Quanti soldi hanno gli italiani in banca? Media, mediana e dati per età

Quanto c'è sui conti delle famiglie italiane nel 2026 secondo la Banca d'Italia: la media, la famiglia tipica, chi supera i 100.000 €, i risparmi a 30, 40, 50 e 60 anni, le regioni e le province. E come misurarti in mesi delle tue spese, non in multipli dello stipendio.

A marzo 2026 le famiglie italiane avevano in media circa 54.100 € in banca, 23.000 € per abitante (Banca d'Italia, conti distributivi). Chi ha molto alza la media: la famiglia tipica con un deposito ne aveva 7.500 € a fine 2022 (BCE), e la metà meno ricca ne aveva in media 15.800 € a marzo 2026. In totale, ad agosto 2026, sui depositi bancari delle famiglie consumatrici c'erano circa 1.162 miliardi di euro. Questa guida parla di quanto c'è sui conti, cioè dello stock. Quanto si riesce a mettere da parte ogni mese è un'altra domanda, con altri numeri, e la trovi nella guida su quanto risparmiano gli italiani.

I punti chiave

  • Media: circa 54.100 € di depositi per famiglia a marzo 2026, 23.000 € per abitante (Banca d'Italia, conti distributivi).
  • Mediana: 7.500 € per la famiglia tipica tra quelle con un deposito, a fine 2022 (BCE, HFCS). Un dato ufficiale più recente sulla mediana non esiste.
  • Il 10% più ricco delle famiglie ha il 43,4% dei depositi, in media 234.400 €; la metà meno ricca ha il 14,6%, in media 15.800 €.
  • Per età del capofamiglia la mediana delle attività finanziarie va da 5.000 € sotto i 35 anni a 11.858 € tra i 55 e i 64 (Banca d'Italia, 2022): da meno di tre a circa sei mesi di consumi.
  • In banca e alle Poste le famiglie hanno circa 27.800 € per abitante in Trentino-Alto Adige e circa 12.900 € in Sicilia (nostra elaborazione su dati Banca d'Italia e ISTAT, giugno 2026).

Quanti soldi hanno gli italiani in banca, in totale?

Ad agosto 2026 le famiglie consumatrici avevano 1.161,6 miliardi di euro di depositi nelle banche italiane, l'1,2% in più di un anno prima (Banca d'Italia, dato provvisorio). Contando anche BancoPosta, al 30 giugno 2026 si arriva a 1.194,7 miliardi. La cifra è quasi ferma da mesi: il valore più alto dell'ultimo anno è stato quello di febbraio 2026, 1.174,2 miliardi, e a fine 2025 erano 1.165,7 miliardi, il 2,2% in più di fine 2024 (nostra elaborazione su Banca d'Italia, Banche e moneta, agosto 2026).

Se leggi cifre diverse, di solito nessuna è sbagliata: cambia chi si conta e dove. La Banca d'Italia pubblica almeno quattro misure dei depositi delle famiglie, e non vanno mai sommate tra loro.

Pubblicazione Banca d'ItaliaChi è compresoDepositiData
Banche e monetaFamiglie consumatrici, solo depositi nelle banche1.161,6 miliardi (provvisorio)Agosto 2026
Finanziamenti e raccolta per settori e territoriFamiglie consumatrici, banche e BancoPosta1.194,7 miliardi30 giugno 2026
Conti distributivi sulla ricchezzaFamiglie consumatrici e produttrici, contanti esclusi1.356,3 miliardiMarzo 2026
Relazione annuale (conti finanziari)Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro, con BancoPosta e risparmio postale della Cassa depositi e prestiti1.398,8 miliardiFine 2025

Fonti: Banche e moneta, agosto 2026 (tav. 1.3); Finanziamenti e raccolta, II trimestre 2026 (depositi bancari e risparmio postale, che comprendono anche pronti contro termine e assegni circolari); conti distributivi, I trimestre 2026; Relazione annuale sul 2025 (tav. 5.3). Le famiglie produttrici sono le imprese individuali con pochi addetti.

Il conto pesa sempre meno sul patrimonio

A fine 2025 le attività finanziarie delle famiglie valevano 6.487,7 miliardi di euro. I depositi ne erano il 21,6%: secondo la Banca d'Italia è la quota più bassa dal 2007. Le somme subito disponibili, i depositi a vista, erano 944,6 miliardi, il 14,6%, e i contanti 204,3 miliardi, il 3,1% (Relazione annuale sul 2025). Nel patrimonio di una famiglia, poi, il conto è una voce piccola rispetto alla casa: a marzo 2026 una famiglia aveva in media 223.800 € in abitazioni e 54.100 € in depositi (Banca d'Italia, conti distributivi).

Eppure la liquidità resta l'abitudine più diffusa. Nell'indagine Acri-Ipsos del 2025 il 64% degli intervistati dice di tenere i risparmi liquidi, e solo il 32% ne investe almeno una parte (Acri-Ipsos, Gli italiani e il risparmio 2025).

Dove stanno i soldi: conti correnti e altri depositi

Quanti soldi hanno gli italiani sul conto corrente? Al 30 giugno 2026 le famiglie consumatrici ne avevano 772,3 miliardi di euro, il 67% dei loro depositi: due euro su tre. Il resto è soprattutto in depositi rimborsabili con preavviso, una voce che pesa molto di più al Sud: 101,6 miliardi contro i 60,5 del Centro.

Forma del depositoFamiglie consumatrici (miliardi di €)Quota
Conti correnti772,367,0%
Depositi rimborsabili con preavviso311,427,0%
Depositi con durata prestabilita (vincolati)50,74,4%
Certificati di deposito12,61,1%
Altri depositi a vista e overnight5,70,5%
Totale1.152,7100%

Fonte: Banca d'Italia, Finanziamenti e raccolta per settori e territori, II trimestre 2026, depositi per forma tecnica presso banche e Cassa depositi e prestiti, dati al 30 giugno 2026. Totale e quote: nostra elaborazione.

