Fondo di emergenza: quanto deve essere, quante mensilità e dove tenerlo in Italia

La lavatrice che muore il 3 del mese, il dentista, l'auto che non parte il venerdì sera. Con una riserva sono seccature; senza, diventano debiti. Ecco quanto deve essere la tua, calcolata sulle tue spese.

Un fondo di emergenza è una riserva di soldi liquidi, separata dal conto di tutti i giorni, da usare solo per spese impreviste e non rimandabili. Deve valere da tre a sei mesi delle tue spese essenziali: sei mesi è l'obiettivo pieno. Sulla spesa mediana di una famiglia italiana, 2.338 € al mese nel 2025 (ISTAT), sono tra 7.000 e 14.000 € circa.

Calcolatore del fondo di emergenza: quanto deve essere il tuo

Scrivi quanto spendi in un mese per le cose che non puoi sospendere, scegli la tua situazione e guarda primo traguardo, obiettivo e tempo per arrivarci. Se non conosci le tue spese essenziali, un mese di estratto conto te le dice: di solito i soldi escono da posti che non stai guardando.

La tua situazione
TappaMesi di speseImporto
Primo traguardo34.500 €
Obiettivo69.000 €
Ti mancano–9.000 €

Con 200 € al mese arrivi all'obiettivo in 3 anni e 9 mesi. Se aggiungi la tredicesima, il tempo si accorcia di molto.

Spese essenziali: casa, bollette, spesa alimentare, trasporti, assicurazioni e rate minime, senza ristoranti, viaggi e acquisti che puoi rimandare. Risultati indicativi, non consulenza.

I punti chiave

  • Da tre a sei mesi di spese essenziali: si conta quello che esce, non quello che entra
  • Sulla spesa mediana di una famiglia (2.338 € al mese, ISTAT 2025) sono circa 7.000 € o 14.000 €
  • Con partita IVA, contratto a termine o un solo reddito con figli, sei mesi sono il minimo
  • Il fondo va separato dal conto quotidiano e disponibile in giorni: niente vincoli con penale
  • Parti da 500 € con un bonifico periodico il giorno dopo lo stipendio

Fondo di emergenza: quante mensilità servono?

Quante mensilità servono dipende da quanto è sicuro il tuo reddito: più è incerto, più mesi di spese ti servono. La tabella dà primo traguardo e obiettivo per i casi più comuni. Sono gli stessi numeri del calcolatore.

La tua situazionePrimo traguardoObiettivoPerché
Dipendente a tempo indeterminato, due redditi in casa3 mesi6 mesiSe uno stipendio si ferma, l'altro copre l'essenziale mentre ti riorganizzi
Dipendente che vive da solo3 mesi6 mesiNessun secondo stipendio: sei mesi non sono un lusso
Un solo reddito in casa, con figli6 mesi9 mesiLe spese dei figli non si sospendono e non c'è un secondo reddito ad attutire la caduta
Partita IVA, contratto a termine, entrate stagionali6 mesi12 mesiI mesi senza incassi non arrivano con preavviso, e i contributi INPS vanno pagati lo stesso
Con un mutuo in corso3 mesi6 mesi, contando la rataPerdere il reddito con la rata che continua accelera tutto

Il numero da ricordare è sei: sei mesi di spese sono l'obiettivo pieno per chi ha uno stipendio fisso. Chi ha entrate meno sicure lo tratta come una base, non come un traguardo. Quanti mesi coprono già i tuoi conti te lo dice il riquadro «Fondo di emergenza» nell'app di Martia, che mette il saldo a confronto con la tua spesa media.

Il conto con i numeri ISTAT 2025

Nel 2025 una famiglia italiana ha speso in media 2.782 € al mese, con una mediana di 2.338 € (ISTAT, 8 ottobre 2026). Metà delle famiglie spende meno della mediana, per questo è il riferimento più onesto. Attenzione a una cosa: nei totali ISTAT c'è l'affitto figurativo, cioè l'affitto che pagherebbe chi vive in casa propria, 611 € al mese in media. Non è un'uscita vera, quindi la riga «senza affitto figurativo» è più vicina a quello che esce dal conto.

