Perché non riesco a risparmiare? 7 cause e soluzioni

Non riesci a risparmiare nulla, anche se guadagni abbastanza e non fai follie. Il problema raramente sta nella busta paga: sta in 7 meccanismi che agiscono fuori dal tuo campo visivo.

Se non riesci a risparmiare nulla, quasi sempre il problema non è quanto guadagni ma l'ordine del mese: il risparmio arriva per ultimo, dopo spese che non vedi. Nel 2025 le famiglie italiane hanno messo da parte in media l'8,2% del reddito disponibile (ISTAT), ma quella media nasconde chi resta a zero ogni mese. Qui trovi le 7 cause, un test di cinque minuti per capire se è il reddito o sono le spese, e cosa fare con ciascuna.

I punti chiave

  • Il risparmio che arriva per ultimo non arriva: il bonifico automatico il giorno dello stipendio sì
  • Il reddito netto mediano di una famiglia è di circa 2.642 € al mese (ISTAT, redditi 2024), la spesa mediana per consumi di 2.338 € (ISTAT, 2025): indagini diverse, e la spesa include l'affitto figurativo
  • Il test reddito o spese: se le spese fisse superano il 60% delle entrate, il problema è strutturale, non i caffè
  • L'inflazione dello stile di vita fa crescere il tenore di vita dopo un aumento, non il risparmio
  • La tredicesima rende solo se ha una destinazione decisa prima di dicembre

Non riesco a risparmiare nulla: da dove viene il problema

Martedì, 22:40. Apri l'app della banca dopo aver pagato la cena. Mancano undici giorni allo stipendio. Chiudi l'app. Domani la guardi con calma. Domani ci sarà meno.

Ti ci ritrovi? Qualche numero per orientarti. Il reddito netto mediano di una famiglia italiana è di 31.704 € l'anno, circa 2.642 € al mese (ISTAT, indagine 2025 sui redditi 2024): metà delle famiglie sta sotto. Sul lato delle uscite, nel 2025 la spesa mediana per consumi è stata di 2.338 € al mese e la media di 2.782 €, tirata su dalle famiglie che spendono di più (ISTAT, 8 ottobre 2026). Le due serie vengono da indagini e anni diversi, e la spesa ISTAT comprende l'affitto figurativo di chi vive in casa propria, 611 € al mese in media, che dal conto non esce mai: non sottrarre la spesa dal reddito per stimare quanto resta. Chi vive da solo ha speso in media 2.070 €: le sue voci, per età, sono in quanto spende una persona al mese, e la spesa delle coppie senza figli in quanto spende una coppia al mese.

Un avvertimento sulle buste paga: la retribuzione annua lorda media in Italia è di 33.148 € (OCSE, 2024), cioè 2.762 € al mese dividendo per dodici, ma quel lordo comprende già la tredicesima e, dove c'è, la quattordicesima. Sulla busta paga ordinaria vedi meno. Dove si colloca il tuo stipendio rispetto agli altri lo trovi nella guida sullo stipendio medio in Italia.

Questo non è un articolo sul guadagnare poco. Il «non arrivo a fine mese» si sente su buste paga molto diverse fra loro, ed è proprio questa la pista: se il tuo risparmio non è cresciuto negli ultimi tre aumenti, il problema non sta nel cedolino. Sta in 7 meccanismi che funzionano fuori dal tuo campo visivo.

Risparmiare in Italia: i numeri

8,2%propensione al risparmio delle famiglie (ISTAT, 2025)
2.642 €reddito netto mediano mensile per famiglia (ISTAT, redditi 2024)
2.338 €spesa mediana mensile per consumi, affitto figurativo incluso (ISTAT, 2025)
9,2%dei consumi va a ristoranti e alberghi (Eurostat, 2022)

Fonti: ISTAT, spese per consumi 2025, ISTAT, condizioni di vita e reddito, ISTAT, conti per settore istituzionale, Eurostat TEC00134

Perché non riesco a mettere soldi da parte?

Perché il risparmio arriva per ultimo, e a fine mese non avanza mai niente: le spese si allargano fino a occupare il saldo che vedi. Tre casi tipo, inventati ma simili a quelli che si leggono nei forum di finanza personale, mostrano come lo stesso risultato, zero a fine mese, nasca da cause diverse.

