La spesa alimentare è tutto quello che in un mese esce per mangiare: supermercato, bar, ristoranti, pizza da asporto e consegne a domicilio. Secondo l'ISTAT nel 2024 una famiglia italiana ha speso in media 532,85 € al mese in prodotti alimentari e bevande analcoliche, il 19,3% della spesa totale. Solo la casa, con utenze e affitti figurativi, pesa di più.
Il problema è che è facile non sapere quanto va davvero in cibo. Prova così: prima di aprire l'app della banca, scrivi a memoria quanto hai speso per mangiare il mese scorso. Poi somma supermercato, bar e consegne. La distanza tra i due numeri è il motivo per cui controllare la spesa alimentare è insieme la cosa più difficile e quella che rende di più.
I punti chiave
- Il cibo è la seconda voce del bilancio: 532,85 € al mese a famiglia, il 19,3% della spesa (ISTAT, 2024)
- La Regola dei 4 Carrelli di Martia divide il budget per mangiare in quattro parti, ognuna con il suo limite
- Le famiglie italiane producono 98 kg di rifiuti alimentari per abitante, contro 69 kg di media UE (Eurostat, 2023). Un menu settimanale con la lista della spesa colpisce proprio lì
- Non fare la spesa affamato: in uno studio su PNAS (2015) chi aveva fame comprava di più, persino oggetti che non si mangiano
- Martia separa da sola la spesa alimentare da ristoranti e bar: vedi quanto va al supermercato e quanto fuori casa
Quanto spendono gli italiani per la spesa alimentare al mese?
La spesa alimentare delle famiglie italiane è stabile in euro e pesa quasi un quinto dei consumi. Secondo il report ISTAT «Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2024» (ottobre 2025), la spesa media mensile è di 2.755 € a famiglia, di cui 532,85 € in prodotti alimentari e bevande analcoliche. Nel 2023 erano 526,12 €. La voce singola più pesante del carrello è la carne: 111 € al mese.
Ma la media dice poco senza il contesto. Quanto spendi per mangiare dipende da quante persone ci sono a tavola, da dove vivi e da quanto mangi fuori. Nello stesso anno il 31,1% delle famiglie ha dichiarato di aver limitato la quantità o la qualità del cibo acquistato rispetto all'anno prima. Se stai cercando di spendere meno per mangiare, non sei l'unico. Quasi una famiglia su tre ci sta provando.
Spesa alimentare per tipo di famiglia
| Famiglia | Alimentari e bevande analcoliche / mese | Quota sulla spesa totale |
|---|---|---|
| Coppia senza figli, under 35 | 448 € | 13,8% |
| Media di tutte le famiglie | 532,85 € | 19,3% |
| Coppia con tre o più figli | 819 € | 22,2% |
Dati 2024. Fonte: ISTAT, Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2024 (report e prospetto A). Le cifre da una a cinque o più persone, a testa, per Nord e Sud e con le mediane sono nella guida alla spesa alimentare media mensile.
Nord e Sud: stessi euro, peso diverso
In Italia la distanza non sta tanto in quanto costa mangiare, ma in quanto pesa sul resto. Secondo l'ISTAT gli alimentari sono il 25,4% della spesa delle famiglie al Sud e il 17,4% nel Nord-est, con un massimo del 28,2% in Calabria e un minimo del 14,6% in Trentino-Alto Adige. Applicando queste quote alla spesa media delle due ripartizioni (2.198,61 € al Sud, 3.032,40 € nel Nord-est) si arriva a circa 558 € contro circa 528 € al mese: cifre vicine, su bilanci molto diversi. Al Nord, invece, cresce la voce fuori casa: nel Nord-est la ristorazione e gli alloggi valgono 209 € al mese, contro i 162 € della media nazionale.
Mito e realtà: al Sud si spende meno per mangiare?
Mito: al Sud la spesa alimentare costa molto meno. Realtà: in euro la differenza è piccola, circa 558 € contro circa 528 € al mese nel Nord-est, sui dati ISTAT 2024. Cambia il peso: al Sud il cibo si prende il 25,4% di tutta la spesa della famiglia, nel Nord-est il 17,4%. Per questo lo stesso carrello pesa di più dove i bilanci sono più stretti.