RiferimentoSpesa al mese3 mesi6 mesi
Famiglia, media2.782 €8.347 €16.694 €
Famiglia, mediana2.338 €7.013 €14.025 €
Famiglia, media senza affitto figurativo2.171 €6.513 €13.026 €
Famiglia di 4 persone, media3.583 €10.748 €21.495 €
Persona sola, media2.070 €6.211 €12.423 €
Persona sola, media senza affitto figurativo1.530 €4.590 €9.179 €

Fonte: ISTAT, spese per consumi delle famiglie, anno 2025 (report e tavole allegate, prospetti 1 e 4). Le righe «senza affitto figurativo» e i multipli di 3 e 6 mesi sono nostra elaborazione.

Sono ordini di grandezza, non il tuo numero: la spesa ISTAT comprende anche ristoranti, viaggi e abbigliamento, che in un'emergenza tagli. Il conto giusto si rifà con le spese vere di casa tua. Per capire dove si colloca la tua famiglia rispetto alle altre, per numero di componenti e per regione, c'è la guida su quanto spende una famiglia al mese.

Quando la regola dei 3-6 mesi non si applica

La soglia di rischio di povertà per una persona sola è di 1.103 € al mese (ISTAT, indagine 2025 sui redditi 2024). Per chi vive vicino a quella cifra, parlare di migliaia di euro non vuol dire niente. L'obiettivo realistico è un altro: prima 300 €, poi 500 €. Un fondo piccolo che esiste protegge molto più di un fondo grande mai iniziato. E se il mese non chiude mai in pari, il problema da guardare prima è perché non riesci a risparmiare, non la dimensione dell'obiettivo.

Fondo di emergenza personale: se vivi da solo

Il fondo di emergenza personale è quello di chi conta su un solo stipendio: il suo. Se il reddito si ferma non c'è un partner che copra l'affitto, e le spese fisse di una persona sola non si dimezzano: casa, bollette e internet costano quasi come in due.

Nel 2025 chi vive da solo ha speso in media 2.070 € al mese, con una mediana di 1.819 € (ISTAT). Rispetto al 2024, per numero di componenti, le famiglie di una sola persona sono le uniche con una crescita significativa della spesa: +7,2%, da 1.932 €. Togliendo l'affitto figurativo, 541 € al mese in media, la spesa scende a circa 1.530 € (nostra elaborazione): sei mesi fanno circa 9.200 €. Quanto spende chi vive da solo, per età e con o senza affitto, è nella guida su quanto spende una persona al mese.

Due regole pratiche per il fondo personale. Primo: anche con un contratto a tempo indeterminato, punta ai sei mesi, perché il secondo reddito che negli altri casi giustifica tre mesi qui non c'è. Secondo: calcolalo sull'affitto che paghi oggi, non su quello che speri di pagare, perché in un'emergenza non si trasloca. Quanto resta ogni mese a chi vive da solo con 1.500 € netti, con e senza affitto, lo trovi in vivere con 1.500 euro al mese.

Cos'è un'emergenza (e cosa non lo è)

Il fondo serve per la perdita del lavoro, una malattia, una riparazione senza la quale non riesci a vivere o a lavorare. Non è per le vacanze né per cambiare telefono. Dal risparmio normale lo distingue una cosa sola: non si tocca in condizioni normali. Non lo investi, non lo spendi per un piacere, lo tieni pronto come un estintore.

Quando arriva la spesa imprevista e non c'è riserva, restano tre strade, nessuna buona:

  • Credito al consumo: carta revolving, prestito personale, pagamento a rate. È l'uscita più rapida e la più cara.
  • Chiedere in famiglia: senza interessi, ma con imbarazzo e conversazioni che restano aperte per anni.
  • Rimandare: la riparazione rinviata diventa un guasto più grande, e le bollette non pagate accumulano interessi di mora.

Mito e realtà

Mito: «si risparmia solo dopo aver iniziato a guadagnare bene».

Realtà: nel 2025 la propensione al risparmio delle famiglie italiane è stata dell'8,0% del reddito disponibile (ISTAT, conti per settore istituzionale, edizione di ottobre 2026), e il reddito netto familiare mediano, sui redditi del 2024, è di circa 2.642 € al mese (ISTAT). Il risparmio in Italia avviene in gran parte a redditi che nessuno definirebbe alti. Quello che cambia il risultato è avere deciso una destinazione prima che il denaro arrivi sul conto.