Quanto ha in banca una famiglia media? Media e mediana

In media una famiglia italiana ha circa 54.100 € di depositi (marzo 2026), ma la famiglia che sta a metà tra quelle con un deposito ne aveva 7.500 € a fine 2022: la media vale circa sette volte la mediana. La media viene dai conti distributivi della Banca d'Italia, che partono dal totale dei conti nazionali e lo distribuiscono tra le circa 25,1 milioni di famiglie italiane (nostra elaborazione) con l'aiuto dell'indagine campionaria. Era 55.500 € a fine 2022 e 54.300 € a fine 2025. La mediana viene dall'indagine europea sulle famiglie, la HFCS della BCE: riguarda il 97,2% delle famiglie che ha almeno un deposito ed è ferma al 31 dicembre 2022.

Un divario così ampio ha due spiegazioni. La prima è la concentrazione: pochi conti molto ricchi alzano la media senza spostare la mediana. La seconda è che nelle indagini le famiglie dichiarano meno di quello che hanno: il totale dei depositi che risulta dall'indagine è «largamente inferiore a quello dei dati macroeconomici», scrivono gli economisti della Banca d'Italia che hanno costruito i conti distributivi (Neri, Spuri e Vercelli, 2024). La mediana vera di oggi è quindi probabilmente un po' più alta di 7.500 €. Ma un dato ufficiale aggiornato non esiste: chi cita una «mediana 2026» dei conti degli italiani non sta citando una fonte ufficiale.

Chi ha i depositi: dal 20% meno ricco al 10% più ricco

I conti distributivi dividono le famiglie per ricchezza netta, cioè per tutto ciò che possiedono meno i debiti, e dicono quanto ha in banca ogni gruppo. Qui si vede dove si concentrano i depositi.

Gruppo di famiglie (per ricchezza netta)Depositi medi per famigliaTotale del gruppo (miliardi di €)Quota dei depositi
20% meno ricco9.000 €45,03,3%
Secondo quinto18.400 €92,06,8%
Terzo quinto26.900 €135,310,0%
Quarto quinto48.300 €242,217,9%
20% più ricco168.100 €841,862,1%
Metà meno ricca (50%)15.800 €197,414,6%
Nono decimo (dall'81° al 90° percentile)101.500 €253,618,7%
10% più ricco234.400 €588,343,4%
Tutte le famiglie54.100 €1.356,3100%

Fonte: Banca d'Italia, conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie, I trimestre 2026 (statistiche sperimentali; famiglie consumatrici e produttrici). Le quote sono nostra elaborazione. A fine 2025 i valori erano quasi identici.

Un'avvertenza sulla prima riga: le famiglie del 20% meno ricco hanno in media più depositi (9.000 €) che ricchezza netta (7.400 €), perché molte hanno debiti. Quei 9.000 € sono una media che comprende anche famiglie indebitate, non un «tesoretto» del 20% più povero. Il messaggio della tabella è un altro: per le famiglie meno ricche il conto è quasi tutto il patrimonio finanziario, per le più ricche è una parte. A fine 2022 i depositi erano il 99,4% delle attività finanziarie del 10% meno ricco e il 24,6% di quelle del 10% più ricco (Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie 2022).

I conti degli italiani in quattro numeri

54.100 €depositi medi per famiglia, marzo 2026 (Banca d'Italia, conti distributivi)
7.500 €depositi della famiglia mediana tra quelle con un deposito, fine 2022 (BCE, HFCS)
15.800 €depositi medi della metà meno ricca delle famiglie, marzo 2026 (Banca d'Italia)
43,4%quota dei depositi delle famiglie in mano al 10% più ricco, marzo 2026 (Banca d'Italia)

Fonti: Banca d'Italia, conti distributivi I trim. 2026, BCE, HFCS ondata 2023

Quanti italiani hanno più di 100.000 euro in banca?

Un numero ufficiale di persone con più di 100.000 € in banca non esiste. Nell'indagine europea HFCS circa una famiglia su dieci superava i 109.000 € di attività finanziarie, titoli compresi (fine 2022), e a marzo 2026 i depositi superavano in media i 100.000 € nel 20% più ricco delle famiglie (Banca d'Italia). Le soglie dell'indagine: a fine 2022 il 10% delle famiglie italiane con attività finanziarie aveva più di 109.000 €, il 20% più di 55.000 € e il 30% più di 30.000 € (BCE, HFCS ondata 2023). Vanno lette per difetto: nelle indagini le famiglie dichiarano meno di quello che hanno, e nel 2016 l'indagine della Banca d'Italia coglieva meno del 40% dei depositi segnalati dalle banche (Questioni di economia e finanza n. 802). Chi supera i 100.000 € di depositi è quindi probabilmente più numeroso di quanto risulti dall'indagine.

Perché i dati delle banche non possono rispondere

Le banche comunicano alla Banca d'Italia quanti clienti hanno e a quanto ammontano i loro depositi, per fasce di importo. Ma un cliente è un codice fiscale presso una banca, e un conto cointestato è registrato come un cliente a sé: due persone con un conto ciascuno e uno cointestato risultano tre clienti. Il concetto, scrive la Banca d'Italia, è più vicino al numero dei conti che a quello delle persone. Chi ha un milione diviso fra tre banche compare come tre clienti di fascia media, e per questo quei dati non dicono quante persone superano una soglia (Questioni di economia e finanza n. 802, 2023). I dati con le cinque fasce classiche, la più bassa sotto i 12.500 €, risultano disponibili fino al 2022 (Neri, Spuri e Vercelli, 2024).

Dicono però una cosa utile: la maggior parte dei conti è piccola, ma la maggior parte dei soldi sta in quelli grandi.