«Guadagno 1.900 € e il 20 del mese sono già al limite»

Trent'anni, vive da solo in affitto, nessun debito. Negli ultimi due anni lo stipendio è salito di 250 €, ma il risparmio è rimasto a zero: pranzi fuori, due abbonamenti in più, un'auto a rate. Non c'è una spesa folle, c'è un tenore di vita che è cresciuto insieme al reddito. È la causa 1, l'inflazione dello stile di vita, più le cause 2 e 3, le spese che non si vedono. Come si divide uno stipendio di quella fascia, voce per voce, lo vedi in vivere con 1.500 euro al mese (o 2.000).

«In due prendiamo 3.100 € e non mettiamo via niente»

Una coppia con un figlio piccolo, mutuo da 700 € al mese, due auto. Sommando mutuo, utenze, rate e assicurazioni, le spese fisse arrivano a 1.950 €, il 63% delle entrate. Qui tagliare i caffè non basta: il problema è strutturale, e il test della prossima sezione lo mostra in cinque minuti. Per confronto, nel 2025 una coppia con un figlio ha speso in media 3.431 € al mese, affitto figurativo compreso (ISTAT): le altre tipologie sono in quanto spende una famiglia al mese.

«Nei mesi buoni spendo, in quelli cattivi attingo ai risparmi»

Partita IVA, entrate che vanno da 1.200 a 3.500 € al mese. Ogni mese buono sembra la nuova normalità, ogni mese cattivo svuota quello che il precedente aveva messo da parte. È il bias del presente, la causa 4, con un'aggravante: un reddito irregolare senza un «reddito base» su cui costruire il mese.

In tutti e tre i casi la prima mossa è la stessa: sapere dove vanno i soldi e far partire il risparmio prima di spendere. Il come, passo per passo, è nella guida su come risparmiare soldi ogni mese.

Sono sempre senza soldi: è il reddito o sono le spese?

Per capire se il problema è il reddito o sono le spese bastano cinque minuti e l'estratto conto degli ultimi tre mesi. Il test non giudica, misura.

  1. Somma le entrate nette di ogni mese, senza tredicesima né rimborsi una tantum.
  2. Somma le uscite fisse: affitto o mutuo, condominio, utenze, rate, assicurazioni, abbonamenti. Sono quelle che escono anche se resti a casa tutto il mese.
  3. Dividi le fisse per le entrate. Sotto il 50% il margine c'è e sta nelle spese variabili. Tra il 50 e il 60% è stretto ma lavorabile. Sopra il 60% il problema è strutturale.
  4. Guarda se le uscite totali superano le entrate in tutti e tre i mesi. Se sì, non stai «non risparmiando»: stai spendendo più di quello che entra, e la priorità è fermare il buco.
  5. Confronta il reddito con una soglia. La soglia di rischio di povertà per una persona sola è di 1.103 € al mese (ISTAT, redditi 2024); per una coppia con due figli piccoli, con la scala OCSE modificata usata dall'ISTAT, vale circa 2.316 € (nostra elaborazione: 13.237 € × 2,1 ÷ 12).

Se il problema è strutturale, le leve sono la casa, i debiti e il reddito, non i caffè. Se pesano le rate, l'ordine in cui chiuderle è in come uscire dai debiti; cosa fare subito quando le uscite superano le entrate lo spieghiamo in non arrivo a fine mese: cosa fare, e con entrate basse in come vivere con 1.000 euro al mese. Per confrontare le tue spese con quelle di chi vive come te, c'è quanto spende una persona al mese. Se il margine c'è, le prossime cinque sezioni sono per te.

Causa 1: guadagni di più e spendi ancora di più

L'inflazione dello stile di vita è il meccanismo per cui le spese crescono allo stesso ritmo, o più in fretta, dei redditi. L'aumento non va al risparmio, va al tenore di vita. La ricerca sull'adattamento edonico di Sheldon e Lyubomirsky (2012) ha mostrato che le emozioni positive legate a un miglioramento materiale si dissolvono in pochi mesi, mentre le abitudini di consumo create in quel periodo restano.

Ti aumentano lo stipendio di 150 €. Per una settimana senti sollievo. Poi inizi a pranzare fuori più spesso, cambi l'abbonamento della palestra, al supermercato prendi le marche che prima evitavi. Tre mesi dopo non sai dove siano finiti quei 150 €, e il risparmio è esattamente dov'era.

