Come gestire i soldi con uno stipendio basso: il bilancio quando ogni euro conta

Una guida per chi ha uno stipendio basso e non ne può più di sentirsi dire «basta rinunciare al caffè». Cifre italiane, priorità invece di percentuali, niente prediche.

Il bilancio con uno stipendio basso è un piano costruito sulle priorità, non sulle proporzioni. La soglia di rischio di povertà per una persona sola in Italia è di 1.030 € al mese (ISTAT ed Eurostat, redditi 2023): vicino a quella cifra casa, cibo e trasporti si prendono quasi tutto, e regole come la 50/30/20 smettono di tornare. Con poco non serve una percentuale migliore: serve un ordine in cui pagare le cose, e un modo per vedere dove va ogni euro senza doverlo scrivere.

Questa guida non ti dirà di spendere meno in caffè. Ti dirà come mettere in fila le spese quando ogni mese si chiude sul filo, senza colpe, senza consigli vuoti e senza dare per scontato che tu guadagni lo stipendio medio.

I punti chiave

  • 1.030 € al mese è la soglia di rischio di povertà per una persona sola in Italia (ISTAT ed Eurostat, redditi 2023); per una famiglia con due figli è 2.163 €
  • La 50/30/20 non regge con uno stipendio basso: usa la regola dei 4 Fondamenti di Martia, Tetto, Piatto, Strada, Cuscinetto, in quest'ordine
  • Un obiettivo di risparmio realistico è una cifra piccola e fissa ogni settimana, non il 10% dello stipendio: la regolarità conta più della cifra
  • Il margine più grande sta nei costi fissi: telefono, canone del conto, abbonamenti, assicurazioni, luce e gas. Non nel caffè
  • Vedere ogni movimento senza scriverlo sostituisce la disciplina: vedi il problema prima che diventi una crisi

Quanto è «poco» in Italia nel 2026? I numeri veri

Uno stipendio basso, in Italia, è uno stipendio che resta vicino alla soglia di rischio di povertà e lontano dalla mediana: quel livello di reddito in cui il bilancio è soprattutto un piano per arrivare a fine mese. Per orientarti, ecco i riferimenti pubblicati dall'ISTAT e le stime più citate sugli stipendi netti.

Soglie e redditi di riferimento in Italia (fonti e anni nella colonna a destra).

RiferimentoValoreFonte
Soglia di rischio di povertà, persona sola1.030 € al mese (12.363 € l'anno)ISTAT ed Eurostat, redditi 2023
Soglia di rischio di povertà, due adulti e due figli2.163 € al meseCalcolata sulla soglia ISTAT con la scala OCSE
Linea di povertà relativa, famiglia di due persone1.218,07 € di spesa al meseISTAT, La povertà in Italia, 2024
Stipendio netto mediano, stimatra 1.500 e 1.700 € al meseStime Money.it e Geopop su dati ISTAT e JobPricing, 2024
Reddito netto mediano delle famiglie2.503 € al mese (30.039 € l'anno)ISTAT, Condizioni di vita e reddito, 2024

Sono numeri ufficiali o stime prudenti. Ma per chi vive con quello stipendio la domanda non è «quanto è», è «cosa resta dopo aver pagato l'essenziale».

La tredicesima cambia il conto del mese

In Italia lo stipendio annuo si divide spesso in 13 o 14 mensilità. La tredicesima arriva a dicembre a quasi tutti i dipendenti; la quattordicesima, a giugno o luglio, solo se il contratto collettivo la prevede. Vuol dire che la busta paga dei mesi normali è più bassa di quanto sembri se dividi la RAL per dodici. Il bilancio si fa sul netto che ti entra davvero ogni mese, e la tredicesima si decide prima che arrivi.

Per una persona sola con 1.200 € netti, affitto, spesa e trasporti possono lasciare poche decine di euro liberi al mese. Con quella cifra bisogna costruire un cuscinetto, pagare il dentista e ogni tanto uscire con gli amici. Si può fare, ma non con le regole pensate per chi guadagna il doppio.

Redditi bassi in Italia: quattro numeri

1.030 €soglia di rischio di povertà al mese per una persona sola (ISTAT ed Eurostat, redditi 2023)
1.500–1.700 €stipendio netto mediano stimato al mese (Money.it e Geopop su dati ISTAT, 2024)
9,0%propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (ISTAT, 2024)
26%delle famiglie ha almeno un debito (Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie, 2022)

Fonti: ISTAT, Condizioni di vita e reddito delle famiglie 2023-2024, Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie 2022

Perché fare il bilancio con uno stipendio basso è davvero difficile?