Le famiglie italiane e il cibo
Fonti: ISTAT, Spese per consumi delle famiglie 2024 (2025), Eurostat, env_wasfw (dati 2023)
Perché la spesa per mangiare è più alta di quanto pensi?
La spesa alimentare è la categoria in cui è più facile che quello che ricordi e quello che dice il conto corrente non coincidano. La memoria perde i costi piccoli: il caffè al bar, lo snack in autogrill, la spesa «al volo» tornando a casa. Lo stesso meccanismo vale per tutto il bilancio, e lo trovi spiegato nella guida dove finiscono i miei soldi.
5 voci nascoste che gonfiano la spesa alimentare
- Colazione al bar. Se caffè e cornetto ti costano 3 € ogni giorno lavorativo, sono circa 66 € al mese e quasi 800 € all'anno. Per confronto, una famiglia spende in media 14,89 € al mese per il caffè comprato al supermercato (ISTAT, 2024). Non devi rinunciarci, ma conviene sapere quanto costa.
- Consegne a domicilio e asporto. Tre ordini a settimana da 20 € su Just Eat, Glovo o Deliveroo fanno circa 260 € al mese. Al prezzo del piatto si aggiungono di solito la consegna e spesso un costo di servizio: li trovi nel riepilogo dell'ordine.
- Il cibo che finisce nella spazzatura. Secondo Eurostat nel 2023 le famiglie italiane hanno prodotto 98 kg di rifiuti alimentari per abitante, contro 69 kg di media UE. Lungo tutta la filiera, dal campo al piatto, sono 138 kg. Ogni chilo buttato è un chilo pagato.
- Gli acquisti d'impulso alla cassa. Le zone vicino alle casse sono pensate per farti prendere qualcosa in più. Una barretta da 1,50 € tre volte a settimana sono circa 20 € al mese.
- Le offerte su cose che non ti servono. «Il secondo a metà prezzo» suona bene, ma se la seconda confezione scade prima che tu la apra non è un risparmio, è una spesa in più. L'offerta conviene solo su quello che avresti comprato comunque.
Perché sottovalutiamo quanto spendiamo per mangiare?
L'economia comportamentale lo chiama contabilità mentale (in inglese mental accounting): dividiamo i soldi in «conti nella testa» e giudichiamo ogni spesa separata dalle altre. È uno dei contributi premiati con il Nobel per l'economia 2017. Contiamo la spesa grande del sabato, ma non i caffè, gli snack e i piccoli acquisti di passaggio. Il cervello li tratta come irrilevanti finché qualcuno non li somma a fine mese. Per questo il tracciamento automatico dei movimenti, per esempio in Martia, mostra il quadro vero, senza il filtro della memoria.
La Regola dei 4 Carrelli di Martia: come dividere il budget per mangiare
La Regola dei 4 Carrelli di Martia è un metodo per dividere il budget alimentare in quattro parti, ognuna con una percentuale fissa. Invece di un solo «cibo: 600 €» hai quattro budget più piccoli, ciascuno con uno scopo chiaro. Così controlli la spesa senza abbassare la qualità di quello che mangi.
| Carrello | Quota | Cosa ci va | Su 600 € al mese |
|---|---|---|---|
| 1. Dispensa | 60% | Pasta, riso, farina, pane, legumi secchi, olio, passata, scatolame, spezie. La base dei pasti: prezzi stabili, lunga conservazione. | 360 € |
| 2. Proteine e latticini | 20% | Carne, pesce, uova, formaggi, yogurt, latte. La categoria più cara al chilo: qui la pianificazione fa la differenza. | 120 € |
| 3. Frutta e verdura | 15% | Di stagione: d'inverno agrumi, cavoli e finocchi, d'estate pomodori, zucchine e pesche. Fuori stagione gli stessi prodotti costano di più. | 90 € |
| 4. Sfizi | 5% | Dolci, patatine, bibite, il caffè speciale, i piccoli lussi. Non eliminarli: dagli un limite consapevole. | 30 € |
Come fissare il tuo budget per la spesa alimentare?