Depositi del cliente presso la bancaQuota dell'importo totale dei depositi (2020)
Fino a 12.500 €11,3%
Da 12.500 a 50.000 €26,3%
Da 50.000 a 250.000 €43,4%
Da 250.000 a 500.000 €9,6%
Oltre 500.000 €9,4%

Fonte: Banca d'Italia, Neri, Spuri e Vercelli, Questioni di economia e finanza n. 802 (2023), tavola 1, dati 2020, totale 1.216,7 miliardi. Le fasce si riferiscono ai depositi di un cliente presso una singola banca, non al patrimonio di una persona.

Un altro punto di vista: i depositi delle famiglie più ricche

I conti distributivi offrono una stima più recente. A marzo 2026 le famiglie del nono decimo per ricchezza avevano in media 101.500 € di depositi, quelle del 10% più ricco 234.400 €: la media dei depositi supera i 100.000 € solo nei due decimi più ricchi delle famiglie. È una deduzione da medie di gruppo, non un conteggio: dentro ogni gruppo c'è chi ha molto di più e chi molto di meno. E per entrare in quel 10% più ricco serve ben altro che il conto: a marzo 2026 la soglia era di circa 766.500 € di ricchezza netta, casa compresa; per il 20% più ricco circa 463.400 € (Banca d'Italia, conti distributivi).

La soglia dei 100.000 € interessa a molti anche per un altro motivo: è il limite della garanzia sui depositi. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi rimborsa fino a 100.000 € per depositante e per banca, anche se due banche fanno parte dello stesso gruppo. Come funziona nel dettaglio, conti cointestati compresi, è spiegato nelle domande frequenti in fondo alla pagina.

Quanti soldi hanno da parte gli italiani a 30, 40, 50 e 60 anni?

A fine 2022 la mediana delle attività finanziarie era di 5.000 € nelle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni, 8.500 € tra i 35 e i 44, 9.995 € tra i 45 e i 54 e 11.858 € tra i 55 e i 64 (Banca d'Italia). Sono le ultime cifre ufficiali sui risparmi degli italiani per età: l'Indagine sui bilanci delle famiglie del 2022 è ancora l'edizione più recente. E sono mediane, non i «risparmi medi» che si leggono spesso: la mediana descrive la famiglia che sta a metà, la media è tirata su da chi ha molto. Le attività finanziarie sono depositi più titoli, fondi e azioni, ma per i più giovani coincidono quasi con il conto: sotto i 35 anni il 95,1% delle famiglie ha un deposito, solo il 7,2% obbligazioni o fondi e il 3,0% titoli di Stato.

Età del capofamigliaAttività finanziarie (mediana)Ricchezza netta, casa compresa (mediana)Consumi della famiglia all'anno (mediana)Mesi di consumi coperti (circa)
Sotto i 35 anni («a 30 anni»)5.000 €48.005 €21.140 €2,8
35–44 anni («a 40 anni»)8.500 €114.000 €23.230 €4,4
45–54 anni («a 50 anni»)9.995 €150.000 €24.020 €5,0
55–64 anni («a 60 anni»)11.858 €190.616 €23.080 €6,2
65 anni e oltre10.000 €163.115 €18.680 €6,4
Tutte le famiglie10.000 €152.051 €21.550 €5,6

Fonte: Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie italiane 2022, tavole T6 e T17, dati di fine 2022. I mesi coperti sono nostra elaborazione: la mediana delle attività finanziarie divisa per un dodicesimo della mediana dei consumi. È un rapporto tra due mediane, non i mesi della famiglia mediana, quindi va letto come un ordine di grandezza.

Due precisazioni prima di confrontarti. La prima: l'indagine classifica la famiglia per età del capofamiglia, cioè di chi guadagna di più, e le classi sono sotto i 35, 35–44, 45–54, 55–64 e oltre 64 anni. «A 30 anni» vuol dire quindi «in una famiglia con capofamiglia sotto i 35 anni». La seconda: la colonna che cresce davvero con l'età è la ricchezza netta, quasi sempre per la casa. Le attività finanziarie restano modeste a ogni età, e dopo i 65 anni scendono.

Anche avere un conto non è scontato: a fine 2022 l'aveva, bancario o postale, il 93,5% delle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni e il 94,3% di tutte (Banca d'Italia). Nell'indagine europea, che conta solo le famiglie con attività finanziarie e definisce in un altro modo la persona di riferimento, le mediane per età sono un po' più alte: in Italia 6.000 € tra i 16 e i 34 anni, contro i 9.000 € dell'area euro nel suo insieme (BCE, HFCS).

Le cifre per età che girano online

Molti siti riportano fasce come «3.500 € tra i 18 e i 29 anni» o «17.500 € tra i 50 e i 64». Vengono dal rapporto «The Gap 2026», che i siti che lo riportano, per esempio Businessonline il 22 aprile 2026, descrivono come una rielaborazione di indagini di Banca d'Italia, FABI, Unimpresa e Intesa Sanpaolo, senza indicare un metodo né una tabella di partenza. Non si possono verificare, e per questo qui non le usiamo.

Quanti soldi dovrei avere a 30 anni? Contali in mesi di spese

Una cifra «giusta» per età non esiste: il metro più utile sono i mesi delle tue spese. Chi vive da solo tra i 18 e i 34 anni ha speso in media 2.042 € al mese nel 2025 (ISTAT), quindi tre mesi valgono circa 6.100 € e sei mesi circa 12.300 €. La regola «uno stipendio annuo da parte a 30 anni, tre a 40» circola molto, ma nasce negli Stati Uniti: è l'obiettivo per la pensione della società d'investimento Fidelity, che presuppone di risparmiare il 15% del reddito dai 25 anni e di andare in pensione a 67 (Fidelity, 2026). Ha anche un difetto pratico: chi guadagna di più spesso spende di più, e un multiplo dello stipendio non dice per quanto tempo quei soldi ti basterebbero. I mesi sì.