Il punto di partenza in Italia

2.338 €spesa mediana mensile di una famiglia (ISTAT, 2025)
2.070 €spesa media mensile di chi vive da solo (ISTAT, 2025)
8,0%propensione al risparmio delle famiglie (ISTAT, 2025)
1.103 €soglia mensile di rischio di povertà, una persona (ISTAT, redditi 2024)

Fonti: ISTAT, spese per consumi 2025, ISTAT, condizioni di vita e reddito

Dove tenere il fondo di emergenza: conto corrente, conto deposito o conto remunerato

Il fondo deve essere disponibile in giorni, non in mesi, e separato dai soldi che spendi. In Italia le tre soluzioni più comuni sono il conto corrente, il conto deposito e il conto remunerato. Ecco come si confrontano, senza tassi (cambiano ogni mese) e senza consigli su un prodotto preciso.

DoveDisponibilitàTasse e bolloDa sapere
Conto corrente di tutti i giorniSubitoBollo fisso di 34,20 € l'anno se la giacenza media supera i 5.000 €Il fondo si mescola alla spesa e si consuma senza che nessuno decida di consumarlo
Secondo conto corrente, in un'altra bancaSubito, con un bonificoCome sopraRende poco o nulla, ma un conto senza carta mette una piccola barriera tra il fondo e il supermercato
Conto deposito liberoSomme svincolabili in qualsiasi momento, di solito in pochi giorniRitenuta del 26% sugli interessi; bollo dello 0,20% l'anno sul saldoVa collegato a un conto corrente: i soldi escono e rientrano solo da lì
Conto deposito vincolatoAlla scadenza del vincoloCome il conto deposito liberoRomperlo prima può costare gli interessi: l'emergenza non aspetta la scadenza
Conto remuneratoSubitoRitenuta del 26% sugli interessi; bollo fisso di 34,20 € sopra i 5.000 € di giacenza mediaÈ un conto corrente che paga interessi: controlla se il tasso è promozionale e per quanto tempo

Fonti: Agenzia delle Entrate (imposta di bollo sui conti correnti e sui prodotti finanziari, ritenuta del 26% sugli interessi); FITD; FGD. I depositi in conto corrente e in conto deposito sono protetti fino a 100.000 € per persona e per banca (D.Lgs. 30/2016, che recepisce la direttiva europea 2014/49/UE): dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per la maggior parte delle banche italiane, dal Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo per le BCC. Le banche di altri Paesi UE rispondono al sistema di garanzia del loro Paese.

Qualcuno tiene la parte che supera i primi tre mesi in titoli di Stato a breve o in fondi monetari. Sono investimenti, non depositi: per riavere i soldi prima della scadenza vanno venduti al prezzo del momento, e non sono coperti dalla garanzia sui depositi. Se li consideri, valuta con un consulente: qui non facciamo consigli di investimento.

Quanto lasciare invece sul conto corrente per le spese del mese, il cuscinetto che non è il fondo, lo spieghiamo in quanti soldi tenere sul conto corrente per stare tranquilli. E se ti chiedi come sei messo rispetto agli altri, i dati su quanti soldi hanno gli italiani in banca separano media e mediana.

Prima di decidere quanto mettere via, guarda quanto spendi davvero

Chiedi a Martia in italiano «quanto ho speso in media al mese negli ultimi tre mesi per casa, bollette e spesa?». La risposta arriva dai movimenti del tuo conto, categoria per categoria: il fondo si calcola da quel numero, non da una stima a occhio.

Parla con Martia

Come costruirlo partendo da zero

L'errore più comune è aspettare di guadagnare di più. Il fondo si costruisce adesso, con quello che c'è: anche 50 € al mese diventano 600 € in un anno, e 500 € coprono già la maggior parte delle emergenze piccole, quelle che altrimenti finiscono a rate. Dove trovare quei 50 €, dagli addebiti da tagliare ai salvadanai delle banche, è in come risparmiare soldi ogni mese.

I gradini

  1. 500 €. Una gomma, una caldaia, una visita che non puoi rimandare. Con 50 € al mese ci arrivi in dieci mesi: crea la tabella per mettere soldi da parte e spunta un versamento alla volta.
  2. Un mese di spese. Il cuscinetto per uno stipendio che salta: ti dà il tempo di decidere senza fretta.
  3. Tre mesi di spese. Il primo traguardo completo: protegge dalla perdita del lavoro e da una malattia lunga.
  4. Sei mesi di spese. L'obiettivo pieno: puoi cercare un altro lavoro senza accettare il primo che capita.