Il metodo migliore è il metodo storico: guarda quanto hai speso per mangiare negli ultimi 3 mesi (Martia lo calcola da sola), fai la media e parti da lì. Non dai 350 € dei buoni propositi, se ne spendi 650. Parti da 600 € e scendi del 5–10% al mese. Le abitudini che durano si costruiscono così, non con un taglio drastico da un giorno all'altro.
Un budget ragionevole per chi vive da solo è il 15–20% del reddito netto. Per una coppia senza figli il 18–22%, per una famiglia con figli il 20–28%. Sono punti di partenza, non regole: ogni situazione è diversa. Se superi il 30%, guarda con attenzione quanto va in ristoranti, bar e consegne. Come termine di paragone, secondo l'ISTAT nel 2024 gli alimentari erano il 19,3% della spesa delle famiglie italiane.
Scopri quanto spendi davvero per mangiare
Chiedi a Martia «quanto ho speso al supermercato negli ultimi tre mesi?» e ricevi la risposta dai tuoi movimenti reali, con spesa alimentare, ristoranti e consegne separati. Niente da inserire a mano.
Pianificare i pasti della settimana: il modo più semplice per spendere meno
Pianificare i pasti (meal planning) significa decidere il menu di tutta la settimana prima di fare la spesa. È il primo passo perché colpisce le due cause più comuni del cibo buttato: comprare più di quanto si mangia e dimenticare quello che c'è già in frigo. Con 98 kg di rifiuti alimentari domestici per abitante (Eurostat, 2023), in Italia c'è margine.
Come pianificare i pasti passo per passo
- Guarda cosa hai in casa. Prima di pianificare, apri frigo, freezer e dispensa. Cosa va consumato prima che vada a male? Costruisci il menu attorno a quello.
- Scrivi il menu di 7 giorni. Non servono 21 pasti pianificati. Bastano 5 cene (2 con gli avanzi), 3 colazioni tipo e 2 pranzi da portare al lavoro. Ripetere non è un difetto: è efficienza.
- Dal menu, la lista della spesa. Scrivi esattamente cosa comprare e raggruppalo per reparto (frutta e verdura, latticini, carne, secco), così non giri tra gli scaffali senza meta. Ogni corsia in più è un'occasione per un acquisto d'impulso.
- Cucina porzioni in più. Cucini una volta, mangi due. Ragù, minestrone, pasta e fagioli, parmigiana: il giorno dopo sono anche più buoni. Tre porzioni non costano il triplo di una.
Il metodo della domenica: 30 minuti per tutta la settimana
Scegli un giorno fisso per pianificare, per molti è la domenica. 15 minuti per il menu, 15 per la lista della spesa. Fai la spesa il giorno dopo, in un solo giro. Questo rituale di mezz'ora trasforma il «cosa mangiamo stasera?» di ogni giorno in una sola decisione a settimana, e riduce i passaggi al supermercato.
Quanto costa il menu settimanale per due persone?
Un riferimento lo dà l'ISTAT: nel 2024 una coppia senza figli sotto i 35 anni ha speso in media 448 € al mese in alimentari e bevande analcoliche, cioè circa 103 € a settimana (solo spesa, senza ristoranti). Con un menu pianificato puoi puntare sotto questa media. Gli ingredienti: cucina di stagione, porzioni in più e avanzi usati bene.
Come fare una spesa più economica: consigli pratici
Una spesa più economica non vuol dire comprare i prodotti che costano meno in assoluto. Vuol dire comprare i prodotti giusti, nel posto giusto, al momento giusto. Questi metodi non ti chiedono di mangiare peggio.