Gestire il bilancio con un reddito basso è difficile per ragioni che non hanno niente a che fare con la disciplina o l'intelligenza: è una questione di aritmetica, di fatica mentale e di margine d'errore che non c'è. Quando lo stipendio copre a malapena l'essenziale, ogni imprevisto, una visita, un guasto alla lavatrice, una bolletta più alta, non è un fastidio. È una piccola crisi.

Perché «metti da parte il 10%» non funziona

Con 1.200 € netti, il 10% sono 120 € al mese. Se affitto, bollette, spesa e trasporti hanno già preso quasi tutto, quei 120 € non hanno da dove uscire. Fingere il contrario porta solo frustrazione, e spesso a lasciar perdere il bilancio del tutto.

Cos'è l'effetto scarsità?

L'effetto scarsità è il meccanismo per cui avere troppo poco restringe l'attenzione al problema più urgente. Sendhil Mullainathan ed Eldar Shafir lo descrivono nel libro Scarcity: Why Having Too Little Means So Much (Times Books, 2013): chi è a corto di soldi finisce «nel tunnel» del breve periodo, e questo rende più probabili scelte costose, come un prestito veloce o una rata per sostituire un elettrodomestico. Non è una questione di cattive abitudini: è l'effetto della mancanza di un cuscinetto.

Tre ostacoli veri con uno stipendio basso

  1. Nessun margine d'errore. Con 1.200 € netti, una spesa imprevista di 300 € (il dentista privato, la riparazione della macchina, le scarpe per il lavoro) manda subito il conto in rosso. Il cuscinetto non c'è perché non c'era da dove costruirlo.
  2. La fatica di pensare sempre ai soldi. Contare ogni euro consuma attenzione ed energia, le stesse che servirebbero per studiare, cercare un lavoro migliore o semplicemente riposare. È una fatica reale, e nessuno ha il diritto di dirti che dovresti «arrangiarti meglio».
  3. Costi fissi che non scendono con lo stipendio. Un affitto di 600 € è metà di uno stipendio di 1.200 €, e meno di un terzo di uno di 2.000 €. Non è una questione di scelte sbagliate: è aritmetica.

Se ti riconosci, non sei solo. E non è colpa tua.

Guarda dove va ogni euro

Con uno stipendio basso la visibilità conta più della disciplina. Colleghi il conto in sola lettura e chiedi a Martia in italiano: «dove sono finiti i soldi questa settimana?». La risposta arriva dai tuoi movimenti, senza quaderni né fogli di calcolo.

Parla con Martia

La regola dei 4 Fondamenti di Martia: come impostare il bilancio con poco

La regola dei 4 Fondamenti di Martia è un metodo per dare priorità alle spese con un reddito basso: il bilancio si divide in quattro livelli, in un ordine preciso, Tetto, Piatto, Strada, Cuscinetto. Ogni livello va coperto per intero prima di passare al successivo. Non sono percentuali: è un ordine.

Perché funziona meglio della 50/30/20 quando i soldi sono pochi? Perché non finge che tu abbia una scelta dove non ce l'hai. L'affitto e la bolletta della luce non sono «desideri», sono le fondamenta. L'ordine ti protegge dallo scenario peggiore: restare senza casa, senza cibo o senza modo di andare al lavoro.

Fondamento 1: il Tetto

Affitto o rata del mutuo, luce, gas, acqua, internet, la TARI. Tutto quello che serve per avere una casa in cui stare. Senza questo non c'è bilancio di cui parlare.

Fondamento 2: il Piatto

La spesa alimentare (al supermercato, non al ristorante), i prodotti per l'igiene, la farmacia e i ticket sanitari. Quello che ti tiene in salute e con le forze per lavorare.

Fondamento 3: la Strada

L'abbonamento dell'autobus o del treno, il carburante, il telefono. Tutto quello che ti permette di arrivare al lavoro e restare in contatto con le persone.

Fondamento 4: il Cuscinetto

Quello che resta va su un conto separato, anche solo 10 € a settimana. Il cuscinetto non è un lusso: è la tua assicurazione contro il prestito veloce.

Come funziona in pratica: un bilancio da 1.200 € netti

Modello illustrativo per una persona sola con 1.200 € netti al mese. Le cifre sono un esempio: dipendono da città, casa e situazione personale.