Tipo di famiglia (ISTAT)Spesa media mensile 20253 mesi6 mesi
Persona sola, 18–34 anni2.042 €circa 6.100 €circa 12.300 €
Persona sola, 35–64 anni2.223 €circa 6.700 €circa 13.300 €
Persona sola, 65 anni e oltre1.945 €circa 5.800 €circa 11.700 €
Coppia senza figli, 18–34 anni3.535 €circa 10.600 €circa 21.200 €
Coppia senza figli, 35–64 anni3.187 €circa 9.600 €circa 19.100 €
Coppia con 1 figlio3.431 €circa 10.300 €circa 20.600 €
Coppia con 2 figli3.618 €circa 10.900 €circa 21.700 €
Tutte le famiglie (mediana)2.338 €circa 7.000 €circa 14.000 €

Fonte: ISTAT, Le spese per i consumi delle famiglie, anno 2025 (pubblicato l'8 ottobre 2026), spesa media mensile per tipologia familiare; per le coppie senza figli l'età è quella della persona di riferimento. Le colonne 3 e 6 mesi sono nostra elaborazione.

Le cifre ISTAT comprendono l'affitto figurativo, cioè il valore d'affitto della casa di chi ci vive da proprietario: in media 611 € al mese per famiglia. Se la casa è tua quella somma non esce dal conto, e il tuo «mese» costa meno. Per chi vive da solo, senza affitto figurativo la spesa media scende a circa 1.530 € al mese, e tre mesi diventano circa 4.600 € (nostra elaborazione su dati ISTAT). Il dettaglio è nelle guide su quanto spende una persona al mese, quanto spende una coppia al mese e quanto spende una famiglia al mese.

Da tre a sei mesi di spese è una regola pratica, non uno standard ufficiale: quanto serve davvero dipende dal lavoro, dalla famiglia e dalle spese fisse, ed è il tema della guida sul fondo di emergenza. Dove tenere quei soldi, e quanto lasciarne sul conto corrente, lo spieghiamo in quanti soldi tenere sul conto corrente.

Quante famiglie hanno un cuscinetto

Nel 2025 il 25,6% delle persone in Italia non poteva affrontare una spesa imprevista con le proprie risorse, contro il 29,2% della media UE; un anno prima era il 29,9%. Tra chi vive sotto la soglia di rischio di povertà la quota sale al 50,6% (Eurostat, ilc_mdes04). Nel sondaggio Acri-Ipsos del 2025 il 74% delle famiglie dice che potrebbe far fronte con le proprie forze a un imprevisto da 1.000 €, ma solo il 36% a uno da 10.000 €. È un sondaggio d'opinione su circa 1.000 persone, non una misura dei conti, ma racconta bene la distanza tra «avere qualcosa da parte» e avere mesi di spese coperti. Se non hai nemmeno un mese di spese da parte, la guida perché non riesco a risparmiare parte dalle cause, non dalle percentuali.

Quanti mesi coprono i tuoi conti?

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Nord, Centro e Sud: quanti soldi ci sono in banca per abitante?

A giugno 2026 nelle banche e alle Poste c'erano circa 20.300 € di depositi delle famiglie consumatrici per ogni residente in Italia: circa 23.100 € nel Nord-ovest e circa 13.700 € nelle Isole (nostra elaborazione su dati Banca d'Italia e ISTAT). Il Sud e le Isole hanno il 33,4% della popolazione e il 26,3% di questi depositi.

RipartizioneDepositi delle famiglie consumatrici (milioni di €)Residenti (migliaia)Per abitante
Nord-ovest368.16715.955circa 23.100 €
Nord-est263.90411.619circa 22.700 €
Centro248.25111.699circa 21.200 €
Sud227.69713.340circa 17.100 €
Isole86.6476.330circa 13.700 €
Italia1.194.66558.943circa 20.300 €

Depositi bancari e risparmio postale delle famiglie consumatrici al 30 giugno 2026: Banca d'Italia, Finanziamenti e raccolta per settori e territori, II trimestre 2026. Residenti al 31 dicembre 2025, dato provvisorio: ISTAT, Indicatori demografici 2025. Valori per abitante: nostra elaborazione, bambini compresi.

Regione per regione

Il Trentino-Alto Adige ha circa 2,1 volte i depositi per abitante della Sicilia. Molise e Basilicata si piazzano sopra l'Emilia-Romagna: le fonti ufficiali non ne spiegano il motivo, quindi non lo azzardiamo.

RegioneDepositi delle famiglie consumatrici (milioni di €)Residenti al 1° gennaio 2026Per abitante
Trentino-Alto Adige30.3291.090.818circa 27.800 €
Lombardia241.68110.065.694circa 24.000 €
Valle d'Aosta2.885122.554circa 23.500 €
Friuli Venezia Giulia27.0671.193.496circa 22.700 €
Molise6.455285.940circa 22.600 €
Lazio128.5155.709.444circa 22.500 €
Veneto107.9054.857.460circa 22.200 €
Basilicata11.648525.281circa 22.200 €
Emilia-Romagna98.6044.477.009circa 22.000 €
Piemonte91.4144.255.006circa 21.500 €
Liguria32.1871.511.988circa 21.300 €
Marche30.7211.479.832circa 20.800 €
Toscana74.1693.659.222circa 20.300 €
Abruzzo24.3391.267.222circa 19.200 €
Umbria14.846850.627circa 17.500 €
Campania93.8155.568.703circa 16.800 €
Puglia64.2423.865.277circa 16.600 €
Sardegna24.8671.554.490circa 16.000 €
Calabria27.1971.827.571circa 14.900 €
Sicilia61.7804.775.194circa 12.900 €

Depositi al 30 giugno 2026: Banca d'Italia, Finanziamenti e raccolta, II trimestre 2026. Residenti al 1° gennaio 2026 (stima): ISTAT, popolazione residente per regione. Valori per abitante: nostra elaborazione.