Una sola domanda per capire se riguarda anche te: dopo l'ultimo aumento, il tuo risparmio è salito in euro? Se no, il meccanismo sta già lavorando. La soluzione sta in una frase: a ogni aumento, metà della differenza parte con un bonifico automatico prima che ti abitui al numero nuovo. L'altra metà è per vivere. Per costruire il resto del sistema c'è la guida al bilancio familiare.

Cause 2 e 3: non sai dove finiscono i soldi

Le spese invisibili sono movimenti che, presi singolarmente, sembrano irrilevanti, ma che nell'arco del mese si mangiano una bella fetta dello stipendio: gli addebiti SDD, i piccoli acquisti con la carta, i pagamenti ricorrenti che nessuno conta.

Causa 2: i soldi che escono senza far male

Pagare con il PagoBANCOMAT e mandare un Satispay hanno una cosa in comune: non fanno male. Le banconote escono dal portafoglio e senti che se ne sono andate; un Satispay da 9 € per la cena divisa è astratto. E ormai si paga così ovunque: nel 2024, secondo l'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, i pagamenti elettronici hanno superato per la prima volta il contante come valore transato in Italia. Fai la prova: somma tutti gli acquisti sotto i 15 € dell'ultimo mese. Di solito sorprende. La mappa completa di queste fughe è in dove finiscono i miei soldi.

Causa 3: gli abbonamenti di cui ti sei già dimenticato

Lo streaming, il pacchetto del telefono, lo spazio cloud per le foto, la palestra in cui non vai da marzo. Quasi tutti arrivano come addebito SDD, il vecchio RID: escono da soli, lo stesso giorno, ogni mese, senza che tu confermi niente. Una volta a trimestre filtra l'estratto conto per gli addebiti SDD e per i pagamenti che si ripetono lo stesso giorno del mese, e disdici tutto quello che non hai usato negli ultimi trenta giorni. Il metodo è in come vedere gli abbonamenti attivi; dove trovare l'elenco delle domiciliazioni attive, in app o nell'internet banking, lo spieghiamo per Intesa Sanpaolo e per UniCredit. Insieme, sono spesso i soldi che potrebbero avviare il tuo fondo di emergenza.

Non sai dove finiscono i soldi? Chiedilo a Martia

Chiedi a Martia in italiano dove sono finiti i soldi del mese. Legge i movimenti del tuo conto e risponde con le cifre, compresi gli addebiti SDD che non guardi più. Senza annotare niente a mano.

Parla con Martia

Cause 4 e 5: inizio a risparmiare il mese prossimo

Il bias del presente è la tendenza a preferire in modo sistematico la ricompensa immediata rispetto al beneficio futuro. Secondo David Laibson (1997), scontiamo il futuro in modo iperbolico: sappiamo che dovremmo risparmiare, ma nel momento esatto della decisione scegliamo l'adesso.

Causa 4: il tuo cervello sabota il piano

Conosci la scena: «dal mese prossimo metto via 100 €». Arriva il primo del mese e spuntano il bollo auto, la revisione o un regalo di compleanno. Oppure te ne dimentichi. Oppure ti dici che questo mese è stato strano, come quello prima. Se è un anno che ripeti «inizio il mese prossimo», il problema non sta nel calendario: sta in un piano che dipende dal fatto che tu decida bene dodici volte l'anno.

Causa 5: risparmi quello che avanza invece di metterlo da parte per primo

È l'errore più comune. Il piano di solito è: stipendio, bollette, spesa, il resto della vita, risparmio se avanza qualcosa. Non avanza mai. Le spese si comportano come un gas: occupano tutto lo spazio disponibile. Se vedi 1.500 € sul conto, spendi 1.500 €. Se il giorno dello stipendio trasferisci 100 € e ne vedi 1.400, spendi 1.400 €. La differenza dopo un anno: 1.200 €. Se ti aiuta vedere il piano nero su bianco, stampa la tabella per mettere soldi da parte e spunta ogni versamento.

La soluzione per entrambe le cause è automatizzare. Lo studio di Thaler e Benartzi (2004) sul programma Save More Tomorrow ha mostrato che il risparmio automatico ha alzato il tasso di risparmio dei partecipanti dal 3,5% al 13,6% in quaranta mesi, senza sforzo aggiuntivo. Se preferisci una ripartizione in percentuali, la regola 50/30/20, con il calcolatore è la cornice più semplice.