FondamentoEsempioSullo stipendioResta
1. Tetto600 €50%600 €
2. Piatto300 €25%300 €
3. Strada150 €12,5%150 €
4. Cuscinetto40 €3,3%110 €
Resta per vivere110 €9,2%0 €

110 € liberi non sono tanti. Ma sono una cifra precisa che puoi pianificare, non la vaga promessa di un «forse avanza qualcosa». Questo è già un bilancio.

Come abbassare i costi fissi quando ogni euro conta?

I costi fissi sono le spese che tornano ogni mese qualunque cosa tu faccia: affitto, utenze, telefono, assicurazioni, abbonamenti, spese del conto. Con uno stipendio basso è qui che sta il margine più grande, per un motivo semplice: una modifica fatta una volta lavora da sola, senza chiederti disciplina ogni giorno.

6 costi fissi da rivedere

  1. Telefono e internet. Se l'offerta ha qualche anno, confrontala con quelle attuali di TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad, Very Mobile o ho. e chiedi al tuo operatore di adeguarla. Una telefonata, e il risparmio si ripete ogni mese.
  2. Il conto corrente con il canone. Guarda l'estratto conto: righe come CANONE, COMMISSIONI o SPESE sono costi del conto. Esistono conti a canone zero, come il piano base di HYPE (0,00 € al mese) o N26 Standard. E finché la giacenza media resta sotto i 5.000 €, sul conto corrente non paghi l'imposta di bollo di 34,20 € l'anno.
  3. Gli abbonamenti che non usi. Netflix, Disney+, DAZN, Sky o NOW, Spotify, Amazon Prime, la palestra. Uno alla volta sembrano poco; insieme sono una bolletta in più. Come trovarli tutti è spiegato nella guida su quanto spendi in abbonamenti.
  4. Assicurazioni. Al rinnovo dell'RC auto chiedi più preventivi invece di accettare quello che arriva. E controlla se al conto o a un finanziamento è abbinata una polizza che non ti serve.
  5. Luce e gas. Confronta la tua offerta con quelle del Portale Offerte pubblico, dove trovi le offerte di tutti i venditori. Se hai un ISEE basso, verifica il bonus sociale per le bollette: ne parliamo più sotto.
  6. Le rate piccole. Il telefono, il divano, i pagamenti in tre rate con Scalapay, Klarna o PayPal: presi uno per uno sembrano leggeri. Sommali. Se hai una cessione del quinto, ricordati che la rata esce dalla busta paga e non la vedi mai sul conto, ma c'è. Segna quando finisce ogni rata e decidi prima dove andranno quei soldi, così non spariscono in una rata nuova.

La regola «una telefonata, un risparmio»

Con uno stipendio basso funzionano meglio le modifiche che chiedono fatica una volta sola e lavorano per dodici mesi. Se una telefonata all'operatore ti toglie 10 € al mese, sono 120 € in un anno. Per ottenere la stessa cifra rinunciando al caffè al bar dovresti scegliere diversamente ogni mattina, per tutto l'anno. Quale delle due strade è più realistica?

Se vuoi una guida completa per impostare il bilancio da zero, parti da come gestire il bilancio familiare. Se invece non sai nemmeno da dove escono i soldi, comincia da dove finiscono i miei soldi.

Si può risparmiare con uno stipendio basso? Sì, ma in un altro modo

Risparmiare con un reddito basso non è un esercizio di disciplina: è un esercizio di automatismo e di realismo. Chi ti dice «basta mettere da parte il 10%» o guadagna bene e non ricorda com'era, o non ci ha mai provato con 1.200 € netti.

Il metodo delle piccole cifre: la regolarità batte la grandezza

La strategia realistica è partire da una cifra che non senti. 5 € a settimana. 10 €. Deve essere abbastanza piccola da non farti pensare «non posso permettermelo», perché altrimenti annulli il bonifico alla prima settimana storta. 10 € a settimana per un anno fanno 520 €; 20 € fanno 1.040 €. È il tuo primo cuscinetto: la cifra che, quando si rompe la lavatrice, ti evita il prestito veloce.

La regola del primo bonifico

La regola del primo bonifico dice: metti da parte subito dopo lo stipendio, prima di cominciare a spendere. Non a fine mese, quando «vedi cosa resta»: non resta niente. Sull'estratto conto lo stipendio compare come ACCREDITO STIPENDIO; programma il bonifico periodico per il giorno dopo, in automatico, senza doverci pensare. Quanto deve diventare grande il cuscinetto, e dove tenerlo, lo spiega la guida sul fondo di emergenza.