Quali province hanno più soldi in banca?

A giugno 2026 Bolzano era la provincia con più depositi delle famiglie per abitante, circa 30.200 €, oltre tre volte Crotone, ultima con circa 9.700 € (nostra elaborazione su dati Banca d'Italia e ISTAT). Dopo Bolzano vengono Milano e Piacenza. Nelle ultime dieci posizioni ci sono otto delle nove province siciliane, più Reggio Calabria e Crotone. Come per Molise e Basilicata, le fonti ufficiali non spiegano perché Isernia e Avellino stiano tra le prime dieci.

PosizioneProvinciaDepositi delle famiglie consumatrici (milioni di €)Residenti al 1° gennaio 2026Per abitante
1Bolzano16.395542.134circa 30.200 €
2Milano89.9183.253.111circa 27.600 €
3Piacenza7.596287.745circa 26.400 €
4Sondrio4.617179.268circa 25.800 €
5Belluno5.013197.265circa 25.400 €
6Lecco8.420334.211circa 25.200 €
7Trento13.669548.684circa 24.900 €
8Isernia1.94178.217circa 24.800 €
9Avellino9.452393.093circa 24.000 €
10Monza e della Brianza21.120883.396circa 23.900 €
93Reggio Calabria6.965510.590circa 13.600 €
94Enna2.033151.525circa 13.400 €
95Caltanissetta3.217243.501circa 13.200 €
96Agrigento5.344407.041circa 13.100 €
97Palermo14.3351.195.307circa 12.000 €
98Catania12.8021.067.550circa 12.000 €
99Ragusa3.861323.144circa 11.900 €
100Siracusa4.202382.450circa 11.000 €
101Trapani4.494410.602circa 10.900 €
102Crotone1.563161.765circa 9.700 €

Depositi delle famiglie consumatrici presso banche e Cassa depositi e prestiti, per provincia della clientela, al 30 giugno 2026: Banca d'Italia, Base dati statistica, tavola TDB20290 (consultata il 9 ottobre 2026). Residenti al 1° gennaio 2026 (stima): ISTAT, popolazione residente per provincia. Valori per abitante e posizioni: nostra elaborazione su 102 province. La misura non coincide con quella della tabella per regione, che viene da un'altra pubblicazione con un perimetro un po' più ampio: per tutta l'Italia fa circa 19.600 € per abitante invece di 20.300 €, quindi va letta come classifica. Le province della Sardegna restano fuori: per il 2026 la Banca d'Italia usa già la nuova suddivisione dell'isola, l'ISTAT ancora quella precedente, e i due dati non si possono dividere l'uno per l'altro. La Sardegna nel suo insieme è nella tabella per regione.

L'indagine sulle famiglie conferma il divario, ed è ancora più netto sulla famiglia tipica: a fine 2022 la mediana delle attività finanziarie era di 19.460 € al Nord, 10.000 € al Centro e 4.001 € nel Sud e nelle Isole. Nel Sud e nelle Isole l'87,1% delle famiglie aveva un conto corrente bancario o postale, contro il 98,7% del Nord (Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie 2022). Dietro ci sono anche redditi e costi diversi: il confronto fra città è nella guida sul costo della vita in Italia.

Gli italiani hanno più o meno soldi in banca degli altri europei?

Meno: a fine 2022 la famiglia italiana tipica con un deposito aveva 7.500 €, contro i 10.000 € dell'area euro nel suo insieme, i 12.000 € della Germania e i 13.300 € della Francia (BCE, HFCS). Il confronto usa la stessa indagine europea per tutti i paesi, quindi è omogeneo, anche se la data di riferimento cambia un po' da paese a paese.

PaeseFamiglie con almeno un depositoDepositi (mediana tra chi li ha)Attività finanziarie (mediana tra chi le ha)
Italia97,2%7.500 €10.600 €
Spagna99,8%9.000 €14.600 €
Area euro99,1%10.000 €16.600 €
Germania99,9%12.000 €27.600 €
Francia99,9%13.300 €20.600 €
Paesi Bassi100,0%18.700 €23.500 €

Fonte: BCE, Household Finance and Consumption Survey, tavole statistiche dell'ondata 2023 (giugno 2026), tavole C1 e C2. Per l'Italia le attività sono al 31 dicembre 2022.

Il quadro si rovescia se si guarda tutto il patrimonio: la ricchezza netta mediana delle famiglie italiane era di 162.800 €, contro i 140.100 € dell'area euro (BCE, HFCS). Gli italiani hanno più casa e meno conto degli altri europei, e i risparmi che hanno li tengono soprattutto liquidi, come racconta l'indagine Acri-Ipsos. Come si risparmia, mese per mese, rispetto agli altri paesi è nella guida su quanto risparmiano gli italiani.

Quanto rendono i soldi fermi sul conto corrente?

Quasi niente: nel secondo trimestre 2026 i conti correnti delle famiglie fino a 50.000 € rendevano in media lo 0,09% lordo all'anno, mentre a settembre 2026 i prezzi al consumo erano più alti del 4,2% rispetto a un anno prima (Banca d'Italia; ISTAT, stima provvisoria). Con 10.000 € sul conto allo 0,09% si guadagnano circa 9 € l'anno prima delle tasse. Se i prezzi continuassero a salire del 4,2% per un anno, quei 10.000 € comprerebbero circa 400 € di cose in meno (nostra elaborazione).

Importo depositatoTasso medio lordo annuo
Fino a 50.000 €0,09%
Da 50.000 a 100.000 €0,13%
Da 100.000 a 250.000 €0,17%
Oltre 250.000 €0,42%

Fonte: Banca d'Italia, Finanziamenti e raccolta, II trimestre 2026: tassi passivi su conti correnti e depositi a vista e overnight di famiglie consumatrici e altri, per classe di grandezza del deposito, media ponderata per importo su un campione di banche. Inflazione: ISTAT, prezzi al consumo, settembre 2026 (dati provvisori).

