Aggiornato al 9 ottobre 2026. Per gestire lo stipendio mensile fai partire il mese dal giorno di paga, non dal 1°: dopo l'accredito un bonifico automatico sposta il risparmio, le spese fisse escono in addebito diretto, il resto diventa un tetto di spesa settimanale. Non è un dettaglio: il 63,6% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese (Eurostat, 2025). Il motivo è semplice: lo stipendio arriva in un giorno preciso, che spesso non è il 1°. Nella scuola e nei ministeri arriva il 23, nel privato il giorno fissato dal contratto o dalla consuetudine dell'azienda; la pensione INPS è l'eccezione, perché parte dal primo giorno bancabile del mese. Se conti il mese dal 1°, metti insieme la coda di uno stipendio e l'inizio del successivo, e a metà mese non sai più se stai andando bene. Qui trovi la routine, le cifre per impostarla e cosa fare con la tredicesima.
I punti chiave
- Il mese finanziario va da uno stipendio al successivo. Scuola e ministeri (NoiPA) il 23, o il venerdì prima se cade nel weekend; pensioni INPS il primo giorno bancabile; nel privato decide il contratto collettivo, non la legge.
- Tre mosse il giorno dopo l'accredito: bonifico automatico al risparmio, spese fisse in addebito diretto, il resto diviso per settimane. Con 2.000 € netti, 200 € di risparmio e 900 € di spese fisse restano circa 210 € a settimana.
- Un bonifico periodico parte nella data che scegli tu, non quando arriva lo stipendio: impostalo uno o due giorni lavorativi dopo il giorno di paga.
- La tredicesima netta pesa meno di uno stipendio: con una RAL di 25.000 €, su 1.923,08 € lordi ne arrivano 1.344,69 €, perché sulle mensilità aggiuntive non si applicano le detrazioni (nostra elaborazione, regole 2026).
- Nel 2025 una famiglia ha speso in media 2.782 € al mese, 2.171 € senza gli affitti figurativi; chi vive da solo 1.530 € (ISTAT, nostra elaborazione).
Quando arriva lo stipendio? Il mese comincia il giorno di paga
Il mese finanziario è il periodo che va da un accredito dello stipendio al successivo: è quello che i soldi devono coprire, e quasi mai coincide con il mese del calendario. Le date dipendono da chi ti paga.
| Chi | Quando arriva | Eccezioni |
|---|---|---|
| Personale della scuola e dei ministeri pagato da NoiPA | Il 23 di ogni mese | Se il 23 cade di sabato o domenica, il venerdì prima. A dicembre arriva prima, insieme alla tredicesima: il 15 dicembre nel 2024 e nel 2025 |
| Pensionati INPS | Il primo giorno bancabile del mese | A gennaio il secondo giorno bancabile. Per Poste Italiane il sabato è bancabile, quindi la data può differire da quella delle banche |
| Dipendenti del settore privato | Nel giorno fissato dal contratto collettivo o, in mancanza, dagli usi | Nessuna legge fissa un giorno unico; la retribuzione si paga dopo che il lavoro è stato svolto, di solito a settimana o a mese |
| Dipendenti pubblici in generale | Una volta al mese | Tutti i contratti di area e di comparto prevedono il pagamento mensile |
Fonti: MEF-RGS, Ragioneria territoriale di Torino, informazioni del servizio stipendi (aggiornamento marzo 2025); NoiPA, «NoiPA spiega: la tredicesima» (dicembre 2025); INPS, il pagamento delle pensioni (ottobre 2025); Ministero del Lavoro, rapporto sulla Convenzione OIL n. 95 sulla protezione del salario (consultato il 9 ottobre 2026). La regola del 23 è documentata per il personale della scuola e dei ministeri; altri enti con un proprio servizio stipendi possono avere date diverse.
Nel privato, dunque, la data te la dice la busta paga, non un calendario nazionale: c'è chi paga a fine mese e chi nei primi giorni del mese successivo. Una cosa però vale quasi per tutti. Dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro privati non possono più consegnare lo stipendio in contanti: devono pagarlo attraverso una banca o un ufficio postale, con un bonifico sull'IBAN del lavoratore, con uno strumento di pagamento elettronico, in contanti allo sportello dove l'azienda ha un conto di tesoreria o con un assegno consegnato al lavoratore (legge 205/2017; sanzione da 1.000 a 5.000 €, secondo la circolare INL n. 2/2018). L'obbligo non riguarda le pubbliche amministrazioni né il lavoro domestico. Per la maggior parte dei dipendenti, quindi, il giorno di paga è una riga con una data precisa sull'estratto conto.
