Open banking: come funziona ed è davvero sicuro?

Che cosa dice la legge in Italia, i ruoli della banca e dell'app, l'autenticazione forte e il consenso di 90 giorni — spiegati senza sigle da addetti ai lavori.

L'open banking è il tuo diritto di ordinare alla banca di condividere i dati del tuo conto corrente con un'app che hai scelto tu. Non è un prodotto inventato dalle banche né un favore che ti fanno: è un obbligo di legge, nato dalla direttiva europea PSD2 e arrivato in Italia con il decreto legislativo 218/2017, sotto la vigilanza di Banca d'Italia. I dati del tuo conto sono tuoi. La legge si limita a dirlo ad alta voce.

Come funziona, in una riga: autorizzi il collegamento nella finestra ufficiale della tua banca, con le stesse credenziali e lo stesso codice di conferma che usi per l'home banking, e da quel momento l'app riceve saldi e movimenti in sola lettura per 90 giorni. Il risultato pratico è uno solo: vedere lo stipendio, la rata del mutuo e gli addebiti diretti SEPA — gli SDD, le domiciliazioni di bollette e assicurazioni — di tre banche diverse nella stessa schermata, senza dare le credenziali a nessuno.

In breve — 6 fatti sull'open banking in Italia

  1. Nasce dalla Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2), del 25 novembre 2015.
  2. In Italia l'ha recepita il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, in vigore dal 13 gennaio 2018.
  3. Ad autorizzare e vigilare gli istituti di pagamento è Banca d'Italia; il registro europeo lo tiene l'Autorità bancaria europea.
  4. Collegare un conto richiede l'autenticazione forte del cliente (SCA): due fattori, sempre dalla tua banca.
  5. Il consenso vale 90 giorni e puoi revocarlo in qualsiasi momento.
  6. Dare le credenziali a un sito terzo — il vecchio screen scraping — ha smesso di essere accettabile: al suo posto ci sono interfacce dedicate.

I punti chiave

  • L'open banking non è tecnologia bancaria: è un diritto del cliente, scritto nella legge europea e in quella italiana
  • La tua banca è obbligata a condividere i dati se lo autorizzi tu — e solo in quel caso
  • Un'app in sola lettura vede saldi e movimenti. Non vede la password e non sposta denaro.
  • Il consenso dura 90 giorni per obbligo di legge ed è revocabile quando vuoi
  • Quello che ottieni davvero: conti di più banche in una schermata, spese ordinate da sole, zero appunti a mano

Cos'è l'open banking e come funziona, in concreto

L'open banking è il meccanismo legale e tecnico che obbliga le banche a condividere, con il tuo consenso esplicito, i dati dei tuoi conti con prestatori autorizzati, e ad accettare da loro ordini di pagamento che approvi tu. Tutto il resto sono conseguenze di questo.

Prima del 2018, per vedere i conti di tre banche in un posto solo avevi due strade: sommare a mano in un foglio di calcolo, oppure consegnare le credenziali a un servizio che entrava nell'home banking fingendo di essere te. La prima era una noia. La seconda era una pessima idea. La PSD2 ha chiuso il dilemma aprendo una terza via: la banca espone i dati su un'interfaccia dedicata, tu autorizzi nella finestra ufficiale della banca, e l'app non si avvicina mai alla tua password.

Open banking e home banking non sono la stessa cosa

L'home banking è il posto dove gestisci il conto tu, nell'app della tua banca. L'open banking è ciò che permette a un'altra app — scelta da te — di leggere quel conto o di avviare un pagamento da lì. L'home banking esiste da decenni; l'open banking, nella forma attuale, esiste da quando la PSD2 e il suo recepimento italiano sono entrati in vigore, con i requisiti tecnici pienamente applicabili dal 14 settembre 2019.

La PSD2 in Italia: cosa dice la legge

La PSD2 (Payment Services Directive 2, la seconda direttiva sui servizi di pagamento) è la Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015. Una direttiva non si applica da sola: ogni Stato membro deve recepirla nel proprio diritto interno.

