente, ma la coppia decide insieme cosa conta come spesa comune, con quale criterio si divide e dove tutti e due vedono il risultato del mese. I soldi non si uniscono mai su un unico IBAN: quello che si unisce è la fotografia.
Tre pezzi, e senza uno dei tre il modello non regge: l'elenco di cosa è comune (affitto o rata del mutuo, spesa alimentare, utenze, figli, trasporti), il criterio di divisione (metà e metà, in proporzione al reddito, oppure chi paga cosa) e una vista in cui i due conti compaiono insieme — un'app collegata alle banche o, nella versione faticosa, un foglio di calcolo che aggiornate a mano tutti e due.
La prova dei 30 secondi
Chiedetevelo adesso: quanto abbiamo speso insieme al supermercato il mese scorso? Non quanto ha pagato ciascuno — il totale dei due. Se nessuno dei due sa rispondere con un margine di 50 €, il problema non è di disciplina e non è di fiducia. È che l'informazione è spezzata in due estratti conto che non si incontrano mai.
Guardate cosa succede in una discussione vera: quando dite "stiamo spendendo troppo per le cene fuori", state discutendo tutti e due con metà dei dati. E con metà dei dati ha sempre ragione chi parla con più convinzione.
Perché tante coppie tengono i conti separati?
Tenere i conti separati non è una stranezza. Secondo il bunq European Survey (2025), il 39% delle coppie giovani nel Regno Unito tiene i soldi separati — la quota più alta d'Europa nello stesso studio. Per l'Italia non esiste un dato equivalente pubblicato, e non vale la pena inventarlo. I motivi, invece, si ripetono sempre uguali.
Seconde unioni e figli di relazioni precedenti
Assegni di mantenimento, spese di un figlio di un'altra relazione, impegni presi prima di questa casa. Far passare tutto da un conto in comune complica i conti con il tribunale, con l'ex e con il commercialista. È più semplice tenere il proprio conto e mettersi d'accordo su cosa entra nel pentolone comune.
Partita IVA ed entrate irregolari
Uno riceve l'accredito dello stipendio lo stesso giorno tutti i mesi. L'altra emette fatture quando il cliente paga, e ci sono trimestri in cui imposte e contributi si prendono la fetta migliore del mese. Un conto in comune con flussi così diventa contabilità domestica: chi ha messo, quando, quanto manca. I conti separati risolvono il problema — ognuno gestisce il proprio ritmo e porta la sua quota.
Autonomia — e il silenzio che a volte nasconde
Siamo onesti sulla parte scomoda. Nello stesso studio di bunq (2025), il 42% delle coppie conviventi in Francia ammette di nascondere delle spese al partner. Nascondere un paio di scarpe non rompe una relazione; nascondere lo schema di un mese intero sì. L'ironia è che quasi mai quel silenzio nasce da malafede: nasce dal non avere un posto neutro dove i numeri compaiano senza che qualcuno debba annunciarli.
Convivete da poco
Siete andati a vivere insieme un anno fa e i conti sono rimasti come stavano. Ha senso: chiudere un conto è una decisione su cui è difficile tornare indietro, e non sapete ancora come volete organizzarvi fra tre anni. Conti separati con una vista comune sono la prova generale: sperimentate il bilancio a due senza prendere decisioni irreversibili.
Coppie, soldi e margine — i numeri
Fonti: bunq European Survey 2025, ISTAT 2024
2.503 € contro 2.755 € — il conto che quasi nessuno fa
Metà delle famiglie italiane vive con al massimo 2.503 € netti al mese (ISTAT, Condizioni di vita e reddito delle famiglie, 2024: 30.039 € netti l'anno). La spesa media mensile per consumi di una famiglia è di 2.755 € (ISTAT, Le spese per i consumi delle famiglie, 2024). Due numeri che quasi si toccano: è quello il margine su cui si decide come dividere.
Il confronto non è perfetto, e vale la pena dirlo. La spesa media comprende famiglie di tutte le dimensioni ed è tirata in alto dalle famiglie con redditi alti: la spesa mediana è più bassa, 2.240 € al mese (ISTAT, 2024). Ma l'ordine di grandezza dice l'essenziale: per una coppia con redditi ordinari lo spazio tra quello che entra e quello che esce è sottile. Nella stessa direzione va la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici: 9,0% nel 2024 (ISTAT), salita dall'8,2% del 2023. Quello che resta a fine mese è una fetta sottile, e in due si divide.