Trovarlo è facile: apri gli estratti conto degli ultimi tre mesi e segna il giorno in cui è entrato lo stipendio. Se oscilla di uno o due giorni, prendi il più tardo. Un bonifico ordinario arriva di solito entro un giorno lavorativo, due se è disposto allo sportello (Banca d'Italia). Dal 9 gennaio 2025 banche e Poste Italiane devono anche permettere di ricevere i bonifici istantanei, con i soldi disponibili subito, se l'azienda paga così.
Arrivare a fine mese in Italia: quattro numeri
Fonti: Eurostat, ilc_mdes09, Eurostat, ilc_mdes04, ISTAT, II trimestre 2026, ISTAT, spese per consumi 2025
Come gestire lo stipendio: la routine del giorno di paga in tre mosse
Il giorno dopo l'accredito succedono tre cose, in quest'ordine: parte il risparmio, partono le spese fisse, e quello che resta viene diviso per le settimane che mancano al prossimo stipendio. È il modo più semplice di gestire i soldi ogni mese: nessuna delle tre mosse chiede forza di volontà a fine mese, che è proprio il momento in cui ne resta meno.
1. Paga te stesso per primo
Se ti chiedi come gestire lo stipendio per risparmiare, la risposta sta nell'ordine: il risparmio è il primo pagamento del mese, non quello che avanza. Un bonifico automatico, impostato una volta sola in banca, porta una cifra fissa su un conto separato o su un salvadanaio digitale uno o due giorni lavorativi dopo il giorno di paga. Se il 20% è troppo, parti dal 5 o dal 10% del netto e alza la cifra a ogni aumento. Le percentuali sono nella guida su come dividere lo stipendio con la regola 50/30/20; i modi per far crescere quella cifra sono in come risparmiare soldi ogni mese.
2. Le spese fisse escono subito dopo lo stipendio
Affitto o rata del mutuo, bollette, finanziamenti, assicurazioni: sono le voci che non scegli ogni mese. L'addebito diretto (SDD, la «domiciliazione») è lo strumento pensato per pagarle, e la Banca d'Italia ricorda alcune regole che contano proprio qui. Quando la data dell'addebito si avvicina, assicurati di avere abbastanza denaro sul conto: se non basta, il pagamento può essere respinto e la fornitura interrotta. Puoi fissare un importo massimo per gli addebiti, bloccarli tutti o indicare i beneficiari che non vuoi autorizzare. Se un addebito autorizzato è molto più alto di quanto potevi aspettarti in base al contratto, puoi chiederne il rimborso entro 8 settimane; per uno non autorizzato hai 13 mesi.
La data dell'addebito di solito la decide chi incassa. Se il fornitore ti lascia sceglierla, mettila dopo il giorno di paga: così le spese fisse partono quando il conto è pieno. Per vedere e revocare gli addebiti dall'app della banca ci sono le guide alle domiciliazioni Intesa Sanpaolo e alle domiciliazioni UniCredit; per quelli che non ricordi di aver attivato, la guida su come vedere gli abbonamenti attivi.
3. Il resto diventa un tetto di spesa settimanale
Quello che resta dopo risparmio e spese fisse va diviso per le settimane del ciclo, non per i giorni del mese. La formula: tetto settimanale = (netto − risparmio − spese fisse) ÷ (giorni del ciclo ÷ 7). Un ciclo di 30 giorni dura circa 4,3 settimane. La settimana è abbastanza corta per correggere la rotta: se il martedì hai già speso metà del tetto, te ne accorgi in tempo.
| Netto mensile | Risparmio automatico (giorno 1) | Spese fisse (casa, bollette, rate) | Resta | Tetto settimanale |
|---|---|---|---|---|
| 2.000 € | 200 € (10%) | 900 € | 900 € | circa 210 € |
| 1.500 € | 75 € (5%) | 750 € | 675 € | circa 157 € |
| 1.000 € | 30 € (3%) | 600 € | 370 € | circa 86 € |
Esempio con cifre ipotetiche, non dati statistici: nostra elaborazione con la formula sopra, su un ciclo di 30 giorni, arrotondata per difetto all'euro.
Il tetto copre la spesa, il carburante, le uscite, i piccoli acquisti: tutto quello che non è risparmio né spesa fissa. Chi preferisce vederlo in concreto può dividerlo in buste, come nel metodo delle buste. Se alla fine dell'ultima settimana avanza qualcosa, non spostarlo sul ciclo dopo: mandalo al risparmio.
Se il tuo netto è vicino a una di queste cifre, i bilanci riga per riga, con e senza affitto, sono in vivere con 1500 euro al mese e in come vivere con 1000 euro al mese; per capire dove si colloca il tuo netto, guarda lo stipendio medio in Italia.