In Italia il recepimento è avvenuto con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, in vigore dal 13 gennaio 2018, che ha riscritto il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 sui servizi di pagamento. L'autorizzazione, l'iscrizione all'albo e la vigilanza degli istituti di pagamento spettano a Banca d'Italia.

Le quattro date che contano

  • 25 novembre 2015 — l'Unione europea approva la Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2).
  • 15 dicembre 2017 — l'Italia approva il decreto legislativo n. 218, che recepisce la direttiva e riscrive la disciplina dei servizi di pagamento.
  • 13 gennaio 2018 — il decreto entra in vigore. Da qui l'accesso ai conti da parte di prestatori autorizzati ha una base legale in Italia.
  • 14 settembre 2019 — iniziano ad applicarsi le norme tecniche di regolamentazione (Regolamento delegato (UE) 2018/389), compreso l'obbligo di autenticazione forte del cliente.

Cosa ti ha cambiato la legge, anche se non usi nessuna app

La franchigia massima a tuo carico per operazioni di pagamento non autorizzate — una carta clonata, per dire — è scesa da 150 euro a 50 euro, salvo frode o colpa grave da parte tua. E ogni pagamento elettronico ha iniziato a richiedere la verifica con due fattori. Non è arrivato dalla tua banca: è arrivato dalla PSD2.

L'open banking italiano, nei numeri della legge

2015/2366la direttiva europea che ha creato l'open banking (PSD2)
218/2017il decreto legislativo che l'ha recepita in Italia (in vigore dal 13 gennaio 2018)
90 giornivalidità del consenso, per obbligo del Regolamento delegato (UE) 2018/389
50 €la tua franchigia massima sulle operazioni non autorizzate (prima erano 150 €)

Fonti: EUR-Lex — Direttiva (UE) 2015/2366, Normattiva — D.Lgs. 218/2017

Chi è chi: la tua banca, l'AISP e il PISP

Nel vocabolario della PSD2 ci sono tre ruoli. Capirli risolve il novanta per cento dei dubbi su cosa un'app può e non può fare con il tuo conto.

ASPSP — la tua banca

L'ASPSP è il prestatore che gestisce il tuo conto: l'istituto dove hai il conto corrente. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Poste Italiane con BancoPosta, Banco BPM, Fineco o qualsiasi altro. La PSD2 lo obbliga a mettere a disposizione un'interfaccia dedicata attraverso cui i prestatori autorizzati possano accedere ai dati, a condizione che tu lo autorizzi. La banca non può rifiutarsi né farsi pagare dal prestatore.

AISP — chi legge i dati

L'AISP (prestatore di servizi di informazione sui conti) legge saldi e movimenti, e nulla più. È la categoria delle app per gestire le spese e degli aggregatori di conti. Accesso in sola lettura, limitato a ciò che hai autorizzato, con consenso da rinnovare ogni 90 giorni. Martia sta qui: si collega alle banche tramite Enable Banking e ha solo accesso in lettura ai movimenti.

PISP — chi avvia i pagamenti

Il PISP (prestatore di servizi di disposizione di ordini di pagamento) può disporre un bonifico dal tuo conto, ma ogni operazione richiede la tua autorizzazione e la tua autenticazione forte in banca. È la tecnologia dietro ad alcuni pagamenti online che addebitano direttamente il conto, senza passare dai circuiti delle carte.

Mito e realtà

Mito: «se collego il conto a un'app, quella può toccarmi i soldi».

Realtà: solo un prestatore con licenza di disposizione di ordini di pagamento può avviare un bonifico, e anche in quel caso servono la tua autorizzazione e la tua autenticazione forte a ogni operazione. Le app per gestire le spese sono AISP: accesso in sola lettura. Tecnicamente non possono spostare un centesimo, nemmeno volendo.

L'open banking è sicuro? Tre livelli di protezione

La sicurezza dell'open banking non poggia sulla reputazione dell'app, ma su tre livelli indipendenti: la licenza obbligatoria, l'autenticazione forte del cliente e il limite tecnico dell'accesso.

L'autenticazione forte del cliente (SCA)

La PSD2 impone che sia la banca a confermare la tua identità con almeno due elementi di categorie indipendenti:

  • qualcosa che sai — una password, un PIN, un codice;
  • qualcosa che hai — il telefono, l'app della banca, un generatore di codici;
  • qualcosa che sei — impronta digitale, riconoscimento del volto.