Ecco perché discutere di come dividere le spese, in Italia, non è un esercizio di ragioneria. Con questo margine una divisione sbilanciata non lascia una persona con meno respiro: la lascia a zero. E per dare una cifra a quello zero: la soglia di rischio povertà per una persona sola è 1.030 € al mese (ISTAT, redditi 2023). Se non sapete ancora dove finiscono i soldi di entrambi, partite da lì — le uscite invisibili che si mangiano il mese spiegano buona parte della differenza prima di qualsiasi divisione.
Che cos'è la contabilità mentale?
Termine introdotto dall'economista Richard Thaler (1985, premio Nobel per l'economia nel 2017): trattiamo il denaro in modo diverso a seconda del "cassetto" mentale in cui lo mettiamo, anche quando è lo stesso euro. In una coppia con conti separati l'effetto è prevedibile: quello che esce dal mio conto sembra un costo reale, quello che esce dal conto dell'altro sembra astratto. È la ragione psicologica per cui due persone oneste ricordano lo stesso mese in modo diverso.
Tre modi di dividere le spese comuni
I criteri di divisione che funzionano nella pratica sono tre. Nessuno è giusto in assoluto: quello giusto è quello che riuscite a tenere per un anno senza tornare a litigarci.
| Criterio | Come funziona | Per chi | Cosa va storto di solito |
|---|---|---|---|
| Metà per uno | Sommate le spese comuni e dividete per due | Redditi simili (differenza entro il 15%) | Con redditi diversi soffoca chi guadagna meno |
| Proporzionale al reddito | Ognuno copre la quota che il suo reddito rappresenta sul totale | Redditi diversi o irregolari | Nessuno ricalcola più quando gli stipendi cambiano |
| Ibrido (conto comune solo per le fisse) | Ognuno versa la sua quota; gli addebiti escono da lì | Coppie con molte spese fisse stabili | Un conto in più: entrambi vedete tutto e c'è l'imposta di bollo |
| Raccomandazione | Partite dal proporzionale con i conti separati. Passate all'ibrido solo se siete stanchi di gestire addebiti in due banche, sapendo cosa comporta un conto in più. | ||
L'ibrido ha un dettaglio italiano a suo favore e uno contro. A favore: quasi tutte le spese fisse qui — luce, gas, telefonia, assicurazioni, rata del mutuo — viaggiano su addebito diretto SEPA, e spostare un addebito è una pratica che nessuno ha voglia di fare due volte. Contro: sopra i 5.000 € di giacenza media un conto paga l'imposta di bollo di 34,20 € l'anno, e con un conto in più quella riga si ripete.
Questa guida parla del come dividere. Se la domanda è quale app usare, il confronto fianco a fianco sta nella classifica delle app per il bilancio familiare 2026, con la sezione dedicata alle coppie con conti in banche diverse.
Il calcolo proporzionale — con numeri italiani
La divisione proporzionale al reddito è quella in cui ogni persona copre la percentuale delle spese comuni che corrisponde al suo peso nel reddito totale della coppia. L'obiettivo non è pareggiare gli euro: è pareggiare lo sforzo che ogni euro rappresenta.
Perché metà per uno smette di essere equo
Vi sento già dire: "ma noi abbiamo sempre diviso a metà e non è mai successo niente". Se i redditi sono simili, tenetevela — è più semplice e non c'è niente da correggere. Il problema si presenta quando la differenza è grande, e in Italia le distanze ci sono: la retribuzione netta mediana del 2024 si colloca tra 1.500 e 1.700 € al mese, secondo le stime che elaborano i dati ISTAT, con il Sud sulla parte bassa della forbice e il Nord su quella alta.
Prendiamo un esempio. Uno porta a casa 1.600 € netti, l'altra 1.100 €. Spese comuni: 1.900 € al mese — affitto o rata, spesa alimentare, utenze, trasporti. A metà, ognuno mette 950 €. Risultato: a chi guadagna 1.600 € restano 650 € per sé, a chi guadagna 1.100 € ne restano 150. Uno può andare a cena fuori, l'altra conta i caffè. Non è una divisione a metà. È una divisione in cui una persona mette l'86% del suo stipendio per abitare nella stessa casa.
Il calcolo in quattro passaggi
Sommate i netti. 1.600 € + 1.100 € = 2.700 € di reddito della coppia.