Perché lo stipendio netto cambia da un mese all'altro
Anche con lo stesso contratto, il netto in busta paga non è identico tutti i mesi. Il conguaglio del 730 arriva in busta paga da luglio, sulla pensione da agosto o settembre, a credito o a debito (Agenzia delle Entrate). Il saldo dell'addizionale regionale si trattiene in un massimo di undici rate dopo il conguaglio di fine anno (d.lgs. 446/1997, art. 50); quella comunale ha un acconto in un massimo di nove rate a partire da marzo e un saldo in un massimo di undici (d.lgs. 360/1998, art. 1). A queste si aggiungono straordinari, assenze e premi. Per questo il bilancio va costruito sul valore mediano (o sulla media) degli ultimi tre stipendi ordinari, non sul mese migliore; tredicesima e quattordicesima restano fuori dal calcolo.
Quanto hai speso dall'ultimo stipendio?
Martia legge i movimenti del tuo conto e ti risponde in italiano. Chiedile «quanto ho speso dal giorno dello stipendio?» o «quanto ho speso questa settimana al supermercato?» e controlli il tetto settimanale senza aprire un foglio Excel. Il bonifico al risparmio lo imposti in banca: Martia non sposta soldi, ti dice dove sono andati.
Come impostare il bonifico automatico al risparmio nella tua banca
Un bonifico periodico parte nella data che scegli tu, non quando arriva lo stipendio: impostalo uno o due giorni lavorativi dopo il giorno di paga abituale. Se lo stipendio ritarda e il bonifico parte lo stesso, il risparmio esce da un conto già quasi vuoto. Ecco dove si imposta in quattro banche, secondo le loro guide per i clienti.
| Banca | Dove si imposta | Da sapere |
|---|---|---|
| Intesa Sanpaolo | App Intesa Sanpaolo Mobile: Operazioni › Bonifici e giroconti › Bonifico o Giroconto, impostato come ricorrente. Per modificarlo, sospenderlo o eliminarlo: Altre operazioni › Operazioni programmate | Ricorrenti solo verso IBAN dell'area SEPA; per ora non si possono impostare bonifici ricorrenti istantanei |
| Intesa Sanpaolo, XME Salvadanaio | Servizio da attivare sul conto; nell'app Intesa Sanpaolo Mobile lo trovi nella Home | Accantonamento automatico giornaliero, settimanale o mensile, più gli arrotondamenti delle spese. Se il saldo disponibile non basta, o se stai usando il fido, non parte, neanche in parte |
| UniCredit | Banca via Internet: menu Operazioni › Bonifico › periodico (mensile, trimestrale e così via) | Revocabile in qualsiasi momento; la revoca ferma anche il bonifico successivo se fatta entro le 20:00 del giorno prima. Nella guida UniCredit il bonifico periodico è descritto per il sito (Banca via Internet), non per l'app: se nell'app non lo trovi, impostalo dal sito |
| BBVA | App BBVA: Conto › Mostra altro › Programma il tuo conto › regola «Risparmia stipendio» | Sposta ogni mese una parte dello stipendio sul Salvadanaio Digitale. BBVA non precisa se il trasferimento parte all'arrivo dello stipendio o in un giorno fisso |
| Poste Italiane (BancoPosta) | «Bonifico permanente» all'Ufficio Postale, su poste.it o nell'App Poste Italiane | Periodicità mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale o annuale, importo fisso fino alla scadenza scelta |
Fonti: Intesa Sanpaolo, Guida ai servizi consumatore, edizione 23 settembre 2026 (§ 5.2.3 e § 5.6.11); UniCredit, Banca Multicanale, guida al servizio (aprile 2026); BBVA Italia, «Programma il tuo conto» (copia del 21 maggio 2026); Poste Italiane, Postagiro e bonifici. Verificate il 9 ottobre 2026: le voci di menu possono cambiare con gli aggiornamenti delle app.
Bonifico periodico o salvadanaio? Il bonifico verso un'altra banca allontana davvero i soldi: riprenderli richiede un passaggio in più. Il salvadanaio digitale li tiene separati dal saldo ma nella stessa banca, sempre disponibili. Quello di Intesa, come dice la guida, salta l'accantonamento automatico se sul conto non c'è abbastanza: non ti manda in rosso se lo stipendio ritarda, ma quel mese non risparmi. Il confronto tra i salvadanai digitali delle banche e delle app di pagamento è nella guida su come accantonare soldi ogni mese.