Mito e realtà

Mito: «Se guadagni poco non ha senso risparmiare, tanto non metti da parte niente di utile.»

Realtà: le prime poche centinaia di euro di cuscinetto sono quelle che contano di più. Sono loro a separarti dal prestito veloce, dallo scoperto sul conto e dalla rata per ricomprare la lavatrice, cioè dalle soluzioni che costano di più proprio a chi ha meno. Mettere da parte 40 € al mese non è inutile. È comprare un po' di tranquillità.

Dove tenere il piccolo cuscinetto?

Su un conto separato, anche nella stessa banca del conto principale. Contano tre cose: che sia separato, così non lo vedi nel saldo di tutti i giorni; che i soldi possano tornare indietro subito in caso di vera emergenza, e con un bonifico istantaneo arrivano in pochi secondi; che non abbia spese. Conti deposito e titoli vengono dopo, quando il cuscinetto è cresciuto: all'inizio conta di più poter usare i soldi subito che il loro rendimento.

Se il problema non è quanto guadagni ma il fatto che a fine mese non resta mai niente, leggi anche perché non riesco a risparmiare.

Automatizza, invece di contare sulla forza di volontà

Con uno stipendio basso contare le spese a mano si sfalda presto. Martia legge i movimenti del conto in sola lettura, li mette in categoria e ti risponde in italiano quando chiedi «quanto ho speso al supermercato questa settimana?». Tu decidi, lei ti mostra i numeri.

Parla con Martia

I 5 errori di bilancio più comuni con uno stipendio basso

Gli errori di bilancio con un reddito basso nascono quasi sempre dal provare a seguire consigli scritti per chi guadagna di più, e dal darsi la colpa quando non funzionano. Ecco le trappole più comuni e come evitarle.

  1. Usare la 50/30/20 come un dogma. Con uno stipendio basso le sole necessità superano la metà delle entrate. Le proporzioni pensate per chi guadagna il doppio non hanno senso con 1.200 €. Metti in fila le priorità con i Fondamenti; la regola 50/30/20 torna utile quando le entrate crescono.
  2. Rateizzare le piccole spese. Un acquisto in tre rate, un prestito veloce per arrivare a fine mese, una carta revolving usata come se fosse un'entrata: ogni rata sembra piccola, ma si accumulano e costano. Se mancano i soldi per l'essenziale, prima di firmare un finanziamento parla con i servizi sociali del tuo Comune.
  3. Rimandare i piccoli pagamenti. Una bolletta pagata in ritardo porta interessi di mora; una rata saltata può pesare sulla tua storia creditizia per anni. Sono tasse nascoste sul caos. Gli addebiti diretti (ADDEBITO SDD) sulle bollette e un promemoria sul calendario per il resto ti proteggono da un costo che non dipende dallo stipendio.
  4. Tenere il cuscinetto sul conto principale. Se 300 € di scorta stanno sullo stesso conto delle spese di tutti i giorni, verranno spesi. Non è una questione di carattere, è una questione di visibilità. La soluzione è un conto separato.
  5. Ignorare gli aiuti pubblici. ISEE, Assegno unico, bonus sociale per le bollette: non sono favori, sono diritti. Se rientri nelle soglie, hai diritto a usarli. La vergogna è un mito; questi strumenti esistono per riequilibrare le cose.

Per le ragioni strutturali per cui il risparmio «non viene» anche a chi guadagna abbastanza, c'è la guida su come risparmiare soldi ogni mese.

Aiuti e strumenti per chi ha uno stipendio basso in Italia

Gestire il bilancio con un reddito basso è più facile quando usi strumenti che tolgono fatica e chiedi gli aiuti a cui hai diritto. L'elenco qui sotto non è completo, ma copre i punti di partenza più importanti in Italia.

Gli aiuti pubblici

  • ISEE. È l'indicatore della situazione economica della famiglia, e quasi tutti gli aiuti passano da lì. Si ottiene presentando la DSU sul sito dell'INPS o con l'aiuto di un CAF.
  • Assegno unico per i figli. Lo paga l'INPS ogni mese per i figli a carico, e l'importo dipende dall'ISEE.
  • Bonus sociale per luce e gas. Uno sconto sulle bollette per le famiglie con ISEE sotto la soglia, riconosciuto in automatico quando presenti la DSU.
  • Assegno di inclusione. Un sostegno per alcune famiglie con ISEE basso in cui ci sono minori, persone con disabilità o over 60.
  • Servizi sociali del Comune. Non solo contributi: aiutano a capire a cosa hai diritto e a orientarti tra le domande.
  • Arbitro Bancario Finanziario. Se hai una controversia con una banca o una finanziaria, l'ABF, istituito dalla Banca d'Italia, è un'alternativa più semplice al giudice.