Cause 6 e 7: compri per emozione e per confronto

Causa 6: ti confronti con gli altri

Il collega ha cambiato macchina. Tua sorella ha messo le foto della Sardegna. I vicini hanno rifatto la cucina. E invece di mettere via 100 €, ne spendi 600 in qualcosa che promette di risolvere la sensazione di restare indietro. Ma non conosci i debiti degli altri: la macchina nuova può avere dietro sette anni di finanziamento e zero risparmio. I social mostrano le spese, mai il bilancio.

Causa 7: compri perché stai male

Giornata storta: ordini a domicilio invece di cucinare. Serata noiosa: apri un'app di vestiti senza nessuna intenzione. Non è mancanza di forza di volontà, è un cervello che cerca una ricompensa dove è più a portata di mano. E in Italia ha un indirizzo statistico: ristoranti e alberghi valgono il 9,2% dei consumi delle famiglie (Eurostat, 2022). Se ti sembra che i pasti fuori casa si mangino il bilancio, non è un'impressione.

Mito e realtà

Mito: «risparmia solo chi guadagna tanto».

Realtà: nel 2025 le famiglie italiane hanno messo da parte in media l'8,2% del reddito disponibile (ISTAT), e la maggior parte di loro non vive di stipendi alti. Va detta anche l'altra metà: con la soglia di rischio di povertà a 1.103 € al mese per una persona sola (ISTAT, redditi 2024), ci sono famiglie per cui l'aritmetica non chiude, e nessun trucco di bilancio la fa chiudere. Fra i due estremi sta la maggioranza, per cui l'ostacolo è la mancanza di sistema, non di reddito.

La tredicesima: perché sparisce ogni dicembre

La tredicesima è già dentro la RAL: non è un premio, è stipendio pagato in ritardo. Arriva a dicembre insieme ai regali, al bollo e alle tasse di fine anno, e senza una destinazione decisa prima la assorbono le spese del mese in cui entra. La regola è una sola: bilancio mensile sulle mensilità ordinarie, mensilità aggiuntive con un compito deciso a gennaio. Come organizzare l'anno attorno allo stipendio, quattordicesima compresa, lo spieghiamo in come gestire lo stipendio mensile.

Come iniziare a risparmiare: il Test delle Tre Domande di Martia

Il Test delle Tre Domande individua quale delle 7 cause sta bloccando il tuo risparmio. Invece di correggere tutto insieme, parti dall'origine.

Domanda 1: sai quanto hai speso il mese scorso?

Se no, il tuo problema principale è la mancanza di visibilità (cause 2 e 3). Somma per categoria gli ultimi novanta giorni di estratto conto, dalla spesa al supermercato agli addebiti delle utenze. Puoi farlo a mano in un pomeriggio oppure collegare il conto corrente a un'app che lo faccia da sola.

Domanda 2: trasferisci sul risparmio prima di spendere?

Se no, il tuo problema principale è la mancanza di sistema (cause 4 e 5). Imposta oggi un bonifico periodico verso un conto separato il giorno in cui arriva lo stipendio. Anche 25 €: sono 300 € l'anno che altrimenti sparivano. Fra sei mesi lo alzi a 50.

Domanda 3: le tue spese crescono al ritmo dello stipendio?

Se sì, il tuo problema principale è l'inflazione dello stile di vita (causa 1). Al prossimo aumento applica la regola del 50/50: metà della differenza al bonifico automatico, metà per vivere.

Fondatore di Martia

Dal fondatore

Per anni ho avuto 6 conti bancari e zero controllo. Guadagnavo sempre di più e il risultato a fine mese era sempre lo stesso: quasi niente. È cambiato solo quando ho impostato un bonifico automatico il giorno dello stipendio. Non perché avessi iniziato a guadagnare meglio. Perché avevo smesso di dipendere dalla mia disciplina.

E quando avrai qualcosa da parte, ti chiederai se è tanto o poco: i dati su quanti soldi hanno gli italiani in banca separano la media dalla mediana, che è il confronto onesto.