Il meccanismo

  1. Calcola le spese essenziali vere, da un mese di movimenti: le voci da contare sono le stesse del bilancio familiare. Spesso gli abbonamenti dimenticati pagano da soli il primo gradino.
  2. Apri un conto separato, non quello dove passa la spesa quotidiana.
  3. Imposta un bonifico periodico per il giorno dopo l'accredito dello stipendio: automatico, senza una decisione da prendere ogni mese.
  4. Dai una destinazione alla tredicesima prima che arrivi. È la mossa che accorcia i tempi di anni.
  5. Guarda il saldo salire una volta al mese. Cinque minuti per controllare che il bonifico sia partito.

La tredicesima come acceleratore

La tredicesima è già dentro la RAL, ma arriva tutta insieme a dicembre, fuori dal bilancio del mese: mandarla al fondo non toglie niente alla spesa corrente. Un esempio: 1.600 € netti al mese su tredici mensilità fanno 20.800 € l'anno. Al ritmo medio delle famiglie italiane, l'8,0% nel 2025 (ISTAT), si mettono da parte circa 1.664 € l'anno, e un fondo da 7.000 € arriva in poco più di quattro anni. Mandando al fondo una tredicesima netta di circa 1.300 € più 60 € al mese si arriva a 2.020 € l'anno: lo stesso obiettivo in circa tre anni e mezzo. Con anche una quattordicesima, poco più di due anni.

La cifra netta esatta della tua tredicesima la dà il calcolo della tredicesima; come organizzare il mese attorno allo stipendio, con le mensilità aggiuntive al posto giusto, è nella guida su come gestire lo stipendio mensile. Per sapere in quanti mesi metti insieme il fondo, tredicesima compresa, calcola quanto risparmiare al mese.

Gli errori più comuni

  1. Tenerlo sul conto corrente di tutti i giorni. Se sta dove passano spesa e domiciliazioni, prima o poi viene consumato.
  2. Mettere via «quello che avanza». A fine mese non avanza quasi mai niente: il bonifico parte prima di spendere.
  3. Lasciare evaporare la tredicesima. Dicembre è il mese dei regali e delle scadenze: senza una destinazione decisa prima, sparisce.
  4. Usarlo per spese che non sono emergenze. Un'occasione, un weekend, un modello nuovo di telefono: non sono emergenze.
  5. Investirlo per farlo rendere di più. Il fondo deve essere noioso: la sua funzione è esserci, non crescere.
  6. Non ricostruirlo dopo averlo usato. Un fondo dimezzato protegge a metà: riattiva il bonifico subito.

Conviene costruire il fondo se ho un mutuo?

La logica dice: «ho un mutuo, meglio estinguere prima quello». Matematicamente sta in piedi, ma lascia fuori il rischio. Se rimborsi in fretta senza riserva e arriva una spesa imprevista, devi accendere un altro debito, quasi sempre più caro di quello che stavi estinguendo.

Non è una situazione di nicchia. Nel 2025 il 17,6% delle famiglie proprietarie, circa 3,4 milioni, pagava un mutuo, con una rata media di 565 € al mese (ISTAT). Con una rata così, restare senza reddito e senza fondo è lo scenario da evitare per primo. L'ordine che funziona: prima un fondo minimo da uno a tre mesi di spese, poi il rimborso del debito più costoso (di norma il credito al consumo, non il mutuo), e solo alla fine il fondo pieno da sei mesi. Come scegliere quale debito chiudere per primo lo spieghiamo in come uscire dai debiti; per rifare il conto della rata c'è il calcolo della rata del mutuo.

Come ti aiuta Martia con il fondo di emergenza

Per sapere quanto deve essere il fondo devi conoscere le tue spese vere, ed è lì che quasi tutti si bloccano. Martia si collega al conto tramite l'open banking, in sola lettura e senza chiederti le credenziali della banca, e mette i movimenti in categoria da sola. Poi le chiedi in italiano quanto hai speso il mese scorso per casa, bollette e spesa, e la risposta arriva dai movimenti veri.