Non è un consiglio su dove mettere i soldi: una parte di liquidità sul conto serve a pagare le spese e a reggere gli imprevisti. È solo il costo, in numeri, di tenerne molta ferma. Per vedere quanto vale oggi una somma di qualche anno fa puoi usare il calcolatore della rivalutazione ISTAT; per capire come cresce un capitale nel tempo, quello dell'interesse composto.

Le cifre che girano online, e perché spesso non tornano

Molti articoli sui soldi degli italiani in banca ripetono quattro numeri: «il 77% dei conti sotto 12.500 €», «15.000 € di media», «35 mila euro a testa» e «6.000 miliardi di risparmi». Nessuno dei quattro dice quello che sembra.

  • «Il 77% dei conti ha meno di 12.500 €». I siti che la riportano la attribuiscono ai dati delle banche per fasce di deposito, e quasi mai dicono di che anno è: le ultime cifre pubbliche con queste cinque fasce risalgono al 2022 o prima (Neri, Spuri e Vercelli, 2024). Quei dati contano i clienti di ogni banca, non le persone: chi ha due conti in due banche conta due volte, e un conto cointestato è un cliente in più. Non si può leggere come «tre italiani su quattro hanno meno di 12.500 €».
  • «In media 15.000 € in banca». La fonte citata più spesso è un generico «report» di cui non abbiamo trovato né il documento né il metodo. Le misure ufficiali danno circa 20.300 € per abitante nelle banche e alle Poste per le famiglie consumatrici (giugno 2026) e circa 23.000 € con i conti distributivi (marzo 2026).
  • «35 mila euro a testa di risparmi». Somma i depositi a titoli, fondi e azioni, con dati di fine 2024 (elaborazione FABI). È una cifra sui risparmi finanziari, non su quello che c'è sul conto.
  • «6.000 miliardi di risparmi». È la ricchezza finanziaria delle famiglie, per quasi quattro quinti fuori dai depositi: 6.487,7 miliardi a fine 2025, di cui il 21,6% in depositi (Banca d'Italia).

Il trucco per non farsi confondere è sempre lo stesso: chiedersi chi è contato (famiglie consumatrici o anche piccole imprese), dove (banche o anche Poste), che cosa (solo depositi o anche titoli) e quando. Le tabelle di questa pagina riportano tutte e quattro le informazioni.

Come sapere quanti soldi hai davvero, su tutti i conti

Per confrontarti con le medie servono due numeri: il saldo di oggi, sommato su tutti i conti, e la giacenza media, cioè la media dei saldi giornalieri in un periodo. Il saldo dice quanto hai adesso, la giacenza media quanto tieni di solito sul conto. Per il bollo l'Agenzia delle Entrate la definisce come «la media dei saldi contabili giornalieri» nel periodo dell'estratto conto (circolare 48/E del 2012); per l'ISEE le istruzioni INPS dividono la somma dei saldi giornalieri sempre per 365 (istruzioni per la DSU). Le due cifre possono quindi essere diverse.

La giacenza media conta anche per l'imposta di bollo: 34,20 € l'anno per le persone fisiche, che non si paga se la giacenza media dei conti e dei libretti con la stessa intestazione presso la stessa banca non supera i 5.000 € (Banca d'Italia, L'economia per tutti). Come tenerne conto nella scelta di quanto lasciare sul conto è spiegato nella guida su quanti soldi tenere sul conto corrente.

Dove trovi la giacenza media

Intesa Sanpaolo. La giacenza media dell'anno precedente è riportata in ogni estratto conto, nel box subito dopo il «Dettaglio movimenti del conto corrente». Se ricevi i documenti online, gli estratti conto sono nella sezione «ARCHIVIO – DOCUMENTI e PAGAMENTI» dell'app Intesa Sanpaolo Mobile e in «ARCHIVIO – DOCUMENTI» dell'internet banking; ogni anno arriva anche il documento «Giacenza ai fini ISEE» (FAQ Intesa Sanpaolo).

Poste Italiane. La certificazione per l'ISEE riporta saldo e giacenza media dei prodotti di Poste intestati a te, dal conto BancoPosta ai libretti. Si chiede online su poste.it, con credenziali e secondo fattore di autenticazione, dal pulsante «Richiedi online», oppure all'ufficio postale. Fotografa la situazione al 31 dicembre del secondo anno precedente: per l'ISEE 2025 conta quella al 31/12/2023 (Poste Italiane).

Se hai conti in più banche, sommare i saldi a mano vuol dire aprire un'app per volta. Martia lo fa al posto tuo: colleghi i conti con l'open banking, da oltre 2.500 banche europee, e nella schermata Patrimonio netto vedi quanto hai in totale sui conti bancari. Casa e mutuo puoi aggiungerli tu, tra gli altri asset e le passività. Poi le chiedi in italiano «quanto ho in totale su tutti i conti?» o «quanti mesi di spese coprono i miei saldi?», e la risposta arriva dai tuoi movimenti reali. Martia vede solo i conti che colleghi: è la tua liquidità in banca, non tutto il tuo patrimonio, e non calcola la giacenza media per il bollo o per l'ISEE, che restano quelle della banca. Come funziona il collegamento è spiegato nella guida su come vedere tutti i conti in un'unica app.

Quanto hai tu, rispetto alla media?

Chiedi a Martia «quanto ho in totale su tutti i miei conti?». Risponde in italiano partendo dai saldi e dai movimenti reali dei conti che hai collegato. Poi confronta la cifra con la riga della tua età e della tua famiglia.

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Domande frequenti

Quanti soldi ha in media un italiano sul conto corrente?