Come dividere lo stipendio tra le spese: le medie ISTAT 2025
Nel 2025 una famiglia italiana ha speso in media 2.782,36 € al mese; la spesa mediana è di 2.337,57 €, cioè metà delle famiglie spende meno (ISTAT, 8 ottobre 2026). Nella media c'è però una voce che nessuno paga davvero: gli affitti figurativi, il valore d'affitto che l'ISTAT attribuisce a chi vive in una casa di proprietà. Togliendoli, la spesa in denaro scende a 2.170,92 € al mese per una famiglia e a 1.529,87 € per chi vive da solo (nostra elaborazione su ISTAT, Le spese per i consumi delle famiglie, anno 2025).
| Voce di spesa | Famiglia media (€/mese) | Quota | Persona sola (€/mese) |
|---|---|---|---|
| Totale | 2.782,36 | 100% | 2.070,43 |
| Abitazione, acqua, elettricità e gas | 1.000,80 | 36,0% | 869,85 |
| di cui affitti figurativi (non pagati) | 611,44 | 22,0% | 540,56 |
| Alimentari e bevande analcoliche | 552,06 | 19,8% | 373,82 |
| Trasporti | 294,06 | 10,6% | 182,33 |
| Ristoranti, bar e alloggi | 163,67 | 5,9% | 109,96 |
| Cura della persona, protezione sociale e altro | 131,89 | 4,7% | 100,67 |
| Mobili, articoli e servizi per la casa | 114,39 | 4,1% | 85,19 |
| Salute | 113,18 | 4,1% | 84,20 |
| Abbigliamento e calzature | 105,40 | 3,8% | 70,21 |
| Ricreazione, sport e cultura | 105,31 | 3,8% | 66,60 |
| Servizi assicurativi e finanziari | 71,52 | 2,6% | 43,07 |
| Informazione e comunicazione | 70,82 | 2,5% | 49,93 |
| Bevande alcoliche e tabacchi | 42,27 | 1,5% | 31,07 |
| Istruzione | 16,99 | 0,6% | 3,53 |
| Totale senza affitti figurativi | 2.170,92 | — | 1.529,87 |
Fonte: ISTAT, tavole delle spese per consumi 2025 (prospetti 1 e 4, classificazione COICOP 2018). Quote sulla spesa media e totale senza affitti figurativi: nostra elaborazione.
Due dettagli per chi paga la casa: nel 2025 le famiglie in affitto, il 18,1%, hanno pagato in media 438 € al mese; il 17,6% dei proprietari ha un mutuo, con una rata media di 565 € (ISTAT). Casa, cibo e trasporti fanno insieme il 66,4% della spesa media e il 56,9% di quella in denaro (nostra elaborazione). Il 50% «per i bisogni» della regola 50/30/20 è quindi un obiettivo, non la fotografia di come spendono le famiglie. Per capire dove stai tu, confronta le tue cifre con quelle di quanto spende una famiglia al mese o di quanto spende una persona al mese. Dove vanno i soldi del tuo stipendio, comprese le voci che non vedi, lo spiega la guida su dove vanno i soldi dello stipendio.
Quanto mettere da parte ogni mese dallo stipendio
Nel secondo trimestre 2026 le famiglie consumatrici hanno risparmiato il 6,7% del reddito disponibile, contro il 7,9% del primo trimestre e l'8,1% di un anno prima (ISTAT, dati trimestrali destagionalizzati). Nel trimestre i consumi sono cresciuti dell'1,7%, il reddito solo dello 0,4%: la spesa corre più delle entrate e il risparmio si assottiglia.
Il primo obiettivo non è una percentuale, è un cuscinetto. Nel 2025 il 25,6% delle persone in Italia non era in grado di affrontare una spesa imprevista con le proprie risorse (Eurostat, con una media UE del 29,2%), e solo l'8,6% diceva di arrivare a fine mese con facilità o con molta facilità (Eurostat). Finché non hai un fondo di emergenza, il bonifico del giorno di paga va lì: quanto deve essere grande lo spiega la guida al fondo di emergenza. Poi alza la cifra a ogni aumento o rinnovo del contratto.
Se il risparmio non parte mai, le cause più comuni sono in perché non riesco a risparmiare; se ogni mese chiudi in rosso, parti da spendo più di quanto guadagno. E per un confronto con gli altri ci sono quanto risparmiano gli italiani e quanti soldi hanno gli italiani in banca.
Tredicesima e quattordicesima: quando arrivano, quanto arriva davvero, dove metterle
La tredicesima non è un premio: è una mensilità già compresa nella RAL, pagata a dicembre, e al netto vale meno di uno stipendio ordinario perché sulle mensilità aggiuntive non si applicano le detrazioni. La quattordicesima c'è solo dove la prevede il contratto collettivo e arriva d'estate. Per i pensionati la quattordicesima è un'altra cosa: un'integrazione dell'INPS legata all'età e al reddito.