È la stessa verifica che fai già per entrare nell'home banking o per confermare un acquisto online. I requisiti tecnici stanno nel Regolamento delegato (UE) 2018/389 e si applicano dal 14 settembre 2019.

La fine dello screen scraping

Prima della PSD2, aggregare i conti voleva dire consegnare le credenziali dell'home banking a un'azienda che poi entrava nel conto fingendo di essere te. Si chiamava screen scraping e non c'era alcuna regola a inquadrarlo. La PSD2 lo ha sostituito con interfacce dedicate e con un principio semplice: la tua password è una faccenda tra te e la tua banca. Se oggi un'app ti chiede le credenziali dell'home banking per aggregare i conti, chiudila.

Il test della password (metodo Martia)

Una sola domanda separa un collegamento regolato da uno che non lo è: dove scrivi la password? Se la scrivi nella finestra della tua banca, con il logo e l'indirizzo della tua banca, ed è la banca a chiederti il secondo fattore, sei nell'open banking. Se la scrivi in un modulo dell'app, no. Non serve capire altro della PSD2 per sapere quando chiudere la scheda.

Open banking a confronto con lo screen scraping

AspettoOpen banking (PSD2)Screen scraping (metodo vecchio)
Credenziali della bancaLe dai alla banca, mai all'appLe dai a un'azienda terza
Ampiezza dell'accessoLettura, limitata a ciò che hai autorizzatoTutto quello che puoi fare tu stesso
Quadro normativoPSD2 e D.Lgs. 218/2017Nessuno
Come chiudi l'accessoRevochi il consenso, effetto immediatoCambi la password e incroci le dita

Una nota di onestà: nessuna tecnologia elimina il rischio di scegliere male l'app. Quello che la PSD2 garantisce è che debba essere autorizzata e che l'accesso sia in sola lettura. Il resto — chi conserva i tuoi dati, dove e cosa ci fa — resta una decisione tua, e vale la pena leggerla prima di premere «autorizza». Se stai confrontando le opzioni, guarda il confronto tra le app per il bilancio familiare disponibili in Italia.

La tua password resta dove è sempre stata: nella tua banca

Martia si collega al conto con l'open banking, tramite Enable Banking. Ti autentichi nella finestra ufficiale della tua banca e Martia riceve solo accesso in lettura ai movimenti. Niente moduli, niente documenti da mandare a nessuno.

Parla con Martia

Il consenso: perché 90 giorni e come si revoca

Il consenso è il pezzo centrale dell'open banking: senza, la banca non condivide niente. Ed è volutamente temporaneo, perché le norme tecniche europee obbligano a riconfermare l'accesso con autenticazione forte, in pratica ogni 90 giorni.

Molti leggono quel rinnovo come un difetto dell'app. È il contrario: è il sistema che impedisce a un'autorizzazione data tre anni fa, e dimenticata da allora, di continuare a passare a qualcuno i tuoi movimenti. Una riconferma ogni tre mesi è il prezzo per non avere accessi eterni.

Come revocare l'accesso — due strade

  • 1.Nell'app — nella sezione in cui gestisci i conti collegati. Scollegare deve essere possibile e immediato.
  • 2.Nella tua banca — nell'home banking o nell'app, di solito in una sezione dedicata alle autorizzazioni o ai consensi verso terzi. È la strada da usare se hai già disinstallato l'app.

Revocare chiude l'accesso ai movimenti nuovi. I dati già raccolti restano nell'app finché non ne chiedi la cancellazione: è un diritto che hai in base al Regolamento generale sulla protezione dei dati, e che un'app seria rispetta senza discutere.

La regola dei 90 giorni, in due righe

Il consenso alla lettura vale 90 giorni e si rinnova con la stessa autenticazione con cui l'hai dato. Non lo decide l'app: lo impone il Regolamento delegato (UE) 2018/389, che attua la PSD2 in tutta l'Unione europea.

Quali banche italiane sono obbligate?