Dove conviene comprare cosa
| Categoria | Dove confrontare | Perché |
|---|---|---|
| Secco e scatolame | Discount: Eurospin, Lidl, MD, Penny | Confronta il prezzo al chilo delle loro marche |
| Marche del distributore | Conad, Coop, Esselunga, Carrefour | Stesso scaffale, spesso prezzo più basso della marca |
| Carne | Macelleria di quartiere | Compri a peso esattamente quanto mangi |
| Frutta e verdura | Mercato rionale | In stagione confronti più banchi in pochi passi |
| Biologico | Linea bio del supermercato | Confronta il prezzo al chilo con il negozio bio |
10 consigli collaudati per spendere meno al supermercato
- Fai la spesa a stomaco pieno. In uno studio pubblicato su PNAS (2015) i clienti affamati di un grande magazzino compravano più prodotti, anche oggetti che non si mangiano. La fame spinge a comprare in generale.
- Prova le marche del distributore. I prodotti a marchio Conad, Coop o Esselunga e quelli dei discount di solito costano meno dei marchi noti. Confronta ingredienti e prezzo al chilo prima di scegliere.
- Guarda il prezzo al chilo, non a confezione. La confezione grande non sempre costa meno al chilo. Il Codice del consumo (artt. 14–17), che recepisce la direttiva europea 98/6/CE, obbliga il negozio a indicare accanto al prezzo anche il prezzo per unità di misura (al chilo, al litro). Confronta quello.
- Compra di stagione. Le fragole a dicembre costano molto più che a maggio. Mele, carote, cavoli e legumi restano economici tutto l'anno.
- Usa il freezer. Carne in offerta, pane, verdure: il congelatore è il tuo alleato contro gli sprechi e i prezzi alti.
- Non fare la spesa di tutti i giorni nel minimarket. Confronta i prezzi degli stessi prodotti con il supermercato e tieni il negozio sotto casa per le urgenze vere.
- Leggi i volantini. Le catene li pubblicano ogni settimana, anche nelle loro app. Costruisci il menu attorno a quello che è in offerta, non il contrario.
- Cucina invece di ordinare. Calcola il costo di una cena fatta in casa dallo scontrino e confrontalo con l'ultimo ordine a domicilio. La differenza moltiplicata per gli ordini del mese è la cifra su cui decidi tu.
- Cerca i prodotti in scadenza. Molti supermercati hanno uno scaffale o un bollino con lo sconto per i prodotti vicini alla scadenza. Se li mangi entro 1–2 giorni, è risparmio puro.
- Prova Too Good To Go. Bar, forni e negozi ci mettono in vendita il cibo invenduto della giornata a meno del prezzo pieno.
Mangiare fuori: la voce che cresce senza farsi notare
Mangiare fuori comprende ristoranti, pizzerie, bar, asporto e consegne a domicilio: spese che nel bilancio familiare crescono spesso senza che nessuno se ne accorga. Secondo l'ISTAT nel 2024 le famiglie hanno speso in media 162 € al mese in servizi di ristorazione e di alloggio, il 5,9% della spesa, con un aumento del 4,1% sul 2023. È una delle poche voci cresciute in modo statisticamente significativo.
Chi spende di più fuori casa?
| Famiglia | Ristorazione e alloggio / mese | Quota sulla spesa totale |
|---|---|---|
| Media di tutte le famiglie | 162 € | 5,9% |
| Persona sola, 18–34 anni | 178 € | 9,4% |
| Famiglie del Nord-est | 209 € | 6,9% |
| Coppia senza figli, under 35 | 291 € | 8,9% |
Dati 2024. Fonte: ISTAT, Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2024. La voce ISTAT comprende anche gli alloggi (hotel, B&B), non solo ristoranti e bar.
Il prezzo del singolo pasto calcolalo su di te: il costo di una cena fatta in casa, dallo scontrino, contro l'ultimo conto del ristorante o dell'app. La differenza per il numero di uscite del mese è la tua tariffa.
Non rinunciare: metti un budget
L'obiettivo non è non mangiare mai fuori. La pizza con gli amici è un piacere a cui non vale la pena rinunciare. L'obiettivo è avere un limite consapevole. Separa dal budget per mangiare una cifra precisa per ristoranti e bar, per esempio 100–150 € al mese, e rispettala. Il resto lo cucini a casa.