Quando arrivano
| Mensilità | Chi | Quando |
|---|---|---|
| Tredicesima | Dipendenti del commercio (CCNL Terziario) | In coincidenza con la vigilia di Natale |
| Tredicesima | Scuola e ministeri (NoiPA) | Con lo stipendio di dicembre: il 15 dicembre nel 2024 e nel 2025. La data del 2026 la pubblica NoiPA |
| Tredicesima | Pensionati INPS | Con la pensione di dicembre: martedì 1° dicembre 2026, primo giorno bancabile del mese (nostra elaborazione sulla regola INPS) |
| Quattordicesima | Dipendenti del commercio (CCNL Terziario) | Tra fine giugno e il 1° luglio |
| Quattordicesima | Altri contratti che la prevedono | Tra il 30 giugno (alberghi, industria alimentare, studi professionali) e il 31 luglio (UNEBA); il 1° luglio i pubblici esercizi, il 15 luglio igiene ambientale, pulizia e vigilanza privata |
| Quattordicesima | Pensionati INPS dai 64 anni con reddito fino a 15.908,10 € (2026) | Con la pensione di luglio, o di dicembre se i requisiti maturano dopo: da 336 a 655 €, non tassata |
Fonti: CCNL Terziario, distribuzione e servizi, artt. 220 e 221 e sintesi Confcommercio; NoiPA (dicembre 2025) e MEF-RGS (marzo 2025); INPS, cedolino di pensione di dicembre 2023 (novembre 2023), pagamento delle pensioni e scheda «Quattordicesima» (aprile 2026). Le date degli altri contratti vengono da una rassegna di Edotto (giugno 2025), non dai testi dei CCNL: controlla sempre il tuo contratto.
Perché la tredicesima netta è più bassa
Sulle mensilità aggiuntive la ritenuta IRPEF si calcola dividendo per dodici gli scaglioni annui, ma senza le detrazioni per lavoro dipendente che abbassano l'imposta negli altri mesi (DPR 600/1973, art. 23). NoiPA lo scrive senza giri di parole: la tredicesima è soggetta a contributi e IRPEF e «non è soggetta ad alcuna detrazione d'imposta da parte del datore di lavoro».
Un esempio con le regole 2026. Con una RAL di 25.000 € su tredici mensilità la tredicesima lorda è di 1.923,08 €; tolti 176,73 € di contributi INPS (9,19%) e 401,66 € di IRPEF, ne arrivano 1.344,69 €. Se ne va il 30,1% del lordo, mentre sull'intero anno la stessa RAL diventa 20.876 € netti, con un prelievo del 16,5% (nostra elaborazione sulle simulazioni della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, senza addizionali regionali e comunali). Con una RAL di 18.000 € la tredicesima lorda è di 1.384,62 € e quella netta di 1.028,52 €, compresi 60,35 € della somma del cuneo fiscale che spetta ai redditi fino a 20.000 € (legge 207/2024, art. 1, commi 4 e 5; nostro calcolo). Dal 2026 lo scaglione tra 28.000 e 50.000 € paga il 33% invece del 35% (Agenzia delle Entrate). La cifra esatta per il tuo caso la dà il calcolo della tredicesima; per il netto di tutto l'anno c'è il calcolo dello stipendio netto.
Due note. Il congedo parentale non riduce più la tredicesima dal 13 agosto 2022 (d.lgs. 151/2001, art. 34). E al 9 ottobre 2026 nessuna norma in vigore riduce le tasse sulla tredicesima di dicembre 2026: la legge di bilancio 2026 non lo prevede, e un'eventuale misura dovrebbe arrivare con un decreto o con la manovra 2027. Se cambia qualcosa, aggiorniamo questa pagina.
Dove metterla: decidi prima che arrivi, non a dicembre
Una tredicesima senza destinazione si scioglie nelle spese di dicembre. Conviene deciderne l'uso prima che arrivi sul conto, scegliendo tra tre strade, in quest'ordine:
- Il fondo di emergenza, se non è ancora completo: è il cuscinetto che evita il prestito al primo imprevisto.
- Le spese annuali che il mese ordinario non regge: assicurazione e bollo dell'auto, regali, tasse scolastiche o universitarie. Lascia la quota ferma sul conto di risparmio fino alla scadenza.
- Il debito più caro, se ne hai uno: carta revolving o prestito personale. Come scegliere quale chiudere per primo lo spiega la guida su come uscire dai debiti.