Tutte. Qualsiasi istituto che gestisce conti di pagamento accessibili online in Italia è obbligato dalla PSD2 e dal decreto legislativo 218/2017 a dare accesso ai prestatori autorizzati. Non è facoltativo, non dipende dalla strategia commerciale della banca e non può essere addebitato al prestatore. Vale per Intesa Sanpaolo, UniCredit, Poste Italiane con BancoPosta, Banco BPM, Fineco e per tutte le altre banche che operano sul mercato italiano.

Siamo onesti su quello che non sappiamo: l'obbligo di legge è uguale per tutti, la qualità delle interfacce no. Ci sono differenze reali nella stabilità, nella profondità dello storico restituito e nella frequenza con cui un collegamento chiede la riconferma. Qui non troverai una tabella banca per banca, perché non abbiamo dati comparativi verificati e un quadro inventato sarebbe peggio che non dirne nulla. Il modo affidabile per sapere se la tua banca è ben supportata è cercarla nell'elenco dell'app che vuoi usare; il passaggio pratico è spiegato in come collegare il conto corrente a un'app.

Come si vede l'open banking nel tuo estratto conto

L'open banking non inventa righe nuove: consegna esattamente le operazioni che sono già nel tuo estratto conto. Ogni movimento arriva con data, data valuta, descrizione, importo e saldo, e la descrizione inizia quasi sempre con una parola che dice di che tipo di operazione si tratta. Chi conosce quelle etichette capisce al volo cosa vede un'app e cosa può dedurne.

  • BONIFICO — un trasferimento SEPA, in entrata o in uscita: BONIFICO A VOSTRO FAVORE, BONIFICO DISPOSTO, BONIFICO ISTANTANEO. La causale è il campo libero con il motivo leggibile: BONIFICO DA MARIO ROSSI CAUSALE AFFITTO MARZO.
  • ADDEBITO SDD — la domiciliazione ricorrente, cioè l'addebito diretto SEPA: bollette, assicurazioni, telefonia, rate. Sugli estratti più vecchi e in certe banche compare ancora la vecchia sigla RID. Il formato è spesso ADDEBITO SDD <creditore> MANDATO <id>.
  • PAGAMENTO POS — un pagamento con carta al terminale, di solito seguito da esercente, città e data; PRELIEVO BANCOMAT è il contante allo sportello automatico.
  • PAGOPA, F24, MAV e BOLLETTINO POSTALE — pagamenti verso la pubblica amministrazione, tasse e avvisi di pagamento.
  • STIPENDIO / ACCREDITO STIPENDIO / PENSIONE INPS — l'entrata del mese; IMPOSTA DI BOLLO, CANONE e COMMISSIONI sono i costi del conto.
  • IBAN — in Italia sono le lettere IT seguite da 25 caratteri, nella forma IT00 X000 0000 0000 0000 0000 000.

Non è curiosità da nerd. Il mandato di un addebito SDD è proprio il motivo per cui un'app riconosce una spesa ricorrente senza che tu annoti nulla: un addebito mensile dallo stesso creditore è un abbonamento, anche se ti eri dimenticato di averlo. Lì sta il guadagno con gli abbonamenti che ti sono usciti dal radar.

Un avviso, perché non dubiti di te quando una classificazione sbaglia: nell'estratto conto non compare sempre il negozio, ma chi incassa. Un acquisto rateizzato con Scalapay o Klarna può arrivare con il nome del finanziatore e senza quello del negozio. Su questo nessuna app ci azzecca sempre; quello che non dovrebbe fare è raccontarti il contrario.

Satispay, addebito SDD e PagoPA: su quali binari corrono i soldi in Italia

In Italia il denaro quotidiano corre su pochi binari, e tutto quello che un'app collegata vede di te è passato da uno di quelli: la carta PagoBANCOMAT al POS, il bonifico SEPA sempre più spesso istantaneo, l'addebito diretto SDD per le spese ricorrenti, i portafogli digitali sul telefono e PagoPA per la pubblica amministrazione.