Calcolate la percentuale. 1.600 / 2.700 = 59%. 1.100 / 2.700 = 41%.
Applicatele alle spese comuni. 1.900 € × 59% = 1.121 €. 1.900 € × 41% = 779 €.
Verificate lo sforzo. Tutti e due mettono circa il 70% di quello che guadagnano e restano rispettivamente con 479 € e 321 € per sé. Cifre diverse, peso uguale.
Chi paga cosa — per non trasferirsi soldi ogni mese
Invece di mandarvi denaro a vicenda, distribuite spese fisse concrete finché i totali tornano con la proporzione. In questo esempio:
- →Chi guadagna 1.600 € paga affitto o rata (850 €), luce, gas e acqua (150 €), internet e telefoni (60 €) e assicurazioni (55 €) — totale 1.115 €
- →Chi guadagna 1.100 € paga la spesa alimentare (500 €), trasporti e carburante (170 €) e il margine per gli imprevisti (115 €) — totale 785 €
La differenza rispetto al calcolo perfetto è di 6 € al mese. Ignoratela, oppure chiudetela con un conguaglio di 18 € a fine trimestre. Il punto è che non ci sono dodici trasferimenti l'anno per sistemare 6 €.
E se la proporzione cambia?
Cambia sempre: aumenti, cambio di lavoro, congedo parentale, un trimestre magro di fatture. Ricalcolate ogni sei mesi, o appena una differenza supera il 10%. Un dettaglio italiano da non dimenticare: tredicesima e, dove prevista, quattordicesima sono già dentro la retribuzione annua lorda ma arrivano in una o due mensilità concentrate. Per la proporzione usate il reddito medio su 12 mesi, altrimenti dicembre e giugno vi falsano il conto.
Due conti, due banche, una vista sola
Ognuno collega la propria banca una volta sola, poi chiedete a Martia in italiano quanto avete speso insieme: mette i movimenti dei due conti nella stessa vista, già in categoria. Senza conto cointestato, senza foglio di calcolo, senza scambiarsi password.
Metodo delle 3 Categorie Comuni di Martia
Il Metodo delle 3 Categorie Comuni di Martia è un modo per sistemare le spese della coppia in tre grandi gruppi invece che in venti sottocategorie. Meno decisioni su cosa è comune, meno discussioni su dove mettere cosa, meno attrito nell'incontro settimanale.
La domanda che blocca quasi tutte le coppie è sempre la stessa: il caffè che prendiamo insieme è comune o è di ciascuno? La risposta onesta è che non ha importanza. Quello che conta è che vediate la stessa fotografia, non che vi mettiate a catalogare scontrini.
Le 3 Categorie Comuni
1. Casa. Tutto ciò che paga il tetto: affitto o rata del mutuo, spese condominiali, luce, gas, acqua, internet, assicurazioni, IMU e TARI, piccole riparazioni. È la categoria più prevedibile: cambia poco da un mese all'altro.
2. Quotidiano. Spesa alimentare, prodotti per la casa, trasporti, carburante, farmacia, pasti fuori in due. Qui sta tutta la variazione del mese — ed è qui che una vista automatica vale di più, perché nessuno dei due annoterà a mano il passaggio alla Conad o all'Esselunga.
3. Futuro. Figli (asilo, materiale scolastico, medico), vacanze, fondo di emergenza, estinzione anticipata del mutuo. È la categoria che sparisce per prima quando nessuno la guarda — e quando sparisce, l'anno finisce senza un euro da parte.
Il resto — il caffè della mattina, i libri, il regalo per tua madre, l'hobby costoso che l'altro non capisce — resta privato. Non è una quarta categoria. Sono semplicemente i soldi di ciascuno, senza giustificazioni e senza approvazione preventiva.
Tre categorie bastano perché quasi ogni spesa comune, in pratica, entra in una delle tre. Se più avanti volete scendere nel dettaglio, la guida al bilancio familiare ha la struttura completa delle categorie — ma non partite da lì in due.
Adam, fondatore di Martia
Dal fondatore
Ho avuto sei conti in due Paesi e un'idea del mio mese sbagliata di qualche centinaio di euro, ogni mese. In due l'errore non si somma: si moltiplica, perché ognuno sbaglia sulla propria metà e nessuno può dimostrare niente. Ho costruito Martia per smettere di discutere a memoria.