Nessuna statistica ufficiale misura il saldo del conto corrente di una singola persona, ma si può stimare. Al 30 giugno 2026 le famiglie consumatrici avevano 772,3 miliardi di euro sui conti correnti, il 67% dei loro depositi (Banca d'Italia): circa 13.100 € per abitante, bambini compresi (nostra elaborazione su popolazione ISTAT). Contando tutti i depositi, quindi anche libretti e conti deposito, i conti distributivi della Banca d'Italia danno circa 23.000 € pro capite e 54.100 € per famiglia a marzo 2026. Sono medie gonfiate da chi ha molto: a fine 2022 la famiglia tipica con un deposito ne aveva 7.500 € (BCE, indagine HFCS), e oggi la metà meno ricca delle famiglie ha in media 15.800 €.

Quanti italiani hanno più di 100.000 euro in banca?

Un numero ufficiale non esiste. Le banche segnalano i depositi per cliente e per banca: chi ha 150.000 € divisi tra tre banche risulta tre volte sotto i 100.000 €, e un conto cointestato è un cliente in più. Per questo la Banca d'Italia avverte che quei dati non dicono quante persone superano una soglia (Questioni di economia e finanza n. 802, 2023). Restano due stime indirette. Nell'indagine HFCS della BCE circa una famiglia su dieci aveva più di 109.000 € di attività finanziarie, titoli compresi, a fine 2022; ma nel 2016 l'indagine della Banca d'Italia sulle famiglie coglieva meno del 40% dei depositi segnalati dalle banche, quindi chi ha depositi alti è probabilmente più numeroso. E a marzo 2026 la media dei depositi superava i 100.000 € nel 20% più ricco delle famiglie: 101.500 € nel nono decimo, 234.400 € nel decimo (Banca d'Italia, conti distributivi). Sono medie di gruppo, non un conteggio.

Quanti italiani hanno più di 500.000 euro in banca?

Contarli non si può. Le banche segnalano i depositi per cliente e per banca, e la Banca d'Italia spiega che il numero di clienti nella fascia più alta non è né un limite massimo né un limite minimo di chi ha davvero più di 500.000 €: chi divide un milione fra tre banche risulta tre clienti della fascia inferiore, chi lo divide fra due risulta due clienti della fascia più alta (Questioni di economia e finanza n. 802, 2023). Si sa invece dove stanno i soldi: nel 2020 i clienti con più di 500.000 € presso la stessa banca avevano il 9,4% dell'importo totale dei depositi. E a marzo 2026 anche il 10% più ricco delle famiglie aveva in media 234.400 € di depositi, meno della metà di quella soglia (Banca d'Italia, conti distributivi).

Quanti soldi dovrei avere da parte a 30 anni?

Non esiste una cifra ufficiale. La regola «uno stipendio annuo da parte a 30 anni» che circola online viene dalla società d'investimento americana Fidelity ed è pensata per la pensione negli Stati Uniti. Il dato reale: a fine 2022, nelle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni, la mediana delle attività finanziarie era di 5.000 € e quella della ricchezza netta, casa compresa, di 48.005 € (Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie 2022). Quei 5.000 € valgono poco meno di tre mesi di consumi di una famiglia giovane tipica. Più utile ragionare in mesi delle tue spese: chi vive da solo tra i 18 e i 34 anni ha speso in media 2.042 € al mese nel 2025, affitto figurativo compreso (ISTAT), quindi tre mesi fanno circa 6.100 € e sei mesi circa 12.300 €.

Quanti soldi hanno in banca gli italiani a 40 e a 50 anni?

Secondo l'ultima Indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d'Italia, con dati di fine 2022, la mediana delle attività finanziarie, cioè depositi più titoli, fondi e azioni, è di 8.500 € nelle famiglie con capofamiglia tra i 35 e i 44 anni e di 9.995 € tra i 45 e i 54 anni. Tra i 55 e i 64 anni sale a 11.858 €. La ricchezza netta mediana, casa compresa, passa invece da 114.000 € a 150.000 € e poi a 190.616 €: con l'età cresce molto più la casa che il conto. In mesi di consumi della famiglia tipica della stessa età, a 40 anni si arriva a poco più di quattro mesi, a 50 anni a circa cinque. Le età sono approssimative, perché l'indagine classifica la famiglia per età del capofamiglia, non per la tua.

Quanto ha in banca una famiglia media italiana?

Dipende da che cosa intendi per media. La media aritmetica è di circa 54.100 € di depositi per famiglia a marzo 2026, tra conti correnti, libretti e conti deposito (Banca d'Italia, conti distributivi); il dato comprende anche le famiglie produttrici, cioè le imprese individuali con pochi addetti. Ma il 10% più ricco delle famiglie detiene il 43,4% di tutti i depositi, e la media sale per questo. La famiglia che sta a metà tra quelle con un deposito aveva 7.500 € a fine 2022 (BCE, indagine HFCS), l'ultimo dato disponibile. Le indagini sottostimano i depositi, quindi la mediana di oggi è probabilmente un po' più alta, ma resta lontanissima dalla media. La metà meno ricca delle famiglie ha in media 15.800 €.

Quanti soldi ha una persona considerata ricca in Italia?

Una soglia ufficiale di «ricco» non c'è, ma i conti distributivi della Banca d'Italia dicono quanto serve per entrare in cima alla classifica. A marzo 2026 una famiglia entrava nel 10% più ricco con circa 766.500 € di ricchezza netta, cioè casa, depositi e titoli meno i debiti, e nel 20% più ricco con circa 463.400 €. La famiglia a metà classifica ne aveva circa 178.300 €. In banca il quadro è simile: il 10% più ricco ha in media 234.400 € di depositi e detiene il 43,4% di quelli di tutte le famiglie. La ricchezza netta è ancora più concentrata: il 10% più ricco ne ha il 60,4%, la metà meno ricca il 7,3%. Sono statistiche sperimentali e riguardano le famiglie, non le singole persone.