Nel Profilo finanziario dell'app puoi aggiungere il riquadro «Fondo di emergenza» (con «Scegli riquadri»): divide il saldo dei conti collegati per la tua spesa media mensile e mostra quanti mesi copre, da confrontare con l'obiettivo pieno dei sei mesi. Se tieni il fondo in un'altra banca, collega anche quella: come funziona il collegamento lo spieghiamo in come collegare il conto corrente a un'app.

Martia: l'IA con cui parli dei tuoi soldi

Chiedi in italiano «quanto ho speso davvero al mese quest'anno?» e la risposta arriva dai movimenti del tuo conto. Senza Excel, senza scrivere niente a mano.

Parla con Martia

Raccomandazione rapida

  • Primo obiettivo: 500 € su un conto separato — copre la maggior parte delle emergenze piccole e tiene lontana la carta revolving
  • Obiettivo pieno: 6 mesi di spese essenziali — il primo traguardo è 3 mesi; con reddito incerto, 6 mesi sono la base
  • Dove tenerlo: separato dal conto di tutti i giorni, senza vincoli — disponibile in giorni; confronta bollo, ritenuta e condizioni prima di scegliere
  • Acceleratore: la tredicesima, decisa prima di dicembre — arriva fuori dal bilancio del mese: non tagli niente

Domande frequenti

Fondo di emergenza: quanto deve essere?

Da tre a sei mesi delle tue spese essenziali, non del tuo stipendio. Sei mesi è l'obiettivo pieno; tre mesi sono il primo traguardo. Il conto si fa sulle uscite che non puoi sospendere: affitto o rata del mutuo, bollette, spesa alimentare, trasporti, assicurazioni, rate minime. Come ordine di grandezza, nel 2025 la spesa mediana di una famiglia italiana è stata di 2.338 € al mese (ISTAT): tre mesi fanno circa 7.000 €, sei mesi circa 14.000 €. Chi vive da solo parte da cifre più basse. Con partita IVA, contratto a termine o un solo reddito in una famiglia con figli, sei mesi sono il minimo e non il traguardo.

Quante mensilità servono nel fondo di emergenza?

Dipende da quanto è sicuro il reddito. Per un dipendente a tempo indeterminato, soprattutto con due redditi in casa, tre mensilità di spese sono il primo traguardo e sei l'obiettivo. Con un solo reddito e figli conviene partire da sei mesi e salire verso nove. Con partita IVA, contratto a termine o entrate stagionali, sei mesi sono la base e dodici l'obiettivo, perché un mese senza incassi non arriva con preavviso e i contributi vanno pagati lo stesso. Le mensilità si contano sulle spese, non sullo stipendio: se spendi 1.500 € al mese, sei mensilità sono 9.000 €, qualunque sia il tuo netto. Il calcolatore in questa pagina fa il conto per profilo.

Dove tenere il fondo di emergenza?

In un posto separato dal conto di tutti i giorni, da cui i soldi tornino disponibili in giorni e non in mesi, e senza penali all'uscita. Le soluzioni più comuni sono tre. Un conto deposito libero: le somme sono sempre svincolabili, sugli interessi si paga la ritenuta del 26% e sul saldo l'imposta di bollo dello 0,20% l'anno. Un conto remunerato: è un conto corrente che paga interessi, con il bollo fisso di 34,20 € l'anno se la giacenza media supera i 5.000 €. Un secondo conto in un'altra banca, senza carta: rende poco o nulla, ma mette distanza tra il fondo e la spesa quotidiana. I depositi sono protetti fino a 100.000 € per persona e per banca (D.Lgs. 30/2016), dal FITD o, per le BCC, dal Fondo di Garanzia dei Depositanti.

Cos'è un fondo di emergenza personale?

È il fondo di emergenza di chi vive da solo e conta solo su sé stesso: nessun secondo stipendio che copra l'affitto se il tuo si ferma. Si calcola sulle tue spese, non sulla media delle famiglie, che comprende nuclei di quattro persone con il mutuo. Nel 2025 chi vive da solo ha speso in media 2.070 € al mese, con una mediana di 1.819 € (ISTAT); togliendo l'affitto figurativo di chi ha la casa di proprietà, la spesa media scende a circa 1.530 € (nostra elaborazione). Sei mesi di quella cifra fanno circa 9.200 €. Senza un partner con cui dividere il rischio, sei mesi sono l'obiettivo da raggiungere anche con un contratto a tempo indeterminato.

Come si inizia se non si è messo via nulla?