Satispay e BANCOMAT Pay: quando saldare diventa il problema
In Italia i soldi tra partner si muovono in due tocchi: Satispay, BANCOMAT Pay, un bonifico istantaneo. È troppo comodo, ed è proprio questo il rischio: quando saldare costa due tocchi, si finisce per saldare tutto. La spesa, la cena, il taxi, la farmacia.
Il contesto aiuta a capire perché questo capita adesso e non dieci anni fa: nel 2024, per la prima volta, in Italia i pagamenti elettronici hanno superato il contante per valore delle transazioni (Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano). Tutto passa dal conto, quindi tutto è saldabile all'istante — anche quello che non varrebbe la pena saldare.
Trenta o quaranta "mandami la metà" al mese fanno due danni. Il primo: trasformano l'estratto conto di entrambi in un elenco illeggibile di trasferimenti reciproci, in cui l'affitto non si distingue più dal rimborso di 4,50 € del caffè. Il secondo, peggiore: trasformano la relazione in un conto corrente, dove ogni acquisto è una piccola trattativa.
La regola del conguaglio trimestrale
L'alternativa è strutturale, non transazionale. Ogni persona è responsabile di spese fisse concrete il cui totale corrisponde già alla sua quota — come nell'esempio della sezione precedente. Le differenze piccole si accumulano e si chiudono con un conguaglio a trimestre. Quattro trasferimenti l'anno invece di quattrocento.
Due note pratiche per l'Italia. Gli addebiti diretti delle spese fisse restano agganciati al conto di chi è responsabile di quella spesa: non spostateli a ogni ricalcolo della proporzione, cambiate piuttosto chi paga cosa alla revisione semestrale. E i pagamenti verso la pubblica amministrazione — quelli che sull'estratto conto leggete come PAGOPA o F24, dalla TARI al ticket sanitario — compaiono senza nome di esercente: mettetevi d'accordo su chi segue quali, o passerete il trimestre a chiedervi cosa fosse quel pagamento di 87 €.
Il rituale dei 10 minuti — come farlo funzionare davvero
Mettere in piedi un bilancio di coppia senza conto cointestato è il lavoro di una sera, una volta sola. Poi tenetelo con dieci minuti alla settimana. L'ordine dei passaggi conta più di quanto sembri: partire dallo strumento invece che dall'elenco è la strada più veloce per mollare al terzo mese.
Passo 1: scrivete l'elenco di cosa è comune
Carta e penna, dieci minuti, nessuna app. Affitto o rata, condominio, utenze, spesa alimentare, trasporti, figli, assicurazioni. I casi dubbi — l'abbonamento in streaming, la palestra, il regalo per i suoceri — si decidono adesso, una volta per tutte, e non a ogni movimento per i prossimi due anni.
Passo 2: calcolate la proporzione
Netto di uno più netto dell'altra. Se la differenza tra i due è sotto il 15%, restate su metà per uno: è più semplice e l'effetto pratico è lo stesso. Sopra quella soglia, applicate la percentuale proporzionale della sezione precedente.
Passo 3: distribuite chi paga cosa
Assegnate spese fisse a ciascuno finché i totali tornano con la proporzione. È questo passaggio che elimina i trasferimenti mensili tra voi — e i trasferimenti mensili sono la micro-irritazione che uccide questi sistemi al terzo mese.
Passo 4: collegate i due conti a una vista comune
Ognuno collega la propria banca a un'app di open banking: lo standard europeo introdotto dalla direttiva PSD2, che obbliga le banche a dare accesso ai movimenti del conto a chi il cliente autorizza. L'autorizzazione si dà nella pagina ufficiale della banca, con la stessa autenticazione di sempre, e non richiede di scambiarsi password. L'app riceve solo la lettura dei movimenti: non può disporre bonifici. Se volete vedere prima come funziona il collegamento, collegare il conto corrente a un'app lo spiega passo per passo.
Passo 5: dieci minuti, una volta a settimana
Domenica sera, caffè, tre numeri: casa, quotidiano, futuro. Non è un regolamento di conti e non è un audit: è osservazione. Dopo quattro settimane si vede dove scappano davvero i soldi di entrambi (scommessa ragionevole in Italia: ristoranti e alberghi, che valgono il 9,2% dei consumi delle famiglie secondo Eurostat, 2022).