Il giorno in cui arriva, sposta la quota decisa con un bonifico verso lo stesso conto di risparmio. Se nel bilancio preferisci spalmarla sui dodici mesi, la guida alla regola 50/30/20 mostra entrambe le strade. E se sei pagato da NoiPA ricorda che dopo lo stipendio di metà dicembre il successivo arriva il 23 gennaio: il ciclo di dicembre è il più lungo dell'anno.
Se lo stipendio arriva in ritardo, o il giorno di paga cade nel weekend
Per scuola e ministeri la regola è scritta: se il 23 cade di sabato o di domenica, lo stipendio arriva il venerdì prima (MEF-RGS). Per gli altri non c'è una regola unica: un bonifico ordinario viene eseguito nei giorni lavorativi, di solito entro un giorno, quindi conta quando l'azienda lo dispone. Non dare per scontato che arrivi prima del fine settimana.
Il rischio vero è il bonifico automatico, che parte nella data scelta anche se lo stipendio non è ancora entrato: per questo va impostato uno o due giorni lavorativi dopo il giorno di paga. In alternativa c'è un accantonamento che controlla il saldo prima di partire, come l'XME Salvadanaio di Intesa Sanpaolo, che salta il mese se i soldi non bastano. Lo stesso vale per gli addebiti diretti: se cadono prima dello stipendio e il conto è vuoto, il pagamento può essere respinto. Per questo conviene lasciare sul conto un margine che copra le spese fisse anche se lo stipendio tarda qualche giorno: quanto, lo spiega la guida su quanti soldi tenere sul conto corrente.
Dicembre: il ciclo lungo
Chi è pagato da NoiPA ha ricevuto stipendio e tredicesima lunedì 15 dicembre 2025, e lo stipendio di gennaio, con la regola del 23, venerdì 23 gennaio 2026: un ciclo di 39 giorni, circa 5,6 settimane invece di 4,3 (nostra elaborazione). Nell'esempio da 2.000 € netti, se la tredicesima resta fuori dal conto di tutti i giorni, i 900 € del tetto vanno divisi per 5,6 settimane: circa 161 € a settimana invece di 210 €. È il motivo per cui gennaio sembra il mese più lungo dell'anno: per molti lo è davvero.
Con Martia: il mese che parte dal tuo stipendio
In Martia il mese può cominciare il giorno di paga: in Impostazioni, sezione «Ciclo», la card «Mese finanziario» ti fa scegliere il giorno del mese in cui parte il tuo ciclo. Se scegli un giorno che nei mesi più corti non c'è, Martia usa automaticamente l'ultimo giorno del mese. Da quel momento le spese, i grafici e la chat ragionano sul tuo ciclo: in chat «questo mese» vuol dire dal giorno di paga a oggi, mentre un mese con il suo nome, «a marzo», resta il mese del calendario.
Se Martia riconosce sul conto un accredito ricorrente dallo stesso ordinante, arrivato più o meno nello stesso giorno in mesi diversi, come uno stipendio, nella stessa card ti suggerisce la data, per esempio «Sembra che tu riceva le entrate il 27 di ogni mese.», con il pulsante per impostarla. Con accrediti piccoli o date irregolari il suggerimento non compare, e il giorno lo scegli tu.
La domanda che conta a metà ciclo è «sto spendendo più del mese scorso, a questo punto?». Nella scheda Spese il grafico «Andamento delle spese» mostra le spese di questo ciclo giorno per giorno, sull'asse «Giorno del ciclo»: il giorno 1 è il tuo giorno di paga. La linea tratteggiata del ciclo precedente, allo stesso giorno, è già accesa: la togli o la rimetti toccando «vs …» sopra il grafico. Il confronto c'è nella vista «Totale»; in «Per categoria» vedi solo il ciclo in corso. Per il tetto settimanale scegli in «Periodo» l'opzione «Personalizzato» e l'ultima settimana: il grafico la confronta con la settimana prima.
Oppure chiedilo in chat, in italiano:
- «Quanto ho speso dal giorno dello stipendio?»
- «Com'è andato questo ciclo finora?»
- «Quanto ho messo da parte questo ciclo?»
- «Quanto ho speso questa settimana al supermercato?»
Martia risponde partendo dai movimenti reali dei tuoi conti, collegati in sola lettura con l'open banking. Non sposta soldi e non imposta bonifici: la routine la decidi tu in banca, Martia ti dice se sta funzionando.
Chiedi a Martia com'è andato il tuo ciclo
Chiedi a Martia «com'è andato questo ciclo finora?» o «quanto ho messo da parte questo ciclo?»: ti risponde in italiano, con le cifre vere del tuo conto, dal giorno dello stipendio a oggi. Basta impostare una volta il giorno di paga in Impostazioni.
Domande frequenti
Come gestire 1.500 euro al mese?