Raccomandazione rapida

  • Prima azione: il test reddito o spese, sugli ultimi 3 mesi — ti dice se il margine c'è e dove sta
  • Abitudine che cambia tutto: bonifico automatico il giorno dello stipendio — anche solo 25 €, prima di spendere qualsiasi cosa
  • Occasione italiana: destinazione decisa per tredicesima e quattordicesima — scelta a gennaio, non a dicembre
  • Passo successivo: regola del 50/50 a ogni aumento — metà all'automatico, metà per vivere

Domande frequenti

Perché non riesco a risparmiare nulla anche con uno stipendio decente?

Le cause non stanno quasi mai nella cifra della busta paga. Cinque tornano più delle altre: l'inflazione dello stile di vita (le spese salgono al ritmo degli aumenti), la mancanza di visibilità sulle piccole spese, il bias del presente (rimandare al mese prossimo), gli addebiti SDD che nessuno rivede più e l'abitudine di risparmiare quello che avanza invece di mettere da parte per prima cosa. Per orientarti: il reddito netto mediano di una famiglia è di circa 2.642 € al mese (ISTAT, redditi 2024) e la spesa mediana per consumi di 2.338 € (ISTAT, 2025). Sono indagini e anni diversi, e la spesa comprende l'affitto figurativo di chi vive in casa propria, 611 € al mese in media, che dal conto non esce: non sottrarre una cifra dall'altra. Chi guadagna molto sopra la mediana descrive la stessa fine del mese.

Perché non riesco a mettere soldi da parte?

Quasi sempre perché il risparmio arriva per ultimo. Il mese tipico è: stipendio, bollette, spesa, il resto della vita, e il risparmio se avanza qualcosa. Non avanza mai, perché le spese si allargano fino a occupare il saldo che vedi. La soluzione è invertire l'ordine: un bonifico automatico il giorno dello stipendio, anche di 25 o 50 €, verso un conto o un salvadanaio separato. Lo studio di Thaler e Benartzi (2004) sul programma Save More Tomorrow ha mostrato che automatizzare la decisione ha alzato il tasso di risparmio dei partecipanti dal 3,5% al 13,6% in quaranta mesi, senza sforzo aggiuntivo. Se anche così non resta niente, fai il test reddito o spese di questa guida.

Sono sempre senza soldi: è colpa del reddito o delle spese?

Lo capisci in cinque minuti con l'estratto conto degli ultimi tre mesi. Somma le entrate nette di ogni mese, senza tredicesima, poi le uscite fisse: casa, utenze, rate, assicurazioni. Se le fisse da sole superano il 60% delle entrate, il problema è strutturale e si risolve sulla casa, sui debiti o sul reddito, non tagliando i caffè. Se le fisse stanno sotto il 50% e il conto arriva comunque a zero, il problema sono le spese variabili, e lì il margine c'è. Un riferimento per il reddito: la soglia di rischio di povertà per una persona sola è di 1.103 € al mese (ISTAT, redditi 2024). Vicino a quella cifra non è una questione di disciplina.

Quanto dovrebbe avere da parte una famiglia italiana?

Il riferimento abituale è un fondo di emergenza da tre a sei mesi di spese. Con la spesa media per consumi di una famiglia italiana a 2.782 € al mese (ISTAT, 2025), quella forbice va da circa 8.350 a circa 16.700 €. La mediana è più bassa, 2.338 € al mese: metà delle famiglie spende meno, e la media è tirata in su dalle famiglie numerose e da quelle che spendono di più. Se vivi da solo calcola sulle tue spese reali, non sulla media nazionale. Conta in mesi di spesa, non in cifre tonde, e rivedi il numero ogni volta che cambiano l'affitto, la rata del mutuo o le persone in casa.

Che cos'è l'inflazione dello stile di vita e come si ferma?

È il meccanismo per cui le spese crescono allo stesso ritmo, o più in fretta, dei redditi: un aumento non fa crescere il risparmio, fa crescere il tenore di vita. La ricerca sull'adattamento edonico di Sheldon e Lyubomirsky (2012) spiega il perché: la soddisfazione di guadagnare di più si spegne in pochi mesi, mentre le abitudini di consumo nate in quel periodo restano. Il modo più semplice di fermarla è la regola del 50/50: a ogni aumento, metà della differenza parte con un bonifico automatico prima che ti abitui al numero nuovo, e l'altra metà è per vivere. Funziona perché decidi una volta sola, prima di fare l'abitudine ai soldi nuovi.