Gli strumenti digitali: visibilità invece di disciplina

Le app per il bilancio aiutano di più proprio chi ne ha più bisogno, cioè chi deve far quadrare ogni euro. Martia si collega al conto tramite l'open banking europeo (PSD2), in sola lettura, e mette ogni movimento in categoria da sola. Non devi scrivere gli acquisti né ricordare gli importi: puoi chiedere a Martia in italiano «dove sono finiti i soldi questa settimana?». Diciamolo chiaramente: Martia costa 9 € al mese o 59 € all'anno. Se oggi quella cifra pesa sul tuo bilancio, un quaderno o un foglio di calcolo fanno lo stesso lavoro con più fatica; il confronto onesto è nella guida bilancio familiare: app o Excel?.

Il controllo della domenica di Martia

Il controllo della domenica di Martia è un rito breve, una volta alla settimana, sempre nello stesso giorno. Guardi quanto hai speso in settimana, dove è andata la fetta più grande, se ogni Fondamento è rimasto dentro la cifra che hai deciso tu e quanto è finito nel Cuscinetto. Le cifre di riferimento le scegli tu: Martia somma le spese per categoria e ti risponde, non ti impone limiti. Con poco, un rito breve dura; quelli lunghi si abbandonano.

Chiedi a Martia dove puoi respirare

Chiedi in italiano «quanto ho speso di spesa alimentare a settembre?» o «qual è la spesa fissa più pesante?» e ricevi una risposta dai tuoi movimenti veri. Senza Excel, senza scrivere niente a mano.

Parla con Martia

Raccomandazione rapida

  • Primo passo: Scrivi i costi fissi — senza sapere quanto costa l'essenziale non si pianifica.
  • Obiettivo di risparmio: Una cifra piccola ogni settimana — con un bonifico automatico il giorno dopo lo stipendio.
  • Dove cercare margine: Nei costi fissi — telefono, canone del conto, abbonamenti, luce e gas.
  • Per vedere le spese: I movimenti in automatico — un'app in sola lettura come Martia, o un quaderno se oggi l'abbonamento pesa.

Domande frequenti

Guadagno 1.200 € netti al mese: come faccio a vivere e mettere da parte qualcosa?

Parti dai costi che devi pagare comunque: casa e utenze, cibo e farmacia, trasporti e telefono. Sottraili dai 1.200 € e guarda quanto resta davvero. Poi, il giorno dopo l'accredito dello stipendio, programma un bonifico automatico di una cifra piccola, anche 10 € a settimana, verso un conto separato. Non puntare al 10% dello stipendio: punta a una cifra che non ti costringa a tornare indietro alla prima settimana difficile. Se il tuo contratto prevede la tredicesima, decidi prima di dicembre quanta parte va in quel conto. Non è una questione di disciplina, è una questione di ordine.

Come si fa il bilancio con uno stipendio basso in Italia?

Con uno stipendio basso il bilancio si costruisce sulle priorità, non sulle percentuali. Per orientarti: la soglia di rischio di povertà per una persona sola in Italia è di 1.030 € al mese (ISTAT ed Eurostat, redditi 2023). Vicino a quella cifra casa, cibo e trasporti si prendono quasi tutto, e la regola 50/30/20 smette di tornare. Meglio un ordine fisso: prima la casa, poi il cibo, poi gli spostamenti, poi un piccolo fondo per gli imprevisti. È la regola dei 4 Fondamenti di Martia: Tetto, Piatto, Strada, Cuscinetto.

Si può risparmiare con 1.000 € al mese?

Sì, se cambi l'idea di risparmio. Invece di un obiettivo in percentuale, parti da una cifra fissa e piccola, per esempio 10 € a settimana, spostata in automatico su un conto separato subito dopo lo stipendio. In un anno sono 520 €: un cuscinetto che copre una visita dal dentista o un guasto senza chiedere un prestito. Conta più la regolarità della cifra, e l'automatismo conta più della forza di volontà.

Su cosa risparmiare con un reddito basso senza rinunciare all'essenziale?