Dopo qualche mese l'incontro si accorcia da solo, perché il sistema cammina e tutti e due sapete cosa state guardando. Se uno degli obiettivi della categoria Futuro è la riserva per gli imprevisti, la guida al fondo di emergenza dice quanto ve ne serve in due.
Casi difficili — «ma la nostra situazione è complicata»
Il modello proporzionale con conti separati risolve la maggior parte delle situazioni. Ce ne sono quattro in cui servono aggiustamenti, e sono proprio le più comuni in Italia.
Mito vs realtà
Mito: "Se non abbiamo un conto cointestato è perché non ci fidiamo l'uno dell'altro."
Realtà: tenere i soldi separati è una scelta diffusa — il 39% delle coppie giovani nel Regno Unito lo fa (bunq, 2025). Quello che corrode la fiducia non è avere due conti: è che nessuno dei due sappia dire quanto avete speso insieme il mese scorso. La fiducia si costruisce con informazione condivisa, non con un IBAN condiviso.
Il mutuo è intestato a uno solo
Succede spesso quando uno ha comprato casa prima della relazione — e in Italia la casa di proprietà è la norma: il 75,2% delle abitazioni è occupato dai proprietari (Eurostat, 2023), anche se paga un mutuo solo il 14,5% delle famiglie (ISTAT, 2024). Separate due cose nella conversazione: la rata, che è il costo di avere dove vivere ed entra nelle spese comuni come ci entrerebbe un affitto, e l'estinzione anticipata di quota capitale, che costruisce patrimonio a nome di una persona sola. Una soluzione che regge: la rata corrente si divide in proporzione, le estinzioni anticipate restano all'intestatario. E se l'altra persona sta contribuendo in modo significativo a una casa che non è sua, parlatene apertamente, possibilmente prima che nasca un disaccordo.
Uno dei due è in congedo parentale
La proporzione si aggiusta da sola, ma calcolatela includendo l'indennità come reddito. Se l'indennità è di 700 € e l'altro guadagna 1.600 €, la proporzione diventa circa 70/30, non 100/0. Un contributo piccolo mantiene il senso di partecipazione meglio di un'esenzione totale, e la differenza è psicologica, non finanziaria. Segnate anche la data in cui la proporzione torna in revisione.
Uno dei due ha la partita IVA
Calcolate la proporzione sulla media degli ultimi sei-dodici mesi, non sul mese in corso. C'è un dettaglio che quasi tutte le coppie dimenticano: parte di quello che entra sul conto di chi lavora in proprio non è suo, sono imposte e contributi in attesa di scadenza. Nel regime forfettario l'imposta sostitutiva è del 15% (5% per i primi cinque anni di nuova attività, fino a 85.000 € di ricavi) e i contributi INPS vanno aggiunti a parte. Contate il reddito al netto di quella riserva, altrimenti la proporzione esce gonfiata e il mese della scadenza diventa una crisi domestica.
I conti sono in banche diverse
Tecnicamente non è più un caso difficile, anche se molti lo credono ancora. L'app della banca mostra solo i conti di quella banca, per cui una coppia con il conto in Intesa Sanpaolo e in UniCredit resta sempre con mezza fotografia — e lo stesso vale per qualsiasi altra combinazione, da BancoPosta a Fineco a Banco BPM. Un'app di open banking legge i movimenti di banche diverse nello stesso posto, con l'autorizzazione di ciascun titolare. Per una panoramica degli strumenti pensati per le coppie, comprese le versioni internazionali, c'è la guida alle app finanziarie per coppie (in inglese).
Una nota sull'onestà dei numeri
I riferimenti nazionali di questa guida vengono da ISTAT ed Eurostat e servono a dare la scala: il vostro bilancio non deve somigliare alla media italiana, deve somigliare a quello che avete deciso voi. Le cifre dell'esempio sono un esempio, non una raccomandazione. Questa è educazione finanziaria, non consulenza — ogni situazione, e ogni coppia, è diversa.
Martia — l'IA con cui parlate dei soldi di casa
Chiedete in italiano — "quanto abbiamo speso insieme al supermercato a luglio?" oppure "chi ha coperto più spese comuni questo trimestre?" — e la risposta arriva dai movimenti veri di tutti e due. Senza conto cointestato, senza foglio di calcolo, senza discutere a memoria.