Quanto risparmiano davvero le famiglie italiane?

Nel 2025 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata dell'8,2% del reddito disponibile, dopo l'8,3% del 2024, secondo i conti nazionali per settore istituzionale dell'ISTAT (aprile 2026). È una media nazionale e nasconde i due estremi. Da un lato il reddito netto mediano di una famiglia è di circa 2.642 € al mese sui redditi del 2024. Dall'altro la soglia di rischio di povertà per una persona sola è di 1.103 € al mese (ISTAT). Ci sono famiglie con un margine reale per mettere da parte e famiglie per cui quell'8,2% è aritmeticamente impossibile. Confrontarti con la media serve a poco; confrontarti con il tuo estratto conto serve molto.

Che cosa faccio con la tredicesima?

Decidi la destinazione prima che arrivi, possibilmente a gennaio. La tredicesima è già dentro la RAL: non è un regalo di dicembre, è una parte del tuo stipendio pagata in un'unica soluzione. Chi ha anche la quattordicesima prevista dal contratto collettivo la riceve di solito tra giugno e luglio. La regola pratica è costruire il bilancio mensile solo sulle mensilità ordinarie e assegnare in anticipo le mensilità aggiuntive: fondo di emergenza, rimborso anticipato di un debito o una spesa importante che sai già che arriverà. Una tredicesima senza destinazione se la mangia il mese in cui entra. Come organizzare tutto l'anno attorno allo stipendio lo spieghiamo nella guida su come gestire lo stipendio.

Esiste un modo di risparmiare per chi non riesce a essere costante?

Per chi si perde per strada, per distrazione, stanchezza o difficoltà di attenzione, funziona togliere decisioni, non rafforzare la disciplina. Quattro misure concrete: bonifico automatico il giorno dello stipendio, per non dipendere dalla memoria; conto di deposito in un'altra banca, così i soldi non stanno a un tocco di distanza; notifica a ogni movimento, perché vedere la spesa sul momento frena quella dopo; e una pausa di ventiquattro ore prima di qualsiasi acquisto sopra i 100 €. Le app con categorizzazione automatica, come Martia, aiutano perché tolgono l'annotazione manuale quotidiana. L'obiettivo non è avere più forza di volontà, è averne bisogno di meno.

Fonti e letteratura

  • ISTAT (8 ottobre 2026). Spese per consumi delle famiglie, anno 2025: spesa media mensile 2.782 €, mediana 2.338 €, affitti figurativi 611 €; persone sole 2.070 €; coppie con un figlio 3.431 €. istat.it
  • ISTAT (aprile 2026). Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2024-2025: reddito netto familiare mediano 31.704 € l'anno e soglia di rischio di povertà 13.237 € l'anno per una persona sola, redditi 2024. istat.it
  • ISTAT (aprile 2026). Conti nazionali per settore istituzionale, anni 1995-2025: propensione al risparmio delle famiglie consumatrici 8,2% nel 2025 (8,3% nel 2024). istat.it
  • OCSE (2024). Average annual wages, Italia: 33.148 € di retribuzione annua lorda media. OECD via Trading Economics
  • Eurostat (2022). Final consumption expenditure of households by consumption purpose (COICOP), Italia, dataset TEC00134. ec.europa.eu/eurostat
  • Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano (2025). Pagamenti digitali in Italia: superamento del contante per valore transato nel 2024. osservatori.net
  • Laibson, D. (1997). Golden Eggs and Hyperbolic Discounting. The Quarterly Journal of Economics, 112(2), 443-478. Oxford Academic
  • Thaler, R. H. e Benartzi, S. (2004). Save More Tomorrow: Using Behavioral Economics to Increase Employee Saving. Journal of Political Economy, 112(S1), S164-S187. University of Chicago Press
  • Sheldon, K. M. e Lyubomirsky, S. (2012). The Challenge of Staying Happier. Personality and Social Psychology Bulletin, 38(5). SAGE Journals

«Perché questo mese non ho risparmiato niente?» Chiedilo a Martia

Martia legge i movimenti del tuo conto e ti risponde in italiano: in quali categorie hai speso più del solito, quali addebiti sono usciti, quanto è entrato. Una domanda, non un foglio di calcolo.

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