Satispay è il più riconoscibile dei portafogli indipendenti: oltre 5,3 milioni di utenti e più di 400.000 esercenti convenzionati (dati 2024–25), accanto a BANCOMAT Pay, che vive dentro le app delle banche. PagoPA è il binario obbligatorio verso la pubblica amministrazione: oltre 332 milioni di operazioni per più di 60 miliardi di euro nel 2023. Nel 2024, secondo l'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, i pagamenti digitali hanno superato per la prima volta il contante per valore transato (circa il 43% contro circa il 41%).

Perché ti riguarda: più i soldi passano da binari elettronici, più l'immagine che un'app collegata restituisce del tuo mese è completa. Il contante resta l'unico pezzo che nessuna sincronizzazione può ricostruire — e infatti è la parte che ti conviene guardare a mano quando organizzi il bilancio familiare.

Un dettaglio italiano: tredicesima e quattordicesima

La retribuzione annua lorda comprende già la tredicesima e, in molti contratti, anche la quattordicesima: dicembre e giugno mostrano quindi un'entrata molto più alta di un mese normale. Non è un errore dell'app e non è un'anomalia dei tuoi dati: è come viene pagata buona parte dell'Italia. Vale la pena ricordarlo prima di trarre conclusioni da un mese isolato, e anche quando usi la regola 50/30/20 per dividere le spese.

Cosa ti dà l'open banking nella pratica

Tolta la normativa, l'open banking risolve tre cose concrete della vita quotidiana. Nessuna è spettacolare da sola; insieme cambiano il rapporto con i soldi.

1. Tutti i conti in una schermata

Il conto dello stipendio in una banca, i risparmi in un'altra, la carta in una terza. Senza aggregazione, sapere quanto hai in tutto costa tre accessi e una somma a mente, e infatti la maggior parte delle persone la somma non la fa. Con l'open banking è una vista sola che si aggiorna da sé. È anche la base per avere un fondo di emergenza di cui conosci davvero il saldo e per tenere il bilancio di coppia senza conto cointestato.

2. Spese che si classificano da sole

I movimenti arrivano con il nome dell'esercente e vengono messi in categoria senza che tu intervenga: Conad ed Esselunga nella spesa alimentare, Eni nel carburante, Enel e TIM nelle utenze, Netflix e DAZN negli abbonamenti, Trenitalia nei trasporti. È la differenza tra sapere che questo mese «ho speso un sacco» e sapere quanto è finito nei ristoranti. Un riferimento per capire l'ordine di grandezza: la spesa media mensile delle famiglie italiane è stata di 2.755 euro (ISTAT, 2024). Lì dentro c'è la risposta a dove finiscono i tuoi soldi, senza passare le serate a sommare scontrini.

3. Zero appunti a mano — ed è questo che decide tutto

La maggior parte dei bilanci familiari non muore per mancanza di metodo. Muore alla terza settimana, quando annotare ogni spesa a mano smette di stare dentro la giornata. Eliminando la registrazione manuale, l'open banking toglie la barriera che fa mollare. E non è che in Italia non si voglia risparmiare: la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata del 9,0% nel 2024, in salita dall'8,2% del 2023 (ISTAT). Il problema quasi mai è la volontà; è non vedere i numeri in tempo, che è esattamente ciò che sta dietro a perché non riesci a risparmiare.

Come collegare il conto corrente con l'open banking

La procedura è breve e ha sempre la stessa forma, qualunque sia l'app, perché la forma la fissa la legge e non l'app.

1.

Scegli la tua banca nell'app

L'elenco comprende gli istituti italiani soggetti alla PSD2: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Poste Italiane, Banco BPM, Fineco e gli altri.

2.

Ti autentichi nella finestra ufficiale della banca

Le credenziali vanno alla banca, mai all'app. L'autenticazione forte chiede il secondo fattore di sempre: un codice sul telefono o la conferma nell'app della banca.

3.

Autorizzi la condivisione dei dati

La banca ti chiede se accetti di condividere saldi e movimenti. Da lì la sincronizzazione è automatica per 90 giorni, finché non riconfermi o revochi.

E basta. Niente moduli, niente documenti da inviare, niente verifiche da aspettare, perché a confermare la tua identità è la tua banca, in tempo reale. Il passo per passo dettagliato è in come collegare il conto corrente a un'app.