Raccomandazione rapida
- Criterio più equo: proporzionale al reddito — con 1.600 € e 1.100 € netti la divisione è 59/41
- Struttura più semplice: 3 categorie comuni — casa, quotidiano, futuro — il resto è privato
- Conguagli: uno a trimestre — mai uno per ogni acquisto: distribuite le spese fisse
- Strumento: Martia — unisce conti di banche diverse in una vista comune, con i movimenti già in categoria
Domande frequenti
Si può gestire un bilancio di coppia senza conto cointestato?
Sì, ed è quello che fanno moltissime coppie. Un bilancio comune ha bisogno di tre cose, e nessuna delle tre è un conto in comune: un elenco di cosa conta come spesa comune (affitto o rata del mutuo, spesa alimentare, utenze, figli), un criterio di divisione deciso insieme (metà e metà oppure in proporzione al reddito) e un posto dove tutti e due vedete il risultato del mese. I soldi possono restare su due conti correnti di banche diverse. Quello che deve essere comune è la fotografia, non l'IBAN. Senza quella fotografia condivisa ognuno vede metà delle spese di casa e discute con metà delle informazioni.
Metà e metà o in proporzione al reddito: qual è la divisione più equa?
Con redditi simili, metà e metà è semplice e basta così. Con redditi diversi, la divisione a metà scarica tutto il peso su chi guadagna meno. Un esempio con cifre italiane: uno porta a casa 1.600 € netti al mese, la fascia in cui si colloca la retribuzione netta mediana italiana del 2024, l'altra 1.100 €, e le spese comuni sono 1.900 € al mese. A metà, ognuno mette 950 €: il 59% dello stipendio del primo e l'86% di quello della seconda. Nella divisione proporzionale, chi guadagna 1.600 € mette 1.121 € e chi guadagna 1.100 € mette 779 €: tutti e due mettono circa il 70% di quello che guadagnano e restano con un margine proporzionale. Non è generosità, è aritmetica.
Come facciamo i conguagli senza mandarci soldi tutto il giorno?
In Italia i soldi tra partner si spostano con Satispay o BANCOMAT Pay, che muovono denaro con il numero di telefono, oppure con un bonifico istantaneo. Il problema non è lo strumento, è la frequenza: una coppia che salda ogni spesa e ogni cena arriva a decine di micro-trasferimenti al mese e trasforma la relazione in un conto corrente. L'alternativa che dura è strutturale: ognuno si prende in carico spese fisse concrete il cui totale corrisponde già alla sua quota, e resta al massimo un conguaglio a trimestre per la differenza. Un trasferimento ogni tre mesi invece di quaranta al mese. Lo strumento in Italia non manca: Satispay ha superato i 5,3 milioni di utenti e i 400.000 esercenti convenzionati (2024–2025).
Conviene aprire un conto cointestato solo per le spese fisse?
È il modello ibrido e funziona bene quando le spese fisse sono tante: aprite un conto in comune, ognuno versa la sua quota il giorno dello stipendio, e affitto o rata del mutuo, luce, gas, telefonia e assicurazioni escono da lì con l'addebito diretto SEPA, quello che sull'estratto conto italiano leggete come ADDEBITO SDD o, sui più vecchi, come RID. I conti personali restano intatti e nessuno deve giustificare un caffè. Il rovescio della medaglia è concreto: è un conto in più da gestire, tutti e due vedete ogni movimento, spostare gli addebiti due volte è una seccatura e sopra i 5.000 € di giacenza media scatta l'imposta di bollo di 34,20 € l'anno. Se lo aprite, spostate tutti gli addebiti in una volta sola.
Il mio partner vedrà le mie spese personali se colleghiamo i conti a un'app?
Dipende dall'app, ed è la domanda giusta da farsi prima di collegare qualsiasi cosa. In Martia ogni persona ha il proprio account e sceglie quali conti entrano nella vista condivisa: puoi collegare il conto corrente da cui escono le spese di casa e lasciare fuori il conto deposito o quello su cui incassi le fatture. La condivisione è sempre un atto esplicito da entrambe le parti: nessuno vede i dati dell'altro senza che quella persona lo abbia autorizzato, e l'autorizzazione si può togliere quando si vuole. Un bilancio comune non obbliga nessuno dei due a mostrare l'estratto conto intero.
Come dividiamo la rata del mutuo se l'intestatario è uno solo?