Con 1.500 € netti il margine è stretto. Chi vive da solo in Italia spende in media 1.529,87 € al mese senza contare gli affitti figurativi (ISTAT 2025, nostra elaborazione): 1.500 € stanno appena sotto la spesa media, quindi per risparmiare devi spendere un po' meno della media. La routine è la stessa di ogni stipendio. Il giorno dopo l'accredito parte un bonifico automatico di almeno 75 €, il 5%; le spese fisse escono in addebito diretto subito dopo; il resto si divide per settimane. Con 750 € di spese fisse restano 675 €, circa 157 € a settimana su un ciclo di 30 giorni. Se paghi un affitto pieno in una grande città i conti cambiano molto: i bilanci riga per riga sono nella guida su come vivere con 1.500 euro al mese.
Come gestire 2.000 euro al mese?
2.000 € netti al mese sono vicini allo stipendio tipico di chi lavora a tempo pieno tutto l'anno: secondo l'INPS la mediana del 2025 è di 26.190 € netti, circa 2.015 € al mese su tredici mensilità (nostra elaborazione). Un esempio di routine: 200 € al risparmio il giorno dopo l'accredito, il 10%; 900 € di spese fisse tra casa, bollette e rate, in addebito diretto; i 900 € che restano diventano un tetto di circa 210 € a settimana. Se il bonifico al risparmio regge tre mesi senza che tu debba riprenderti i soldi, alzalo. Per capire se 2.000 € sono tanti o pochi per la tua età e la tua regione, confrontali con i dati sullo stipendio medio in Italia.
Come gestire 1.000 euro al mese?
Partiamo da un dato: per chi vive da solo, 1.000 € al mese su dodici o tredici mensilità restano sotto la soglia di rischio di povertà, che l'ISTAT fissa a 13.237 € l'anno, circa 1.103 € al mese (redditi 2024). Qui la priorità non è una percentuale di risparmio ma l'ordine delle uscite: casa, bollette, cibo e trasporti prima di tutto, gli addebiti fissi subito dopo lo stipendio e un piccolo bonifico automatico, anche di 20 o 30 €, per costruire un cuscinetto contro gli imprevisti. Con 600 € di spese fisse restano circa 86 € a settimana. Le priorità, gli aiuti disponibili e come abbassare i costi fissi sono nella guida su come vivere con 1000 euro al mese.
Qual è la regola per gestire lo stipendio?
La più citata è la regola 50/30/20: il 50% del netto ai bisogni, il 30% ai desideri, il 20% al risparmio. È un buon punto di partenza, ma in Italia casa, cibo e trasporti assorbono già il 56,9% della spesa in denaro di una famiglia media (ISTAT 2025, nostra elaborazione). Più della percentuale conta l'ordine: il risparmio parte il giorno dopo lo stipendio, le spese fisse subito dopo, e il resto si divide per le settimane che mancano al prossimo accredito. Così il risparmio non dipende da quello che avanza a fine mese, che di solito è poco. Il calcolo del 50/30/20 sul tuo netto, tredicesima compresa, è nella guida dedicata alla regola.
Perché la tredicesima è più bassa dello stipendio?
Perché sulle mensilità aggiuntive il datore di lavoro trattiene l'IRPEF senza applicare le detrazioni per lavoro dipendente, che invece abbassano l'imposta negli stipendi ordinari (DPR 600/1973, art. 23). Gli scaglioni usati sono quelli annui divisi per dodici. Con una RAL di 25.000 € su tredici mensilità la tredicesima lorda è di 1.923,08 € e quella netta di 1.344,69 €: se ne va il 30,1% del lordo, mentre sull'intero anno la stessa RAL perde il 16,5% tra contributi e IRPEF (nostra elaborazione con le regole 2026, senza addizionali regionali e comunali). Al 9 ottobre 2026 non è in vigore nessuna detassazione della tredicesima di dicembre. Per la cifra esatta del tuo caso c'è il calcolatore della tredicesima.
Se il giorno dello stipendio cade di domenica, quando arriva?
Dipende da chi ti paga. Per il personale della scuola e dei ministeri pagato da NoiPA la regola è scritta: se il 23 cade di sabato o di domenica, lo stipendio è anticipato al venerdì (MEF-RGS). Le pensioni INPS arrivano il primo giorno bancabile del mese, e per Poste Italiane anche il sabato è bancabile. Nel settore privato nessuna legge fissa il giorno: lo decide il contratto collettivo o l'uso dell'azienda, e un bonifico ordinario arriva di solito entro un giorno lavorativo. Può quindi arrivare prima o dopo il fine settimana, a seconda di quando l'azienda lo dispone. Per non rischiare, imposta il bonifico automatico al risparmio uno o due giorni lavorativi dopo il giorno di paga abituale.