Adam, fondatore di Martia

Dal fondatore

Ho costruito Martia perché avevo sei conti e nessuna idea di quanto ci fosse in totale. Il diritto di metterli insieme ce l'avevo già; quello che non esisteva era qualcosa che lo facesse per me senza chiedermi le credenziali.

Cosa cambia con la PSD3 e la FIDA

Il quadro non è finito. Il 28 giugno 2023 la Commissione europea ha presentato il pacchetto che dovrà sostituire la PSD2: una nuova direttiva sui servizi di pagamento (PSD3), un regolamento sui servizi di pagamento e una proposta sull'accesso ai dati finanziari (FIDA), che estenderebbe la logica dell'open banking oltre il conto corrente — verso risparmio, investimenti e assicurazioni.

Sono proposte in corso di negoziato, non regole già in vigore, e ne parliamo qui solo per una ragione pratica: il diritto che usi oggi per collegare il conto non sta arretrando, sta allargandosi. Nel frattempo continua a valere quello che leggi in questa pagina — PSD2, autenticazione forte, consenso di 90 giorni.

Martia — l'IA con cui parli dei tuoi soldi

Chiedi in italiano — «quanto ho speso al ristorante a luglio?» oppure «quali abbonamenti sto pagando?» — e ricevi la risposta dai tuoi movimenti reali, sincronizzati con l'open banking. Senza Excel, senza annotare niente a mano.

Parla con Martia

Domande frequenti

Come funziona l'open banking?

L'open banking funziona così: tu autorizzi la tua banca a condividere i dati del conto corrente con un'app che hai scelto, e la banca è obbligata per legge a farlo. L'autorizzazione avviene sempre nella finestra ufficiale della tua banca, con le credenziali e il secondo fattore che già usi per l'home banking; l'app non vede mai la password. Da quel momento riceve saldi e movimenti in sola lettura, per il periodo che hai autorizzato. È il meccanismo nato dalla direttiva europea PSD2, la Direttiva (UE) 2015/2366, recepita in Italia con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218. Tutto il resto — conti di banche diverse in una schermata, spese ordinate da sole — è una conseguenza di questo.

L'open banking è sicuro?

Sì, e la sicurezza non dipende dalla buona volontà dell'app: è scritta nella legge. Sono tre livelli. Chiunque voglia leggere i dati del tuo conto deve avere una licenza rilasciata da un'autorità europea; in Italia gli istituti di pagamento sono autorizzati e vigilati da Banca d'Italia. Il collegamento richiede l'autenticazione forte del cliente, cioè almeno due fattori indipendenti verificati dalla tua banca. E un'app di sola lettura è tecnicamente limitata a consultare saldi e movimenti: non può disporre un bonifico, cambiare i massimali o modificare i dati del conto. In più puoi revocare il consenso quando vuoi, dall'app o direttamente dalla tua banca.

L'open banking è legale in Italia?

È legale ed è regolato dal 2018. La direttiva PSD2 è stata recepita nell'ordinamento italiano con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 13 gennaio 2018, che ha riscritto il decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 sui servizi di pagamento. L'autorizzazione e la vigilanza degli istituti di pagamento che operano in Italia spettano a Banca d'Italia; a livello europeo l'Autorità bancaria europea tiene il registro centrale dei prestatori autorizzati. Le banche sono obbligate per legge a dare accesso ai dati del tuo conto ai prestatori autorizzati che hai scelto tu, e non possono farsi pagare per questo.

Che cos'è la direttiva PSD2?

La PSD2 è la Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno. Ha sostituito la prima direttiva sui servizi di pagamento del 2007 e ha tre obiettivi: rendere i pagamenti più sicuri con l'autenticazione forte del cliente, aprire il mercato a operatori esterni alle banche tradizionali e armonizzare la tutela del consumatore nell'Unione europea. Ha anche abbassato da 150 euro a 50 euro la franchigia massima a tuo carico in caso di operazioni di pagamento non autorizzate, salvo frode o colpa grave da parte tua. Le norme tecniche che la attuano si applicano dal 14 settembre 2019.

Che cosa vede un'app di finanze personali del mio conto corrente?