Martia separa da sola Spesa alimentare e Ristoranti e bar, quindi vedi esattamente quanto va dove senza categorizzare niente a mano. Un dettaglio italiano da sapere: se paghi il bar con Satispay, sul conto corrente vedi solo la ricarica («RICARICA SATISPAY»), non il bar. Quella parte finisce in un'unica riga. Per il resto puoi semplicemente chiedere a Martia in italiano «quanto ho speso per mangiare a marzo?» e ricevere la risposta dai tuoi movimenti reali. Se vuoi capire come funziona la classificazione, c'è la guida alla categorizzazione automatica delle spese.
Tracciare la spesa alimentare in automatico con Martia
Il tracciamento automatico della spesa alimentare è la funzione di un'app finanziaria che registra e classifica da sola ogni movimento legato a cibo, bar e ristoranti. Funziona bene per controllare quanto spendi per mangiare perché elimina il problema delle piccole spese dimenticate.
Come Martia automatizza il controllo della spesa alimentare
- Collegamento al conto: Martia si collega al tuo conto corrente tramite open banking (Enable Banking, direttiva PSD2) tra le banche supportate. Controlla l'elenco prima di collegare il conto.
- Categorie automatiche: Conad, Esselunga, Lidl, Eurospin vanno in Spesa alimentare. McDonald's, Autogrill, Just Eat, Glovo in Ristoranti e bar.
- Andamento nel tempo: vedi come cambia la spesa per mangiare di mese in mese. Sale? Scende? In quale settimana spendi di più?
- Tutti i conti in un posto: se paghi la spesa con la carta PagoBANCOMAT di un conto e la cena con la carta di un altro, Martia somma tutto in un'unica vista. Ne parliamo nella guida su come vedere tutti i conti in un'unica app.
Il Controllo delle Tre Domande di Martia
Una volta a settimana, per esempio la domenica mattina, apri Martia e fai tre domande: quanto ho speso per mangiare questa settimana? Sono dentro il limite? Quali movimenti mi hanno sorpreso? Le risposte arrivano dai tuoi movimenti, quindi il controllo della spesa alimentare non richiede quaderni né di registrare ogni euro a mano.
Open banking: è sicuro?
Quando colleghi il conto a Martia non dai mai la password della banca. Autorizzi l'accesso dalla schermata ufficiale della tua banca. Martia può solo leggere i movimenti: non può fare bonifici, cambiare impostazioni o modificare i tuoi dati. Le regole le fissa la direttiva europea PSD2. Trovi i dettagli nella guida Open banking: come funziona ed è sicuro?.
Martia: l'AI con cui parli dei tuoi soldi, in italiano
Chiedi in italiano «quanto ho speso per mangiare a marzo?» o «dove sto spendendo più del solito?» e ricevi la risposta dai tuoi movimenti reali. Niente fogli Excel, niente da inserire a mano.
Raccomandazione rapida
- Il metodo più semplice: Menu settimanale + lista della spesa — colpisce le due cause più comuni del cibo buttato: comprare troppo e dimenticare quello che c'è in frigo.
- Lo strumento più rapido: Martia — separa da sola Spesa alimentare e Ristoranti e bar, così vedi il quadro vero senza il filtro della memoria.
- Per chi comincia: 3 mesi di osservazione, poi -5–10% al mese — parti da quanto spendi davvero, non dalla cifra dei buoni propositi.
- Per chi vuole di più: Regola dei 4 Carrelli + meal prep la domenica — 60% dispensa, 20% proteine e latticini, 15% frutta e verdura, 5% sfizi.
Domande frequenti
Quanto spendono gli italiani per la spesa alimentare al mese?
Secondo l'ISTAT (Le spese per i consumi delle famiglie, anno 2024) una famiglia italiana spende in media 532,85 € al mese in prodotti alimentari e bevande analcoliche, il 19,3% della spesa totale di 2.755 €. Il dato è stabile rispetto al 2023 (526,12 €). A questa cifra si aggiungono in media 162 € al mese per servizi di ristorazione e di alloggio. Il peso cambia molto con la famiglia: una coppia senza figli sotto i 35 anni spende 448 € al mese in alimentari, una coppia con tre o più figli 819 €.