Per la banca chi ha firmato è chi deve, e questo non cambia per un accordo tra voi. Per il bilancio comune, invece, la rata è una spesa di casa esattamente come un affitto: entra nell'elenco comune e si divide con il criterio che avete scelto. Vale la pena separare due cose nella conversazione: la rata corrente, che è il costo di avere un tetto, e l'estinzione anticipata di quota capitale, che costruisce patrimonio intestato a una persona sola. Una soluzione che regge: la rata corrente si divide in proporzione e le estinzioni anticipate restano a carico dell'intestatario, proprio per non mescolare un costo con un investimento. Riguarda meno famiglie di quanto si pensi: paga un mutuo il 14,5% delle famiglie italiane (ISTAT, 2024).
Come entra la tredicesima nel calcolo della proporzione?
La tredicesima, e dove il contratto la prevede anche la quattordicesima, è già dentro la retribuzione annua lorda, ma non arriva spalmata sui dodici mesi: si presenta come una somma a dicembre e, quando c'è, tra giugno e luglio. Se calcolate la proporzione con la busta paga di dicembre davanti, esce sbagliata per tutto l'anno. Usate la media dei dodici mesi, oppure confrontate tra loro solo mensilità ordinarie. E decidete prima cosa fa quella somma quando arriva: fondo di emergenza, estinzione anticipata di un debito, o la spesa grossa che sapete già che vi aspetta. Il mese del doppio accredito è esattamente quello in cui una coppia senza accordo improvvisa.
E se uno dei due ha la partita IVA e incassa in modo irregolare?
Calcolate la proporzione sulla media degli ultimi sei-dodici mesi, mai sul mese in corso. C'è un dettaglio che quasi tutte le coppie dimenticano: una parte di quello che entra sul conto di chi ha la partita IVA non è suo, sono imposte e contributi in attesa di scadenza. Considerate il reddito al netto di quella riserva, altrimenti la proporzione esce gonfiata e il mese della scadenza diventa una crisi domestica. Nel regime forfettario l'imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di nuova attività fino a 85.000 € di ricavi, e i contributi INPS vanno aggiunti a parte: quella percentuale va accantonata a ogni incasso, non a dicembre.
Quale app funziona per una coppia con i conti in banche italiane diverse?
L'app della tua banca mostra solo i conti di quella banca, quindi una coppia con lo stipendio in Intesa Sanpaolo e gli addebiti in UniCredit resta sempre con mezza fotografia. Quello che risolve il problema è un'app di open banking: lo standard europeo introdotto dalla direttiva PSD2, che obbliga le banche a dare accesso ai movimenti a chi il cliente autorizza. Martia si collega al conto corrente tramite Enable Banking, mette i movimenti in categoria da sola e risponde in italiano a domande come "quanto abbiamo speso insieme al supermercato il mese scorso". Ognuno collega il proprio conto, tutti e due vedete la stessa vista comune e nessuno scambia password con nessuno.
Fonti
- ISTAT (2025). Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2023-2024 — reddito netto familiare mediano 30.039 € l'anno (2.503 € al mese) e soglia di rischio povertà per una persona sola 1.030 € al mese. istat.it
- ISTAT (2025). Le spese per i consumi delle famiglie, anno 2024 — spesa media mensile 2.755 €, mediana 2.240 €; 3,8 milioni di famiglie con un mutuo. istat.it
- ISTAT (2025). Conti nazionali per settore istituzionale — propensione al risparmio delle famiglie consumatrici 9,0% nel 2024 (8,2% nel 2023). istat.it
- Eurostat (2023). EU-SILC, tenure status — quota di abitazioni occupate dai proprietari in Italia 75,2%; Eurostat (2022). Final consumption expenditure of households by consumption purpose (COICOP), Italia — ristoranti e alberghi 9,2%, dataset TEC00134. ec.europa.eu/eurostat
- Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano (2025). I pagamenti digitali in Italia — nel 2024 i pagamenti elettronici superano il contante per valore delle transazioni; diffusione dei wallet (Satispay: oltre 5,3 milioni di utenti e più di 400.000 esercenti convenzionati, 2024-2025). osservatori.net
- bunq (2025). European Survey — il 39% delle coppie giovani nel Regno Unito tiene i soldi separati; il 42% delle coppie conviventi in Francia nasconde delle spese. press.bunq.com
- Thaler, R. H. (1985). Mental Accounting and Consumer Choice — Marketing Science, 4(3), 199-214. doi.org