Un'app autorizzata a leggere le informazioni sui conti vede esattamente quello che hai autorizzato: saldi e storico dei movimenti dei conti che hai collegato, con data, importo, causale e controparte di ogni operazione. Non vede la password, non vede i codici dispositivi né quelli generati dall'app della banca, non vede i conti che non hai collegato e non può spostare denaro. L'accesso è in sola lettura ed è limitato dal token che emette la banca. Martia funziona esattamente così: legge i movimenti per risponderti in italiano sulle tue spese, e nulla di più. Se domani vuoi chiudere quell'accesso, si chiude e i movimenti nuovi smettono di arrivare.

Come revoco l'accesso di un'app al mio conto corrente?

Puoi revocare il consenso quando vuoi, per due strade indipendenti. La prima è dentro l'app stessa, nella sezione in cui gestisci i conti collegati: scollegare deve essere possibile e immediato. La seconda è nell'home banking o nell'app della tua banca, nella sezione dedicata alle autorizzazioni o ai consensi concessi a terzi; è la strada da usare se hai già disinstallato l'app. Appena revochi, l'accesso finisce e il prestatore non può più raccogliere movimenti nuovi. Conviene poi chiedere anche la cancellazione dei dati già raccolti: è un tuo diritto in base al Regolamento generale sulla protezione dei dati, e un'app seria lo rispetta senza discutere.

Perché il consenso dura solo 90 giorni?

Perché lo impone la norma europea. Le norme tecniche che accompagnano la PSD2, raccolte nel Regolamento delegato (UE) 2018/389, obbligano a riconfermare periodicamente con autenticazione forte l'accesso di un prestatore ai dati del tuo conto: in pratica ogni 90 giorni. Non è un limite inventato dall'app né il segnale che qualcosa è andato storto: è un freno pensato perché nessuno resti con un accesso permanente e dimenticato ai tuoi conti. Ogni tre mesi ripassi dalla finestra della tua banca e confermi che quel collegamento ti serve ancora. Se non lo confermi, la sincronizzazione si ferma da sola.

Quali banche italiane sono obbligate a dare l'accesso?

Tutte quelle che gestiscono conti di pagamento accessibili online in Italia. L'obbligo nasce dalla PSD2 e dal decreto legislativo 218/2017, non dalla strategia commerciale del singolo istituto, quindi riguarda Intesa Sanpaolo, UniCredit, Poste Italiane con BancoPosta, Banco BPM, Fineco e tutte le altre banche che operano sul mercato italiano. La banca non può rifiutare l'accesso a un prestatore che hai autorizzato tu, né farsi pagare per questo. Quello che cambia davvero da un istituto all'altro è la qualità dell'interfaccia: stabilità del collegamento e profondità dello storico restituito. Per questo l'unico modo affidabile per saperlo è cercare la tua banca nell'elenco dell'app che vuoi usare.

Fonti e normativa

  • Parlamento europeo e Consiglio (2015). Direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (PSD2). eur-lex.europa.eu
  • Repubblica Italiana (2017). Decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218 — recepimento della direttiva (UE) 2015/2366. normattiva.it
  • Commissione europea (2018). Regolamento delegato (UE) 2018/389 — norme tecniche sull'autenticazione forte del cliente. eur-lex.europa.eu
  • Banca d'Italia. Albo degli istituti di pagamento. bancaditalia.it
  • Autorità bancaria europea (EBA). Registro centrale dei prestatori di servizi di pagamento. euclid.eba.europa.eu
  • ISTAT (2025). Le spese per i consumi delle famiglie — Anno 2024 — spesa media mensile. istat.it
  • ISTAT (2025). Conti nazionali per settore istituzionale — propensione al risparmio delle famiglie, 2024. istat.it
  • Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano (2025). I pagamenti digitali in Italia. osservatori.net
  • Commissione europea (2023). Pacchetto sui servizi di pagamento e sull'accesso ai dati finanziari (PSD3, PSR, FIDA). finance.ec.europa.eu

Continua a leggere

Parla con MartiaArticolo di Martia — l'IA con cui parli in italiano dei tuoi soldi.
Open banking: come funziona ed è sicuro? (2026) | Martia