Il margine più grande sta nei costi fissi, non nei piccoli piaceri. Controlla l'offerta di telefono e internet, il canone del conto corrente (esistono conti a canone zero, come il piano base di HYPE o N26 Standard), gli abbonamenti che non usi, l'RC auto al rinnovo e l'offerta di luce e gas. Somma anche le rate piccole, come i pagamenti in tre rate con Scalapay, Klarna o PayPal. Una modifica fatta una volta lavora per dodici mesi; rinunciare al caffè va rifatto ogni mattina.

Quali aiuti ci sono in Italia per chi ha un reddito basso?

Quasi tutti passano dall'ISEE, l'indicatore della situazione economica della famiglia, che si ottiene presentando la DSU sul sito dell'INPS o con l'aiuto di un CAF. Con l'ISEE puoi accedere all'Assegno unico per i figli, il cui importo dipende proprio dall'ISEE, e al bonus sociale per luce e gas, che viene riconosciuto in automatico se l'ISEE è sotto la soglia. Alcune famiglie con ISEE basso e con minori, persone con disabilità o over 60 possono chiedere l'Assegno di inclusione. I servizi sociali del Comune aiutano a capire a cosa hai diritto. Non c'è niente di cui vergognarsi: questi strumenti esistono per essere usati.

La regola 50/30/20 funziona con uno stipendio basso?

Non nella forma classica. La regola 50/30/20 presuppone che metà delle entrate basti per le necessità. Con uno stipendio vicino alla soglia di rischio di povertà, che per una persona sola è di 1.030 € al mese (ISTAT ed Eurostat, redditi 2023), l'affitto da solo può prendersi metà dello stipendio, e con cibo e trasporti le necessità vanno ben oltre il 50%. Per questo conviene lavorare con un ordine di priorità, come la regola dei 4 Fondamenti di Martia, e tornare alla 50/30/20 quando le entrate crescono.

Come controllare le spese quando ogni euro conta?

Con uno stipendio basso controllare le spese è una questione di visibilità, non di disciplina. Scrivere ogni spesa a mano regge poche settimane: ti dimentichi i pagamenti piccoli e alla fine lasci perdere. Più efficace è vedere tutti i movimenti in automatico. Martia si collega al conto tramite l'open banking europeo (PSD2), in sola lettura, mette ogni movimento in categoria e ti lascia chiedere in italiano «dove sono finiti i soldi questa settimana?». Costa 9 € al mese o 59 € all'anno; se oggi quella cifra pesa, un quaderno fa lo stesso lavoro con più fatica.

Quanto si può risparmiare con uno stipendio basso?

Meno di quanto dicono le guide, e va bene così. Un obiettivo realistico per i primi mesi è una cifra fissa tra 5 e 20 € a settimana, in automatico. A 20 € a settimana, in un anno sono 1.040 €. Cifre più alte arrivano quando abbassi i costi fissi, perché lì ogni euro recuperato si ripete ogni mese. La cifra conta meno della regolarità: un bonifico piccolo che parte sempre vale più di uno grande che salti.

Ha senso fare un bilancio se guadagno poco?

Sì, e ha più senso che con uno stipendio alto, perché ogni scelta fatta senza guardare pesa di più. Non servono tabelle complicate o percentuali rigide, serve vedere dove vanno i soldi e quali uscite puoi fermare senza peggiorare la tua vita. Mullainathan e Shafir, nel libro Scarcity (2013), descrivono come la scarsità restringa l'attenzione al breve periodo e renda più probabili le scelte costose. Un ordine semplice, come i 4 Fondamenti di Martia, toglie un po' di quel peso.

Fonti

  • ISTAT (2025), Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2023 e 2024: soglia di rischio di povertà di 12.363 € l'anno per una persona sola, reddito netto mediano delle famiglie di 30.039 € l'anno, istat.it
  • ISTAT (2025), La povertà in Italia, anno 2024: linea di povertà relativa di 1.218,07 € al mese per due persone, istat.it
  • ISTAT (2025), Conti nazionali per settore istituzionale: propensione al risparmio delle famiglie al 9,0% nel 2024, ripreso da ansa.it
  • Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, anno 2022: 26% delle famiglie con almeno un debito, bancaditalia.it
  • Money.it (2024), stime dello stipendio netto medio e mediano in Italia, money.it
  • Mullainathan S., Shafir E. (2013), Scarcity: Why Having Too Little Means So Much, Times Books
  • HYPE, piani e canoni (consultato il 30 agosto 2026), hype.it
  • N26 Italia, conto corrente (consultato il 30 agosto 2026), n26.com

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