Come ridurre la spesa alimentare senza mangiare peggio?
Parti da quanto spendi davvero: somma supermercato, bar, ristoranti e consegne degli ultimi tre mesi (Martia lo fa in automatico dai movimenti del conto). Poi pianifica i pasti della settimana con una lista della spesa e applica la Regola dei 4 Carrelli di Martia: dispensa 60%, proteine e latticini 20%, frutta e verdura 15%, sfizi 5%. Non si tratta di rinunciare a quello che ti piace, ma di decidere in anticipo quanto ci metti.
Quanto dovrei spendere per mangiare in rapporto allo stipendio?
Un punto di partenza ragionevole è il 15–25% del reddito netto, a seconda di quante persone mangiano a casa. Con 1.800 € netti al mese sono 270–450 €. Come riferimento, secondo l'ISTAT nel 2024 gli alimentari pesavano il 19,3% della spesa delle famiglie italiane, con forti differenze territoriali: 25,4% al Sud, 17,4% nel Nord-est. Se superi il 30%, guarda prima la voce ristoranti, bar e consegne a domicilio.
Pianificare i pasti fa davvero risparmiare?
Sì, perché colpisce le due cause più comuni del cibo buttato: comprare troppo e dimenticare quello che c'è in frigo. Secondo Eurostat nel 2023 le famiglie italiane hanno prodotto 98 kg di rifiuti alimentari per abitante, contro una media UE di 69 kg. Un menu settimanale con la lista della spesa ti fa comprare quello che mangerai e ti dice cosa consumare prima. E riduce le cene ordinate solo perché non sapevi cosa cucinare.
Come tenere traccia della spesa alimentare in automatico?
Martia si collega al conto corrente tramite open banking (direttiva europea PSD2, accesso in sola lettura) e assegna ogni movimento a una categoria. I pagamenti POS da Conad, Esselunga, Lidl o Eurospin finiscono in Spesa alimentare, quelli a McDonald's, Autogrill, Just Eat o Glovo in Ristoranti e bar. Poi puoi chiedere a Martia in italiano quanto hai speso per mangiare il mese scorso e ricevi la risposta dai tuoi movimenti reali.
Dove conviene fare la spesa in Italia?
Per i prodotti secchi e in scatola confronta i discount come Eurospin, Lidl, MD e Penny e le marche del distributore delle grandi catene (Conad, Coop, Esselunga). Per frutta e verdura di stagione vale la pena confrontare il mercato rionale. In ogni caso guarda il prezzo per unità di misura (al chilo o al litro): il Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005, artt. 14–17), che recepisce la direttiva europea 98/6/CE, obbliga il negozio a indicarlo accanto al prezzo di vendita.
Il meal prep conviene?
Sì. Il meal prep, cioè cucinare in una volta i pasti di più giorni, è uno dei modi più semplici per risparmiare sulla spesa alimentare. Tre porzioni non costano il triplo di una, e usi gli ingredienti prima che vadano a male. Conta, perché secondo Eurostat nel 2023 le famiglie italiane hanno prodotto 98 kg di rifiuti alimentari per abitante. In più pensi meno a cosa cucinare, fai meno giri al supermercato e ordini meno a domicilio nelle sere in cui non hai voglia di cucinare.
Fonti
- ISTAT (7 ottobre 2025), Le spese per i consumi delle famiglie – Anno 2024 e report completo: spesa media mensile, quote per ripartizione e tipologia familiare, prospetti A e B.
- Eurostat (2026), Food waste and food waste prevention by NACE Rev. 2 activity: rifiuti alimentari in Italia e nell'UE, dati 2023.
- Proceedings of the National Academy of Sciences (2015), Hunger promotes acquisition of nonfood objects.
- Premio Nobel per l'economia 2017, comunicato stampa.
- Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206), artt. 14–17: indicazione del prezzo per unità di misura, in attuazione della direttiva 98/6/CE.