Qual è il patrimonio netto delle famiglie italiane?

A marzo 2026 la ricchezza netta delle famiglie italiane, cioè case, depositi, titoli e altre attività meno mutui e altri debiti, valeva circa 11.295 miliardi di euro (Banca d'Italia, conti distributivi). Per famiglia fa in media circa 450.800 €, ma la famiglia a metà classifica ne aveva circa 178.300 €: anche qui la media è tirata su da chi ha molto, perché il 10% più ricco detiene il 60,4% della ricchezza netta. La voce più grande è la casa, in media 223.800 € per famiglia contro 54.100 € di depositi. Sono statistiche sperimentali e comprendono anche le famiglie produttrici. L'indagine campionaria della Banca d'Italia, con dati di fine 2022, dava una ricchezza netta mediana più bassa, 152.051 €.

Che cos'è la giacenza media del conto corrente e come si calcola?

La giacenza media è la media dei saldi giornalieri del conto in un certo periodo. Per l'imposta di bollo l'Agenzia delle Entrate la definisce come «la media dei saldi contabili giornalieri» nel periodo coperto dall'estratto conto (circolare 48/E del 2012). Per l'ISEE le istruzioni INPS sommano i saldi per valuta di ogni giorno e dividono sempre per 365, anche se il conto è rimasto aperto meno a lungo: 610.500 € di saldi sommati danno una giacenza di 1.673 €. Le due cifre quindi possono non coincidere. La trovi nell'estratto conto o nella certificazione annuale per l'ISEE della tua banca. Conta anche per il bollo: 34,20 € l'anno per le persone fisiche, che non si paga se la giacenza media di conti e libretti con la stessa intestazione presso la stessa banca non supera i 5.000 €.

I soldi sul conto corrente sono garantiti? Fino a quanto?

Sì, fino a 100.000 € per depositante e per banca. Se una banca italiana viene messa in liquidazione, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) rimborsa entro sette giorni lavorativi conti correnti, conti deposito anche vincolati, certificati di deposito, libretti di risparmio, assegni circolari e carte prepagate con IBAN. Le banche di credito cooperativo hanno un fondo proprio con la stessa soglia. Il limite vale per singola banca anche se due banche appartengono allo stesso gruppo, e i depositi che hai presso la stessa banca si sommano prima di applicarlo. Nei conti cointestati il saldo si divide in parti uguali: su un deposito di 100.000 € intestato a due persone, ognuna ha diritto a 50.000 €. Azioni, obbligazioni e pronti contro termine della banca non sono garantiti.

Fonti

  • Banca d'Italia (2026). Banche e moneta: serie nazionali, agosto 2026 (9 ottobre 2026), tav. 1.3, depositi per settore di attività economica. PDF
  • Banca d'Italia (2026). Banche e istituzioni finanziarie: finanziamenti e raccolta per settori e territori, II trimestre 2026 (30 settembre 2026): depositi bancari e risparmio postale per regione, depositi per forma tecnica, tassi passivi per classe di grandezza del deposito. PDF
  • Banca d'Italia. Base dati statistica, tavola TDB20290, Depositi per provincia, settore e sottosettore della clientela: famiglie consumatrici, dati al 30 giugno 2026, consultata il 9 ottobre 2026. infostat
  • Banca d'Italia (2026). Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie, I trimestre 2026 (24 agosto 2026), statistiche sperimentali. Pagina, dati (xlsx)
  • Neri A., Spuri M., Vercelli F. (2024). I conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie: metodi e prime evidenze, Banca d'Italia. PDF
  • Neri A., Spuri M., Vercelli F. (2023). Combining survey and administrative data to estimate the distribution of household deposits, Questioni di economia e finanza n. 802, Banca d'Italia. PDF
  • Banca d'Italia. Indagine sui bilanci delle famiglie italiane, anno 2022: fascicolo dei principali risultati e tavole (aggiornate a ottobre 2025). Fascicolo (PDF), tavole (xlsx)
  • Banca d'Italia (2026). Relazione annuale sul 2025, tav. 5.3, attività finanziarie delle famiglie. PDF
  • BCE, Household Finance and Consumption Network (2026). HFCS Statistical tables, wave 2023 (giugno 2026). Tavole (zip)
  • Eurostat (2026). Inability to face unexpected financial expenses (ilc_mdes04), aggiornato al 17 settembre 2026. Eurostat
  • ISTAT (2026). Le spese per i consumi delle famiglie, anno 2025 (8 ottobre 2026). Comunicato, report (PDF)
  • ISTAT (2026). Indicatori demografici, anno 2025 e popolazione residente per età e sesso al 1° gennaio 2026 (stima). Report (PDF), dati regionali, dati provinciali
  • ISTAT (2026). Prezzi al consumo, settembre 2026 (dati provvisori). Comunicato
  • Agenzia delle Entrate (2012). Circolare n. 48/E del 21 dicembre 2012, imposta di bollo su estratti conto e prodotti finanziari. PDF
  • Banca d'Italia, L'economia per tutti (2024). Come risparmiare sul conto corrente. economiapertutti.bancaditalia.it
  • INPS. Istruzioni per la compilazione della DSU, calcolo della giacenza media annua. PDF
  • Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Garanzia dei depositanti e opuscolo informativo. fitd.it, opuscolo (PDF)
  • Acri e Ipsos (2025). Gli italiani e il risparmio, indagine CATI su circa 1.000 persone (22 settembre-6 ottobre 2025). PDF
  • Intesa Sanpaolo. FAQ conti, internet banking privati, consultata il 9 ottobre 2026. intesasanpaolo.com
  • Poste Italiane. Rilascio certificazione per dichiarazione ISEE, consultata il 9 ottobre 2026. poste.it
  • Fidelity Investments (2026). How much do I need to retire?, aggiornato al 25 settembre 2026: obiettivi di risparmio per età. fidelity.com

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