Conviene il bonifico periodico o il salvadanaio della banca?
Fanno due lavori diversi. Il bonifico periodico verso un altro conto allontana davvero i soldi, ma parte nella data che hai scelto anche se lo stipendio non è ancora arrivato: va impostato uno o due giorni lavorativi dopo il giorno di paga. Il salvadanaio digitale tiene i soldi separati dal saldo ma nella stessa banca, quindi è più facile riprenderli. Alcuni verificano il saldo prima di accantonare: secondo la guida di Intesa Sanpaolo, se il saldo disponibile non basta o stai usando il fido, l'XME Salvadanaio non genera gli accantonamenti automatici, neanche in parte. Se lo stipendio arriva sempre puntuale, il bonifico verso un'altra banca è più solido; se arriva in date variabili, il salvadanaio è più prudente.
Come imposto in Martia il mese che parte dal giorno di paga?
Apri Impostazioni e, nella sezione «Ciclo», la card «Mese finanziario»: scegli il giorno del mese in cui arriva lo stipendio e premi «Salva». Se scegli un giorno che nei mesi più corti non c'è, Martia usa l'ultimo giorno del mese. Quando sul conto riconosce un accredito ricorrente dallo stesso ordinante, arrivato più o meno nello stesso giorno in mesi diversi, è Martia a proporti la data; con accrediti piccoli o date irregolari il giorno lo scegli tu. Da quel momento la scheda Spese, il grafico «Andamento delle spese» con il confronto con il ciclo precedente e la chat contano il mese dal tuo giorno di paga: se chiedi «quanto ho speso questo mese?», la risposta parte dallo stipendio, non dal 1°.
Fonti
- ISTAT (2026). Le spese per i consumi delle famiglie, anno 2025, comunicato dell'8 ottobre 2026: spesa media e mediana, voci di spesa per la famiglia media e per chi vive da solo, affitti e mutui. Comunicato, report (PDF), tavole
- ISTAT (2026). Conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie, II trimestre 2026, 5 ottobre 2026. PDF
- ISTAT (2026). Condizioni di vita e reddito delle famiglie, anni 2024-2025, 2 aprile 2026: soglia di rischio di povertà (redditi 2024). istat.it
- Eurostat (2026). EU-SILC, difficoltà ad arrivare a fine mese ilc_mdes09 e capacità di affrontare spese impreviste ilc_mdes04, anno 2025.
- INPS (2026). XXV Rapporto annuale: retribuzioni 2025, mediana lorda e netta dei dipendenti a tempo pieno tutto l'anno. PDF
- INPS. Il pagamento delle pensioni (ottobre 2025), scheda «Quattordicesima» (aprile 2026) e cedolino di pensione di dicembre 2023 (21 novembre 2023).
- MEF-RGS, Ragioneria territoriale dello Stato di Torino (2025). Informazioni del servizio stipendi, aggiornamento marzo 2025. rgs.mef.gov.it; NoiPA (2025), «NoiPA spiega: la tredicesima».
- Ministero del Lavoro. Rapporto sull'applicazione della Convenzione OIL n. 95 sulla protezione del salario (consultato il 9 ottobre 2026); Ispettorato nazionale del lavoro, circolare n. 2 del 25 gennaio 2018 (legge 205/2017, commi 910-914).
- CCNL Terziario, distribuzione e servizi (Confcommercio), artt. 220 e 221, e rinnovo del 22 marzo 2024. Testo unico, rinnovo. Edotto (2025), quattordicesima mensilità.
- DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 23; d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 34; d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 50; d.lgs. 28 settembre 1998, n. 360, art. 1; legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 4 e 5 (Normattiva, testi vigenti).
- Agenzia delle Entrate. Aliquote e calcolo dell'IRPEF (gennaio 2026) e precompilata, pagamenti e rimborsi (consultata il 9 ottobre 2026); MEF, principali misure della legge di bilancio 2026.
- Fondazione Studi Consulenti del Lavoro (2025). Come cambia la busta paga, alcune simulazioni (ItaliaOggi Sette, 24 novembre 2025).
- Banca d'Italia, Economia per tutti. Addebito diretto e Bonifico (pagine consultate il 9 ottobre 2026); I bonifici istantanei (18 dicembre 2024).
- Guide delle banche per i clienti: Intesa Sanpaolo, Guida ai servizi consumatore (23 settembre 2026); UniCredit, Banca Multicanale (aprile 2026); BBVA, Programma il tuo conto (copia del 21 maggio 2026); Poste Italiane, Postagiro e bonifici.