Da un obiettivo piccolo: 500 €. Bastano per una gomma da cambiare, una caldaia che si ferma o una visita che non puoi rimandare, ed è la soglia che tiene lontana la carta revolving. Poi si sale per gradini: un mese di spese, tre mesi, sei mesi. Apri un conto separato e imposta un bonifico periodico per il giorno dopo l'accredito dello stipendio: 50 € al mese costruiscono il primo gradino in dieci mesi. Conta più la regolarità dell'importo. Se non sai quanto puoi mettere via, guarda prima un mese di movimenti: la cifra giusta è quella che il tuo conto regge anche nel mese peggiore, non quella che sembra giusta a gennaio.

Quanto tempo ci vuole per costruire un fondo di emergenza?

Dipende da quanto metti via e da cosa fai con la tredicesima. Esempio: 1.600 € netti al mese su tredici mensilità fanno 20.800 € l'anno. Al ritmo medio delle famiglie italiane, l'8,0% del reddito disponibile nel 2025 (ISTAT, edizione di ottobre 2026), sono circa 1.664 € l'anno: un fondo da 7.000 € arriva in poco più di quattro anni. Se invece mandi al fondo tutta la tredicesima, diciamo 1.300 € netti, più 60 € al mese, metti da parte 2.020 € l'anno e ci arrivi in circa tre anni e mezzo. Con anche una quattordicesima della stessa cifra scendi a poco più di due anni. Il calcolatore di questa pagina fa il conto con i tuoi numeri.

Conviene costruire il fondo se ho un mutuo o un prestito?

Sì, e con un debito in corso serve ancora di più. Senza riserva, la prima spesa imprevista ti costringe a chiedere altro denaro, quasi sempre più caro di quello che stai già rimborsando: carta revolving, prestito personale, pagamento a rate. L'ordine che funziona è: prima un fondo minimo da uno a tre mesi di spese, poi il rimborso del debito più costoso, e solo alla fine il fondo pieno da sei mesi. Nel 2025 il 17,6% delle famiglie proprietarie, circa 3,4 milioni, pagava un mutuo con una rata media di 565 € al mese (ISTAT): con una rata così, restare senza reddito e senza fondo è lo scenario da evitare per primo.

Posso usare il fondo di emergenza e come lo ricostruisco?

Puoi, e devi: il fondo esiste per essere usato. Emergenza è la perdita del lavoro, una malattia, una riparazione senza la quale non riesci a vivere o a lavorare. Non lo sono i saldi, il Black Friday o un weekend fuori. Dopo averlo usato, riattiva il bonifico periodico e ricostruisci quello che hai speso prima di prendere nuovi impegni fissi. Non trattare il prelievo come un fallimento: se hai attinto al fondo invece di accendere un prestito, il fondo ha fatto esattamente il suo lavoro. Serve un piano di ricostruzione deciso il giorno stesso, con una data e un importo, non una buona intenzione generica.

Fonti

  • ISTAT (8 ottobre 2026). Spese per consumi delle famiglie, anno 2025: spesa media 2.782 € al mese, mediana 2.338 €, affitti figurativi 611 €; persone sole 2.070 € (mediana 1.819 €, affitti figurativi 541 €); famiglie di 4 persone 3.583 €; mutuo per il 17,6% delle famiglie proprietarie con rata media 565 €. istat.it, tavole allegate
  • ISTAT (aprile 2026). Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2024-2025: reddito netto familiare mediano 31.704 € l'anno (circa 2.642 € al mese) e soglia di rischio di povertà 13.237 € l'anno per una persona sola, redditi 2024. istat.it
  • ISTAT (ottobre 2026). IstatData – Conti per settore istituzionale, edizione di ottobre 2026: propensione al risparmio delle famiglie consumatrici 8,0% nel 2025 (8,2% nel 2024). esploradati.istat.it
  • Agenzia delle Entrate. Imposta di bollo su conti correnti (34,20 € l'anno sopra i 5.000 € di giacenza media) e su prodotti finanziari e conti deposito (0,20% l'anno); ritenuta del 26% sugli interessi. agenziaentrate.gov.it
  • Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Garanzia dei depositi fino a 100.000 € per depositante (D.Lgs. 30/2016). fitd.it
  • Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. Garanzia dei depositi presso le BCC fino a 100.000 € per depositante (D.Lgs. 30/2016). fgd.bcc.it

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